26 05 07
Mille metri sopra il cielo
Posted by Yaila under vita quotidiana | Tag: famiglia, donna, felicità, amore, vita, inquietudine, nascita, ricamo a punto croce |Un mare di sensazioni e di emozioni mi ha totalmente travolto nelle ultime 24-48 ore e in questo momento mi sento veramente mille metri sopra il cielo.
E’ iniziato tutto ieri pomeriggio verso le 17.00. La sensazione di sentirmi strana, inquieta, agitata. Continuo il mio lavoro come sempre e verso le dieci meno dieci corro a casa a finire di ricamare la coccarda per quando, fra circa un mese, nascerà il piccino di mia sorella. Ago, filo e tela aida pronti e in bella mostra sul tavolo. Il computer è acceso, ma stranamente tutto sembra fermo, come in stand-by.
Mezzanotte.
Driiiiiiiiiiiiiiiiinnnnnnnnnn!!!
Squilla il cellulare. Poso l’ago e la tela per rispondere al telefono.
“Pronto?”
“Pronto, Vale? Ti hanno chiamato?”
“Chi? Per cosa?” Sento il cuore saltarmi alla gola… “No, cosa? Che c’è?”
“Beh! Zietta, è nato Jaki!!!”
Segue un urlo di gioia infinita e subito dopo la preoccupazione per mia sorella e per il piccino, ma va tutto ok… stanno bene entrambi.
Mille metri sopra il cielo. E’ così che mi sento. E non riesco proprio a chiudere occhio, così mi metto lì a cercare di terminare la coccarda a punto croce che ho deciso di regalare a mia sorella per questo bell’evento. Nei giorni scorsi ero riuscita a scrivere “Oggi è…”; mi manca “nato”, mi manca il nome, mi manca la data di nascita. Punto dopo punto, crocetta dopo crocetta, sbadiglio dopo sbadiglio, finisco il mio ricamo alle otto di questa mattina, rendendomi conto che non avrei dormito in ogni caso perché è troppo grande la gioia che sento dentro e la tensione per non essere vicino a mia sorella e al piccolino. Per oggi il sonno non so davvero cosa sia e davvero non lo sento. Sono troppo felice, mi sento davvero mille metri sopra il cielo! Accidenti, sono zia! Zia di un minuscolo bimbo nato ieri 25 maggio 2007 che ha scalpitato per nascere prima del tempo, che ha un faccino dolcissimo, che ho potuto vedere solo attraverso una vetrata e non toccare o abbracciare, che succhia il latte dal ciuccio, affamato di vivere la vita come lo è un bambino di 3-4 chili, ma lui è più piccino. E’ forte però. Crescerà e diventerà un bello e bravo ometto: il mio primo nipotino.
Guardo mia sorella, che è stanca, ma davvero felice, e vedo in lei la donna che forse fino ad ora non ho mai voluto vedere. Una donna con un carattere fortissimo e capace di lottare per le sue scelte con enorme caparbietà, nonostante tutto e tutti.
Riguardo il piccino facendomi spazio fra tanta gente venuta a vedere tutti i bimbi appena nati, ma io vedo solo lui, lì sul lato della stanza, nutrito e coccolato con tanto amore dalle infermiere. Calde lacrime mi scendono dagli occhi e mi rigano il volto. Forse singhiozzo mentre piango, ma non me ne rendo conto e francamente non mi vergogno di farlo davanti a tanta gente che nemmeno conosco. Sono felice… comincia un nuovo capitolo della vita. E per un attimo dimentico davvero il mio grande desiderio di maternità che, per ora forse, non può realizzarsi. La mia sorellina è una parte di me e io sono una parte di lei. La sua felicità di oggi è anche la mia. E’ mia la sua soddisfazione, è mia la sua tensione e la sua preoccupazione. Credo che queste ultime ventiquattr’ore ci abbiano unito ancor più di quanto già lo eravamo in passato e questo mi riempie di gioia.
Sono felice. Sono zia. Non c’è davvero nient’altro da aggiungere.