La Fiat Punto che segue piano l’onda di traffico autostradale, gli occhi che guardano fissi davanti dando anche dei veloci sguardi allo specchietto retrovisore, la mente che va… va dove nessuno mai potrà mai entrare completamente. I campi ammantati di brina, le stelle che occhieggiano nel cielo notturno coperto di una leggera coltre di nebbia, i rumori, i gesti delle persone… gli stessi rumori, gli stessi gesti, le stesse persone. Sempre. E la mente vaga in un mondo reale, ma differente, che non ha mai visto, che non sa se esiste. E questo mondo mentale è abitato da una donna verosimilmente reale: una donna sicura di sé, capace delle sue scelte, soddisfatta della sua vita, senza troppi tabù, senza tanti timori; una donna appagata che vive con gioia la vita, salutando allegramente la giornata che viene, sorridendo al passante scontroso, vivendo con grande impeto emotivo ogni piccola azione quotidiana, di un quotidiano semplice, ma che ha consapevolmente scelto ed è felice di aver scelto. E’ una donna probabilmente non disabile, e se anche lo fosse è comunque ben conscia del suo valore interiore indipendentemente da quello che è il suo stato fisico… è una donna che lotta, che vive, che ama, che urla, che sbraita per farsi un po’ di posto nel mondo. L’universo di questa donna è fatto quasi interamente di sentimenti e di valori umani: la famiglia, il suo uomo, l’amicizia e l’amore in tutte le sue innumerevoli forme. Sono valori che lei mette al di sopra di qualsiasi cosa al mondo, contro tutto e contro tutti, senza paura dell’opinione e della reazione altrui. Un attimo e l’auto è parcheggiata. Si ritorna a una tangibile realtà, difficile, complicata, dove la personalità viene molto spesso schiacciata, annientata di fronte alle opprimenti sollecitazioni reali esterne… quelle che non ti permettono di essere (ciò che sei) bensì ti impongono di fare (ciò che gli altri si aspettano da te). Ma basta un momento di serena astrazione e si torna a vivere la propria serena vita mentale. Basta una lite familiare, una festività mal vissuta e mal sopportata, un momento di profonda disperazione o di grande repressione del proprio io attuata da agenti esterni, e la mente torna a vagare nel suo mondo… un mondo semplice, ma bellissimo nonostante le difficoltà che in esso si presentano. E’ un mondo dove si può essere ciò che si è davvero, libera da condizionamenti esterni, libera da legami imposti, da quelle catene che stritolano l’anima, dall’inespressività delle giornate. E’ un mondo gioioso e pieno di sentimenti. E’ il mondo che vorresti vivere, senza doverti sentire sempre in dovere di dimostrare qualcosa a qualcuno, senza la paura dei giudizi altrui, senza sentirti sempre solo sollecitata a dare fino all’impossibilità di riuscire a dare ancora, senza il terrore di fare qualsiasi normalissima cosa sentendoti rimproverare da quella vocina dentro di te che ti dice che “questo non si deve, quest’altro non si fa” . E’ una vita senza l’ombra di chi vorrebbe ancora comandare la tua vita nonostante tu sia una persona adulta e indipendente, perlomeno materialmente indipendente anche se lo puoi essere solo in parte. E’ una vita libera, dove conto solo io e cosa io stessa voglio fare della mia vita. E’ la vita che vorrei e che vorrei aver iniziato a vivere già da tanto tempo. E’ la vita che non ho. Ma, quando capita, pensare a una vita così aiuta a rendere più sopportabile quel tangibile presente che mio malgrado non riesco, e forse non posso, cambiare. Anche se non è questa la soluzione. Ma la soluzione qual è? Chissà… Forse l’ho trovata, ma al momento non posso fare nulla per cambiare le cose. O almeno non credo di poterlo fare.
