Questo amore
Così violento
Così fragile
Così tenero
Così disperato
Questo amore
Bello come il giorno
Cattivo come il tempo
Quando il tempo e cattivo
Questo amore così vero
Questo amore così bello
Così felice
Così gioioso
Così irrisorio
Tremante di paura
come un bambino quando è buio
Così sicuro dì sé
Come un uomo tranquillo
nel cuore della notte
Questo amore che faceva paura
Agli altri
E li faceva parlare e impallidire
Questo amore tenuto d’occhio
Perché noi lo tenevamo d’occhio
Braccato ferito calpestato
fatto fuori negato cancellato
Perché noi l’abbiamo braccato
ferito calpestato fatto fuori
negato cancellato
Questo amore tutt’intero
Così vivo ancora
E baciato dal sole
E’ il tuo amore
E’ il mio amore
E’ quel che è stato
Questa cosa sempre nuova
Che non è mai cambiata
Vera come una pianta
Tremante come un uccello
Calda viva come l’estate
Sia tu che io possiamo
Andare e tornare possiamo
Dimenticare
E poi riaddormentarci
Svegliarci soffrire invecchiare
Addormentarci ancora
Sognarci della morte
Ringiovanire
E svegli sorridere e ridere
Il nostro amore non si muove
Testardo come un mulo
Vivo come il desiderio
Crudele come la memoria
Stupido come i rimpianti
Tenero come il ricordo
Freddo come il marmo
Bello come il giorno
Fragile come un bambino
Ci guarda sorridendo
Ci parla senza dire
E io l’ascolto tremando
E grido
Grido per te
Grido per me
Ti supplico
Per te per me per tutti quelli che si amano
E che si sono amati
Oh sì gli grido
Per te per me per tutti gli altri
Che non conosco
Resta dove sei
Non andartene via
Resta dov’eri un tempo
Resta dove sei
Non muoverti
Non te ne andare
Noi che siamo amati noi t’abbiamo
Dimenticato
Tu non dimenticarci
Non avevamo che te sulla terra
Non lasciarci morire assiderati
Lontano sempre più lontano
Dove tu vuoi
Dacci un segno di vita
Più tardi, più tardi, di notte
Nella foresta del ricordo
Sorgi improvviso
Tendici la mano
Portaci in salvo.
25 11 09
10 11 09
Malinconia
Posted by Yaila under miei scritti, vita emotiva | Tag: cuore, emozioni, malinconia, me, nebbia, parole, pelle, sensazioni, silenzio |[4] Comments
Un silenzio
fatto di mille parole
aggrovigliate nel cuore
mentre la nebbia
lambisce la pelle.
5 11 09
Tatuaggi? No, grazie! Però… [Intorno alle mie fobie]
Posted by Yaila under vita quotidiana | Tag: ago, araba fenice, avambraccio, fenice, flebo, fobia, futuro, me, paura, presente, puntura, simbolo, tatoo, tatuaggio, vita |[9] Comments
Poche persone sanno che, accanto alle più normali paure, soffro di un’assoluta e incontrollabile fobia per gli aghi. Fortunatamente non capita spesso, ma quando capita mi sento assolutamente svenire alla sola idea di dovermi sottoporre, entro pochi minuti o addirittura il giorno successivo, a un prelievo o di dover fare una puntura o una flebo. Quando quel momento implacabilmente arriva mi faccio tanta forza, chiudo gli occhi oppure mi impongo di guardare altrove e cerco di pensare ad altro mentre – chi deve – fa il suo lavoro. Nella totalità dei casi cerco di pensare che non è niente, è tutta questione di un attimo, che “è per il mio bene”, ma questo poco aiuta. Domina in me, invece, la consapevolezza e l’orgoglio di essere una persona adulta che non deve temere queste piccolezze, ma… Non è semplice! No, non lo è affatto! In cuor mio so bene che questa mia fobia è data da reminescenze infantili, di qualcosa che forse all’epoca non capivo perfettamente, ma che si è talmente radicata dentro di me al punto da influire in maniera determinante su alcuni miei atteggiamenti del presente. Nonostante tutto, però, a volte mi rendo conto di accantonare totalmente questa mia paura di fronte al desiderio più futile che io abbia mai avuto, e cioè farmi un tatuaggio. A fasi alterne, o perché se ne parla in tv/nel web o magari perché mi capita di vederlo dipinto su una parte del corpo di qualcuno a cui sta particolarmente bene, mi faccio prendere dalla