Giugno 2006


Chiusa in una gabbia di cristallo
il tuo rifugio
la tua prigione
guardi la vita là fuori:
cielo azzurro
fiori multicolori
gocce di rugiada
accarezzano
foglie d’edera
che si arrampicano fino al cristallo.
Fuori
la vita scorre
lenta
uguale
inesorabile.
Miriadi di coccinelle rosse
moltitudini di farfalle blu
quantità interminabili di fiori di campo
scrutano la tua prigione
ringraziano il cielo
di poter accarezzare le nuvole
proteggendosi da te
e dal tuo triste stato.
Un fievole arcobaleno sboccia d’improvviso
irrompe tra i fiori
spezza il tuo rifugio di cristallo.

Paura.

Una paura chiamata libertà,
di essere
di soffrire
di gioire
di vivere.

Sì, lo so bene, ci sono un sacco di altri problemi che il mondo sta affrontando in questo momento probabilmente più gravi di questo… penso alla guerra in Iraq, all’uccisione dei russi, alle ultime tragedie italiane sul posto di lavoro… ma non posso che fermarmi a pensare. Penso a Jj1, l’orso bruno di due anni che da dal Parco dell’Adamello-Brenta si è spinto fino in Austria e poi in Germania; e qui stamattina è stato ucciso. Ucciso perché colpevole di aver ucciso in alcuni pollai e pascoli.
Dice bene Piero Genovesi dell’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica: “Se in Trentino si dovessero abbattere tutti gli orsi che entrano nei pollai la popolazione sparirebbe rapidamente”. L’animale faceva parte di un ambizioso progetto italiano per la reintroduzione dell’orso bruno nelle Alpi centrali. E proprio il Wwf aveva continuato a tifare per il “fuggiasco”, così come i membri dell’organizzazione giovanile tedesca della Lega per la protezione della natura (Bund Naturschutz) che per confondere i cacciatori da questa mattina avevano progettato di mandare in giro per le montagne tra Austria e Germania numerosi ragazzi e ragazze “travestiti da orsi in maniera molto convincente”. Troppo tardi. Jj1 è morto ucciso. (fonte http://www.repubblica.it/)
Io dico: possibile che si sia dovuti arrivare a tanto? Era proprio così difficile utilizzare dei sonniferi invece che dei proiettili? E poi si parla tanto di preservare le speci animali esistenti in modo che non si estinguano… Possibile che tre paesi europei vedano questo genere di cose in maniera così differente? Che l’essere che per l’Italia va difeso in modo da evitarne l’estinzione, per l’Austria o la Germania debba essere ucciso? Sì sì, ha ucciso galline, pecore, quasi corso dietro a degli uomini, ma pensiamoci bene… era un cucciolo d’orso e poteva benissimo avere fame. Ok ok!! Alto due metri, ma a due anni è solo un cucciolo.
Jj1 verrà imbalsamato ed esposto in un museo. Pensateci!
Scusatemi tutti, ma per me l’uomo resta l’animale della peggior specie. Anzi, fra l’orso e l’uomo è l’uomo ad essere la vera bestia!

E se ti innamorassi di qualcuno che non hai mai incontrato?