Dicembre 2006
29 12 06
Vita mentale
Posted by Yaila under vita emotiva | Tag: amicizia, amore, auto, diversa abilità, paura, speranza, vita |No Comments
23 12 06
Lettera a Babbo Natale
Posted by Yaila under lettere a, vita emotiva | Tag: abbracci, amicizia, amore, etere, famiglia, me, natale, speranza |No Comments
Caro Babbo Natale,
Come ogni anno domani sera guarderò per ore fuori dalla finestra per vedere passare te con tutte le tue bellissime renne: Cometa, Ballerina, Fulmine, Donnola, Freccia, Saltarello, Donato e Cupido. Ti vedrò svolazzare nel cielo blu puntinato di stelle, col tuo vestito rosso e la tua barba bianca mentre fai scendere giù dal camino delle case qui intorno la miriade di regali che dovrai consegnare. Sarà l’allegro epilogo di un duro lavoro lungo un anno, e poi ti potrai finalmente riposare per un po’.
Come già ben sai non sono abituata a farti delle richieste, non te ne ho mai fatte in passato, ma quest’anno se puoi ascolta un po’ anche me.
Ti chiedo di usare la tua polvere di stelle per portare tanta serenità in questa famiglia, quella serenità che da un po’ manca, soprattutto dal momento in cui nascerà quella nuova vita che tanto aspettiamo. Ti chiedo serenità per mio fratello e la forza per lui di andare avanti per raggiungere sempre più in picchiata la tanto sospirata laurea. Ti chiedo la serenità, la salute e tanta vita per i miei genitori.
Per me ti chiedo la forza di farmi lottare per il mio futuro, per la mia laurea, per un lavoro che premi i miei sforzi lunghi anni di studio e di passione per quello che ho scelto di studiare, e non che mi faccia sentire un puntino insignificante nell’universo lavorativo. Voglio credere ancora in qualcosa quest’anno… credere nella vera amicizia, nei veri sentimenti, nelle sincere e vere manifestazioni d’affetto e di stima che ci possono essere fra le persone. Voglio non sentirmi ancora sola come mi sono sentita tante volte in passato. Voglio non aver paura della vicinanza fisica delle persone, di mettermi in gioco, di lottare, di amare e anche di soffrire… perché tutte queste cose si chiamano vita, e sono l’essenza stessa del motivo per il quale io sono qui, ora, in questo mondo. Voglio avere dei progetti e lottare per loro, siano essi a brevissimo o a lungo termine. Voglio anche divertirmi e saper prendere la vita con leggerezza al momento giusto, pur sapendo che vivere è una cosa seria e impegnativa… ma prima di tutto voglio amare. Amare il più minuscolo moscerino come tutte le belle persone che mi circondano in questo momento. Voglio amare, amare tutto, anche la sofferenza purché sia sintomo di una grande futura gioia.
Ti chiedo tanta serenità per i miei amici vicini e lontani, una rinnovata forza e voglia di lottare… ti chiedo una veloce laurea per Ray of Moon, una ragazzona bella e simpatica per Mimmo, tanta tanta tanta serenità per tutti gli altri… e poi tu sai bene cosa ti chiedo rispettivamente per ognuno di essi però se ora ti avvicini un po’ a me te lo ricordo piano in un orecchio.
Però… ora che ci penso, sai una cosa, caro Babbo? Io per me non ti chiedo niente… solo un rinnovato sorriso col quale affrontare le cose belle e meno belle della vita. Tutto il resto del tuo grande sacchetto tienilo per le persone a cui voglio bene, reali e virtuali che siano, perché il loro sorriso sincero, pieno e vero è il più grande regalo che tu possa fare a me.
All’anno prossimo, mio caro e dolcissimo Babbo! Ti abbraccio… di un abbraccio lungo un anno, un anno che spero splendido.
20 12 06
Basta un attimo
Posted by Yaila under vita emotiva, vita quotidiana | Tag: felicità, lavoro, me, vita |No Comments
Basta un attimo, e ti ritrovi a far forza alla collega che assieme a te si è trovata rinchiusa in ascensore per qualche minuto, fino alla ripartenza dello stesso.
Basta un attimo, e ti ritrovi all’uscita del casello autostradale a sterzare a tutta forza verso la tua sinistra per evitare un mezzo pesante piantato lì al centro dell’imbuto verso la tangenziale, che non sai perché è lì e cosa fa lì, ma non hai nemmeno il tempo di chiedertelo; devi solo reagire!
Misteri! Ma io sono viva, sono qui e sono felice di esserci anche oggi. Nonostante tutto.