voglia di recarmi presso lo studio di un tatuatore e farmi imprimere sull’avambraccio quel simbolo di me stessa che farà parte di me per tutta la vita. C’è un fatto però, e non di poco conto: non l’ho ancora fatto e sono assolutamente sicura che mai lo farò, e questo principalmente a causa della mia incontrollabile e incontenibile fobia, ma anche a causa di tutta una serie di timori e di paure che mi porto dentro. E (che faccio) se poi gli strumenti non sono disinfettati a dovere? E (che fare) se mi stancassi di ciò che mi faccio tatuare e volessi toglierlo? A 50, 60, 70 anni – età alle quali mi auguro vivamente di arrivare – avrò mai l’indole di “indossare” quel piccolo disegnino con la massima naturalezza? Sono domande alle quali probabilmente una risposta c’è, ma per le quali io non la trovo, o almeno so di non trovare io per me stessa una ragione valida per stendermi su quel lettino e accantonare per qualche tempo la mia fobia per gli aghi. Non mi vedo proprio, a 70 anni e più, in qualità di nonna-sprint dotata di tatoo sull’avambraccio! Alla sola idea scoppio a ridere!
Ma quale tatuaggio? Ci ho pensato spesso e sono giunta alla conclusione che l’unica cosa che potrei tatuarmi addosso non è rappresentata né dal mio nome [troppo egocentrismo...], né dal nome della persona che amo [e se poi non dura per sempre, anche se tutti in cuor nostro ci auguriamo che sia così?], né da un disegnino qualunque tanto perché mi piace. La sola cosa che mi tatuerei è rappresentata da ciò che io considero un simbolo di ciò che sono, della mia vita e di ciò che auguro a me stessa per il mio futuro: una fenice stilizzata, simbolo di eternità e di rinascita. Così come la la fenice muore nel fuoco per poi rinascere dalle sue stesse ceneri, tante volte nella vita io mi son trovata ad affrontare esperienze difficili e dure, ma ne sono sempre uscita più forte e più “forgiata” di prima, anche se inizialmente a pezzi e malandata com’è normale e probabilmente giusto che sia. Rinascere sempre più forte e più positiva di prima: ecco quello che mi auguro per la mia vita e per il mio futuro, anche se so in partenza che è più facile a dirsi che a farsi. In fondo in fondo che cos’è per me la fenice se non una segreta speranza che custodisco da sempre nel mio cuore e che talvolta cerco di esprimere nel quotidiano della mia vita?
E voi cosa vi tatuereste, o cosa vi siete tatuati e perché?
30 10 09
Io non piango mai
Posted by Yaila under vita emotiva, vita quotidiana | Tag: amicizia, indipendenza, famiglia, amore, mani, paura, cuore, solitudine, sorriso, lacrime, forza, debolezza, io, piangere, topo gigio, febbre, telefono |[11] Comments
Io non piango mai. E allora cosa sono queste gocce silenziose che mi rigano il viso?
E’ un periodo difficile, pieno di timori, di paure e di solitudine. Ed è solitudine nonostante tutto, nonostante che tanti amici e familiari attorno a me facciano costantemente il possibile per farmi sorridere, pensare positivo e tenermi alto il morale. E’ solitudine anche quando Topo Gigio mi strappa un sorriso chiedendomi se ho la febbre e se mi sono lavata bene le mani, allietando così quei brevissimi momenti in cui possiamo stare al telefono, tra la cena delle 18.15 e le visite dei parenti che iniziano alle 19.00.
Io non piango mai, eppure mi dicono che le macchine attorno a me sembrano affermare che il mio cuore batte tanto e tanto veloce… Ma intanto io non piango mai, perché lo so già: andrà tutto bene.
Io non piango mai, eppure mi sento stringere il cuore quando provo ad alzarmi da questo maledetto letto che è diventato in pochi giorni la tomba della mia indipendenza. Provo ad alzarmi, ma non ci riesco, e rischio più volte di cadere davanti a me come un peso morto.
Io non piango mai, ma mi sento cuocere la fronte per questa febbre che non mi dà modo di pensare, di ragionare, di parlare con un minimo di raziocinio.