Sono appena tornata dal mio sabato sera in giro con la stessa amica della settimana scorsa. La serata oggi ha previsto paninoteca e poi cinema.
Erano mesi che non andavo in quella paninoteca. L’ultima volta che ci sono stata era mesi fa… Mi sono venuti in mente tanti ricordi, e non so dirvi se mi ha fatto male o meno ricordare… so solo che ho provato come un nodo dentro e che mi son ripetuta mille volte dentro di me che non è accaduto a me, che è accaduto a un’altra persona, che non posso essere stata io quella persona.
Alle dieci ci siamo avviate verso il cinema a vedere, appunto, “La casa sul lago del tempo - (sottotitolo) E se ti innamorassi di qualcuno che non hai mai incontrato?”
Commedia romantica, per un certo verso irreale e improbabile, ma molto carina. Se non altro per noi donnine, quindi uomini… regolatevi! :-)
Tutto ruota attorno ad una casa che la vecchia inquilina Kate lascia al nuovo inquilino Alex. Peccato che i due vivano in due momenti completamente diversi… lei nel 2006 e lui nel 2004. I due inizieranno un rapporto epistolare molto profondo, lasciando le lettere che si scambiano sulla cassetta della posta di questa casa sul lago.
Può il tempo essere un ostacolo all’amore vero fra due persone? Vivere in due epoche diverse (anche se si tratta solo di due anni) pare a volte esserlo a volte no. E tutto il film gioca attorno a questi due anni di differenza, attorno ai ricordi e alle attese dei due protagonisti. Passato, presente e futuro si intrecciano. Scopriremo ben presto che il quasi-finale del film riporta al suo inizio. Parlo del quasi-finale in quanto il finale stesso è poco chiaro e pieno di contraddizioni e interpretazioni che hanno fatto sragionare sia me che la mia amica.
Il tempo è anche ciò che relaziona il rapporto conflittuale di Alex col padre, un tratto del film meno sottolineato seppur ben presente in uno spezzone del film. Conflittualità fra padre e figlio, fra passato e presente, fra antico e moderno. Mi è sembrato di ritrovarmi  in questo… nel rapporto conflittuale che ho con mio padre, così attento al suo passato che è e può essere l’unica realtà esistente, e io così alla ricerca di radicarmi nel presente e di pensare al mio futuro.
E’ solo una commedia certo, ma di spunti per pensare ce ne sono fin troppi. Penso ad Alex e a Kate… che si scrivono su fogli volanti, affidando a loro e alla cassetta postale il dipanarsi del loro rapporto. E noi? La posta fatta di carta, penna e calamaio non esiste quasi più. Esiste internet, le emails, i blogs, le chats. Si può tramite tutto questo esprimere le stesse sensazioni ed emozioni che paiono potersi esprimere con carta e penna? Ugualmente: possiamo noi modificare la nostra vita presente potendo conoscere quale sarà il nostro futuro? Più semplicemente: ci si può innamorare avendo solo un rapporto epistolare in tute le sue forme con un’altra persona? O ancora: quando scriviamo, chattiamo, blogghiamo, siamo davvero sempre noi stessi? A quest’ultima domanda io rispondo fermamente sì per quanto mi riguarda, e come dico sempre, per gradi, ma sono sempre e comunque me stessa. Magari non subito e in tutto e per tutto, ma lo sono. Il punto più ostico di tutti è il rapporto fra presente e futuro. Non mi sento ancora pronta per dipanarlo al meglio. Sono perplessa, dubbiosa, confusa.
Ci si può innamorare di qualcuno che non abbiamo mai incontrato? Sì, secondo me si può… Via chat, via email o in tanti simili modi, ma si può… basterebbe solo che vi fosse sincerità e voglia di essere davvero se stessi da parte di entrambi. Se questo non c’è ci si può sì innamorare, ma ci si innamora di qualcosa che non esiste… e quindi tutto è destinato a scemare nel tempo.

…E finalmente ieri sera l’ho visto anch’io…
Ieri pomeriggio mi sono data appuntamento con una mia collega di lavoro & amica verso le 18, l’ho raggiunta e ci siamo avviate verso il cinema. 
Beh… non conosco più i paesi attorno a casa mia!! Dura realtà, ma è anche abbastanza normale dal momento che passo almeno otto ore in quel di Padova. Ho girato per mezz’oretta facendo strade e stradine, ma alla fine siamo arrivate. E in ogni caso a volte perdermi mi piace… mi è capitato di perdermi molto spesso i primi anni di università fra le calli di Venezia, e solo in quel frangente ho scoperto aspetti della città inaspettati e assolutamente sconosciuti al cosiddetto “turismo di massa”… Luoghi veramente caratteristici, panorami meravigliosi, si respira davvero l’aria di “venezianità”.
Non sono una veneziana verace. Abito in un paesetto di campagna che piano piano si sta facendo travolgere e fagocitare dalla città, ma sento forte in me il legame con Venezia: i suoi luoghi, la sua storia, i suoi caratteristici odori e sapori, le calli, i campielli… luoghi che mi porto dentro in qualsiasi posto io mi rechi.
Tornando a noi e alla mia serata, finalmente siamo arrivate al cinema. Situazione ideale: sala vuota per più di metà, posti centrali a metà sala (i migliori! si vede che abbiamo ispirato il bottegaio… :-) ). Beh, anche in quel frangente mi sono fatta riconoscere… scene di suspance, scene a tratti cruente, e io che comincio a dire piano “aiuto! oddio! mamma!” e a scivolare sulla poltrona verso il basso per non far vedere che ero io ed ero lì! Che vergognaaaaaaaaaaaa… però non so che farci! Sono una persona molto impressionabile e basta poco per farmi prendere paura.
In ogni caso il film è molto bello, molto ben fatto, ma secondo me i tratti di analisi storica, artistica e pittorica non sono per forza di cose approfonditi molto, come teoricamente dovrebbero esserlo nel libro che non ho ancora letto, ma mi accingo a farlo nel pomeriggio. Certo che sicuramente alcune interpretazioni dello scrittore e alcune analisi dal punto di vista religioso fanno tremare tutto il mondo cattolico e tutte le credenze e certezze ad esso associato, ma dal mio punto di vista certe cose servono, per pensare con la propria testa, per farsi un’idea personale sulle cose, per riflettere sulle certezze che si sono avute fino a quel momento perché secondo me nella vita molto poco è una certezza e tutto può essere sottoposto a mille interpretazioni.
Alla fine… non vedo davvero l’ora di leggere il libro, al fine confermare oppure confutare quanto detto fino a questo momento!! Però ho già la strana impressione che il libro sarà molto meglio del film come sempre succede, almeno per quanto mi riguarda, se non altro perché quando si legge ci si fa una propria idea sulle cose e si costruiscono scene e fatti secondo la propria testa e i propri ricordi, mentre il film è la trasposizione di tutto questo da parte di un’altra persona (il regista) e non di noi stessi.
A fine serata, pizza e dolce!! Ci siamo trattate bene io e la mia amica insomma :-)
La partita? abbiamo appena appena sentito in pizzeria che l’Italia ha pareggiato, se non erro. Mi spiace comunque, anche se non seguo né calcio né mondiali. Ho seguito solo Italia’90, per ovvi motivi!
Bellissima serata!

