Una foto ingiallita e sdrucita dal tempo che passa. Le dita scorrono con delicatezza sul panorama circostante fino a soffermarsi sui profili delle persone in primo piano, persone che sorridono felici per quella giornata così speciale. Osservando con più attenzione quella stessa foto, però, il tempo che è trascorso restituisce un alone informe di tristezza dipinto negli sguardi dei protagonisti. Gli occhi osservano interrogativi e le dita si muovono nervose fra i dettagli, quasi a voler cercare la più piccola sfumatura che possa far comprendere il motivo di quella tristezza, ma tutto ciò che riescono a trovare non è altro che uno strappo sull’angolo destro della foto. Manca un pezzo. Così come quando si ricompone un puzzle e manca l’ultimo pezzo, quello forse più importante o se non altro quello che completa il quadretto. Non c’è modo di trovarlo. Forse lo troverai a distanza di anni sotto alla dispensa al riparo da qualsivoglia sguardo, rovinato dal tempo e probabilmente non più utilizzabile.
Una foto. Solo una semplicissima foto ti fa pensare quanto pesante possa essere un’assenza nei momenti più importanti della tua vita. Non c’è in quella foto come non c’era in quel giorno così importante per te in quel momento, e non ci sarà mai nei momenti importanti della tua vita. Eppure non si tratta di una vera e propria assenza. Più osservi quella foto e più ti rendi conto che è una presenza costante, incombente, opprimente in ogni tuo giorno; una presenza silenziosa che ti urla incessantemente nell’anima e nel cervello e che modifica, fino a comandare, ogni tuo più piccolo e naturale atteggiamento. Come se davanti a te avessi costantemente uno spettro che ti guarda, ti controlla, ti giudica, ti condanna. Come se dentro di te, dentro al tuo cervello e al tuo cuore avessi costantemente un tarlo che fagocita la tua autostima, la tua tranquillità, la tua spontaneità, la tua gioia e la tua allegria. E non sei più tu. Non ti senti più libera di esserlo, nemmeno con chi sai che può capire, capirti, starti vicino e aiutarti perché quel tarlo e il tuo pudore a volte sono più forti di te e della tua voglia di essere sempre e comunque quello che sei.
Così anche una foto allegra e piena di colori diventa grigia, triste e consunta dal tempo. Solo chi saprà togliere quel grigiore e quella spessa patina di tristezza potrà coglierne i colori in tutta la loro sfavillante bellezza.
18 11 07
19 11 07 at 22:05
Quel peso l’ho sentito anch’io..
ho sentito costantemente la necessità di “meritare” di esistere, di guadagnarmi il “posto” nel mondo.
La mia autostima ha subito dei colpi pesanti .. quando sarebbe bastato un minimo di sensibilità, di comprensione.. per farla crescere e forse per fare di me qualcuno un po’ diverso.. non so se migliore, forse più forte, sicuramente più impermeabile alle “tempeste” della vita.
Ti abbraccio forte,
Fabio
19 11 07 at 22:38
Nella speranza di poter vedere nuovamente quella foto a colori e con i pezzi congiunti ti lascio un grande abbraccio, perchè di pezzi si vorrebbe non ne mancassero mai nella nostra vita.
20 11 07 at 22:13
post bellissimo.
Mi hai ricordato la nostaglia che mi assale quando guardo vecchie foto e ripenso a quanta vita ho corso, cambiato, vissuto e quante persone ho toccato per prendere un pò della mia crescita.
Ti lascio un abbraccio fortissimo,
Batman, nostalgicamente.
21 11 07 at 11:56
Mannaggia a sti cosi che si mangiano i commenti ufffff…..
Sai che leggendo questo post mi è ritornata in mente una canzone bellissima che tutt’ora ascolto.. Fotoricordo (dei gemelli diversi). Le emozioni immortali dipinte in una fotografia.. Bello davvero :)
21 11 07 at 22:35
Io sono sommerso dalle foto.. anche nel traslocco di qualche giorno fa ne ho viste diverse mie e non.. guardo le mie foto del passato e non mi viene di criticarmi.. semmai guardandomi ora m’arrabbio perché non ho avuto abbastanza cura di me stesso e di quello che ero.. oggi mi sono un po’ sbiadito rispetto ai colori del passato..
Ti mando un bacio arcobaleno sperando che ti porti buoni colori
23 11 07 at 23:58
per questo c’è la fotografia digitale. evita fascino e nostalgia.
23 11 07 at 23:58
Non bisognerebbe mai guardare le vecchie foto: troppo doloroso.
24 11 07 at 23:13
@iozelig: Conosco bene questo tipo di sensazione.
@artemisia1975: Magari fosse così sempre! Un abbraccio a te.
@Batman: Un abbraccio grande a te!
@Kevin75: E YouTube sennò a che serve? ;-)
@Piratadellamor: Io invece non faccio che fare raffronti su quello che ero e quello che sono… A volte il bilancio è negativo, altre… Oserei dire molte altre… Positivo. Anche se vorrei cambiare tante cose. Un bacio anche a te!
@stefano: Fascino e nostalgia, e un po’ di rimpianto forse, vanno comunque accettate e secondo me non dipendono tanto dal supporto stesso della foto quanto dalle emozioni che ci trasmette lo scatto di quel singolo ricordo.
@Tristano: Il dolore fa parte della vita e va accettato comunque soprattutto se scaturisce da momenti belli ormai finiti perché l’importante non è rimpiangere tanto quel che abbiamo perso quanto essere riconoscenti per quel che abbiamo avuto la possibilità di vivere e per cui abbiamo avuto la possibilità di gioire.
25 11 07 at 14:51
Bellissimo, intenso, vero, reale…e chi più ne ha più ne metta.
Dopo aver letto quello che hai scritto anche se non ci conosciamo vorrei dirti tante cose perchè quando leggi qualcosa di così intimo sembra che le barriere della reticenza cadono più facilmente. O almeno per me è così! Allora per non aggrovigliarmi in inutili parole ti lascio il link di qualcosa che mi piace ascoltare quando provo sentimenti simili a quelli che hai descritto. Sperando che piaccia anche a te…
Un sorriso NiNa
http://www.youtube.com/watch?v=9Tm7RlKwZ78&feature=related
25 11 07 at 20:30
sono passata e ti saluto
ciao
25 11 07 at 20:30
sono contenta che sei tornata di nuovo a scrivere “in pubblico”…mi mancavi..un dolce abbraccio…
25 11 07 at 21:50
Il post è rimasto ancora nelle ditine eh? ^_^
Un bacio grande
16 12 07 at 22:07
Intenso… come una foto ingiallita…