Io non piango mai, ma oggi mi alzo e soffro un mare di fatica per una cosa che prima sembrava tanto semplice e invece adesso è diventata così complicata. Dicono che sarà così solo per pochi giorni e io ci credo.
Io non piango mai.
No, io non piango proprio mai. Sono forte e determinata per tutto quello in cui credo e a cui tengo veramente tanto.
Eppure stasera mi ritrovo davanti allo specchio, mentre sono al telefono, a piangere tutte le lacrime di paura e di smarrimento che finora non ho mai pianto. Piango e mi rendo conto che per la prima volta in vita mia posso farlo guardandomi allo specchio che ho di fronte, senza frenare i singhiozzi, senza nascondere la paura e la tensione che per tanti e tanti giorni si è impossessata del mio cuore. Piango e il cuore si solleva mentre mi sento abbracciare forte dall’altro capo del telefono. Ad un tratto i singhiozzi e le lacrime si placano. Dopo la tempesta torna il sereno fuori e dentro di me.
No, non è vero che io non piango mai. Piango poco e, se lo faccio, piango solo ed esclusivamente da sola oppure di fronte a una persona di cui mi fido veramente tanto e di fronte alla quale non ho timore a mostrare le tensioni che mi spaccano l’anima, le mie debolezze o le mie paure.
Oggi ho pianto e non me ne vergogno affatto.
10 10 09
Il telefonino
Posted by Yaila under vita emotiva, vita quotidiana | Tag: speranza, destino, vita, paura, desideri, musica, ricordi, sogno, silenzio, forza, coraggio, volontà, notte, vento, mente, voce, telefonino, rosario, aspettative, abbraccio, positività, squillo |[3] Comments
E’ una notte nera e piena di nuvole. Da lontano arrivano le allegre note di un’orchestrina jazz, ma subito il vento le trascina via per fare spazio ad un alone di silenzio che si posa leggero sulle mie spalle e sulla mia mente. E’ un silenzio pieno di ricordi per quello che è stato, di speranze per quello che sarà, di paure per quello che è. Tengo gli occhi chiusi, quasi a cercare nel silenzio una voce, quella voce che mi dia speranza, forza e soprattutto il coraggio che in qualche momento mi viene a mancare. Fra le mani stringo un telefonino cellulare e un piccolo rosario, come a voler mettermi disperatamente in contatto con quel Destino che ascolta, sa e può tutto. In un certo senso è come se cercassi la risposta a quello che sarà domani, per non fare scelte sbagliate oggi… E per non avere paura. Mi attacco alle mie speranze e ai sogni che coltivo naturalmente fin da bambina per ripetermi che devo avere fiducia, che c’è chi mi ascolta e non deluderà né i miei desideri né le mie aspettative. E’ strano come in un momento come questo io mi renda conto di non avere quella grande pazienza che tante volte mi accompagna nella vita… Ma è solo paura; una paura lenita dall’abbraccio di Colui che sa e può tutto e dai tanti abbracci di coloro che mi stanno accanto ogni giorno, da vicino e soprattutto da lontano, e che tenendomi per mano attraversano assieme a me il momento forse più duro della mia vita fino ad oggi. La paura di affrontare tutto questo e il forte desiderio di affrontarlo per poter finalmente trovare un po’ di serenità spaccano la mia anima attraverso una voragine che provo a colmare con la forza di volontà e con tanti pensieri positivi per quello che sarà il domani. In fondo questa è solo una delle piccole e grandi prove che la vita mi ha messo di fronte. Squilla il telefonino. … E’ la vita che mi chiama.
12 09 09
Egoismo
Posted by Yaila under vita emotiva | Tag: amicizia, amore, benessere, destino, Dio, dolore, egoismo, famiglia, futuro, gioia, incidente, io, me, presente, specchio, vita |[3] Comments
Ciao specchio, quanto tempo! Ne è passata d’acqua sotto i ponti dal giorno in cui abbiamo parlato insieme l’ultima volta! Come stai?… Come sto? Bene dai, tutto sommato bene… A parte… qui. No, non è per quello che sono così gonfia… Magari! Ma no, non è per quello che pensi… Sì, magari un giorno accadrà, ma adesso devo concentrarmi su me stessa e sul mio benessere. Come mi dice sempre qualcuno, devo pensare a me stessa ed essere un po’… Egoista. E questo qualcuno ha ragione, accidenti se ha ragione! Tanto avrò sempre un pensiero per qualcosa e qualcuno al di fuori di me stessa; l’egoismo non fa proprio parte del mio carattere, ma se ne avessi un po’ forse…
Accidenti, ma quanto son gonfia specchio mio!