E resto lì
abbarbicata a te
preda della paura di cadere
immersa in un equilibrio instabile.

La mia anima fluttua
nel cielo infinito
abbracciato dal sole.
Mille acrobazie nel cielo azzurro.

Sabbie mobili sotto di me.
Non resisto
non mi oppongo
non voglio
non posso.

Accanto a me
tu non ci sei.

“Il piccolo Tommaso Onofri è morto per asfissia. E sul suo corpo sono evidenti segni di “atti violenti”.” “Dopo due anni e mezzo di rinvii, istanze, appelli e ricorsi, il processo nei confronti di Anna Maria Franzoni, unica imputata per l’omicidio del figlio Samuele Lorenzi avvenuto a Cogne il 30 gennaio 2002, è giunto al primo verdetto: la madre del piccolo Samuele è colpevole, per lei la massima pena consentita dal rito abbreviato. Per il momento la donna eviterà sia il carcere, che i domiciliari.”… “Sammy. Tomba senza nome” (fonte www.tgcom.mediaset.it) E ancora: Angela Celentano, Denise Pipitone, Melissa e Julie, i bambini della scuola del Molise, e tutti gli altri. Bambini offesi, uccisi, rubati, privati del loro essere bambino, della loro spensieratezza, del loro presente, del loro futuro. Bambini strappati ai genitori, alla famiglia, agli affetti. Bambini mandati a lavorare nelle fabbriche per un nonnulla, per l’arricchimento delle superpotenze mondiali mentre loro muoiono di fame, di sete, di malattia, di stenti. Bambini mandati a “giocare alla guerra” assieme agli adulti. Bambini privati della luce della gioia nei loro occhi azzurri, verdi, neri. Privati di un abbraccio sincero, privati dell’amore vero. Bambini che dovrebbero essere protetti dagli adulti e che invece da questi adulti vengono perlopiù feriti, uccisi, privati della gioia di vivere e del futuro. Bambini senza colpa vittime della cattiveria dei grandi, vittime del mondo. Comunque vittime. Ripenso a novembre di 14 anni fa, come se fosse oggi. Un brivido lungo la schiena al solo sentire lo squillo del telefono. E dall’altra parte una voce: “Ieri D., oggi è morta anche F.”. E tu che sei lì a cercare di mangiare la tua minestra… ma il cucchiaio non arriva alla bocca e la minestra cade nuovamente nel piatto. Tu resti lì e gli occhi ti si riempiono di lacrime. Senti un nodo alla gola, una stretta al cuore e non puoi più parlare. Ma sono loro a non poter più parlare, mai più. A non poter più vivere, ridere, piangere, arrabbiarsi, urlare. Perché qualcuno ha chiuso loro la bocca e gli occhi per sempre. Per sempre. Mi chiedo se in tutto quest’oceano di sofferenza una piccola goccia può fare qualcosa di buono. Mi chiedo se adottare un bambino a distanza, lasciarlo nel suo paese, ma sostenerlo nel suo presente e nel suo futuro sia qualcosa di buono da poter fare per lui, dovunque egli sia e chiunque egli sia. Niente plauso, nessuna sensazione di superiorità e di potenza nei confronti di chi ha più bisogno di noi. Nessuna autosuggestione dovuta a recenti trasmissioni televisive. Solo la voglia di fare qualcosa di concreto per qualcuno senza voler per questo essere ringraziati, ma solo godendo dei successi, delle gioie, del miglioramento di vita di questo piccolo uomo che forse può solo così sperare di avere un futuro migliore. Togliere qualcosa di infinitesimale a me per darlo a chi di questa infinitesima cosa ha un estremo bisogno. Mi chiedo se è giusto. Se può arricchire la sua vita di gioie tanto quanto arricchirebbe la mia anima. Non è egoismo. Non è pena. E’ solo voglia di aiutare, di fare qualcosa di buono per qualcuno che non deve per forza ringraziarti occhi negli occhi, ma che col suo cuore forse ti ringrazierà per sempre.

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