Egoista. Questo dovrei essere, almeno un po’. Ma… Uhmm… Non lo sono forse già?
Eh sì dai, lo sono, ammettilo e NON… Ripeto… NON… Negarlo! Non si è forse egoisti quando non si vede nient’altro che la realizzazione del proprio sogno più intimo, privato e sincero, al punto da non capire che è Qualcun altro che decide cosa sarà della nostra vita e che la nostra vita potrebbe andare diversamente da come la immaginiamo e la desidereremmo? Non si è forse egoisti quando ci si ostina a dire che non si concepisce il proseguimento della propria vita nel momento in cui quel desiderio tanto agognato non si realizza, senza pensare alle persone che ci sono vicine e ci vogliono veramente bene? Ho pensato tante volte a quale sarebbe la mia reazione se fossi io a sentirmi dire una cosa simile. Sicuramente capirei, all’inizio probabilmente capirei, ma poi?
La vita di chi c’è, ora è qui, è più importante di qualsiasi desiderio, di qualsiasi speranza o di qualsiasi caparbietà che solo Dio può decidere se deve realizzarsi o meno. Ed ha enorme importanza e infinita dignità quali che siano le condizioni in cui viviamo, anche quando queste condizioni peggiorano nel tempo fino a vederci strappare una parte di noi e della nostra indipendenza.
Da un lato non posso proprio concepire che una persona a me cara possa pensare di porre termine alla propria vita se un evento fortuito le togliesse l’autonomia o la rendesse diversa da com’era prima di quell’evento. La vita va vissuta fino in fondo nonostante tutto, con tutte le gioie e i dolori che ne conseguono; per quanto immensi e devastanti questi possano essere si tratta comunque di una vita, una vita degna di essere vissuta. Dall’altro… Beh… Dall’altro lato, come faccio a far comprendere a chi mi è vicino che, se un evento fortuito mi togliesse ancor più autonomia di quanta io ne abbia adesso, non vorrei mai continuare a sopravvivere sentendomi un peso per chi mi sta vicino? E come faccio a far capire a chi mi è vicino che non avrei dubbi nel rinunciare alla mia vita se da questa rinuncia dipendesse la vita di un altro essere umano che in qualche modo è parte di me?
E’ egoismo questo?
5 09 09
Ritorno a “La casa sul lago del tempo”
Posted by Yaila under vita emotiva, vita quotidiana | Tag: amore, cambiare, casa, cuore, futuro, lago, me, presente, tempo, tu, viaggio, vita |[5] Comments
Dopo più di tre anni dalla prima volta, ieri sera ho rivisto il film “La casa sul lago del tempo”. Tre anni, soli tre anni, ma mi sono resa conto di quanto la mia vita sia cambiata, di quanto io sia cambiata in questi anni.
Luoghi diversi, tempi diversi, vite diverse.
Eppure se è destino tutto accade; perché l’Amore, in quanto sentimento e in quanto intensità del sentimento stesso, non ha regole, o almeno ha regole tutte sue, non pienamente comprensibili dalla pochezza delle persone umane che noi siamo. E’ l’ardore e la forza di questo sentimento a guidare i nostri pensieri, le nostre azioni e le nostre emozioni… E non dobbiamo, non dovremmo, temere di lasciarci guidare.
“Ti amo. Mi ci è voluto tutto questo tempo per dirtelo, ma ti amo.” [citazione dal film]
Perché non importa quanto tempo bisogna aspettare. Importa chi aspetti e quanto importante la persona che aspetti sia per te. Importa sentirsi vivi quando incontri, anche solo per un attimo, quella persona che sa riempirti il cuore, o interagisci con lei anche solo con poche righe scritte e spedite in qualche modo da lontano. Importa l’intensità dei sentimenti. Importa credere che quando si ama le cose che ci sembrano più assurde ed impensabili, ma che più desideriamo, prima o poi accadono. Perché è scritto. E se è scritto… Prima o poi accadrà. Anche quello che fino a prima, quando non respiravamo realmente l’Amore, ci sembrava impossibile.








