Attenzione prego! Il seguente post è un pezzo, un po’ divertito e un po’ polemico, da me scritto nel pieno delle mie facoltà mentali e delle mie dirette esperienze personali per festeggiare a modo mio il 3 dicembre, giornata che in Europa viene dedicata ogni anno alle persone disabili.
E un altro sabato sera se ne va portando con sé gli strascichi emotivi di un frenetico zapping davanti alla tv, mentre cerco di trovare un po’ di calore fra questo divano e il plaid a quadrettoni gialli e blu.
Canale dopo canale, le mie dita restano immobili e i miei occhi basiti di fronte all’ennesimo show televisivo che in prima serata mostra una ragazza affetta dalla sindrome di Down persa fra decine di matite colorate, di penne, di quaderni. Gli spettatori applaudono forse inteneriti da una ragazza così simpatica, ma insieme così bambina per la sua ingenuità e per la sua spontaneità, che viene messa di fronte alla scelta di rinunciare a qualcosa di suo a cui tiene particolarmente pur di incontrare l’idolo del suo cuore. Leggi dello share televisivo che fa tabula rasa dei sentimenti e della sensibilità della persona protagonista, ‘ché di persona si tratta? Non so (forse)… E comunque quegli stessi spettatori, nel pomeriggio, si sono già inteneriti di fronte alla storia di una donna malata di sclerosi multipla o di una bambina che per essere curata ha dovuto trasferirsi coi genitori in America o, ancora, di una donna che per aiutare i bambini più bisognosi si inventa un lavoro da clown taxista e accompagna all’ospedale i bambini che necessitano di frequenti terapie.
Ed è per tutti scandaloso che il capo dei vigili di Roma usi il contrassegno arancione per parcheggiare nei posti riservati ai disabili pur non avendone diritto.
Scandalo! Orrore! Infamia!
E poi?
Poi capita che devi parcheggiare nel tuo bel parcheggio riservato col tuo bel (e purtroppo, ripeto purtroppo necessario) contrassegno arancione, perché altrimenti dovresti parcheggiare troppo lontano per arrivarci ancora in forze con le deboli gambe che ti ritrovi o anche perché la tua bella carrozzina non scende se parcheggi in un normalissimo parcheggio, e lo trovi occupato da un’auto sprovvista di contrassegno; e se per caso lo trovi libero e parcheggi rischi tante volte di ritrovarti l’auto strisciata con la punta di una chiave o con tante scritte “benauguranti” ben stampate fra la polvere che dimora sui cristalli dell’auto. Oppure capita che, durante una manifestazione atta a evitare la chiusura di un centro di cure, ti senti dire che “Per me puoi morire quando ti pare, anzi non dovevi nemmeno permetterti di venire al mondo.” O ancora capita che alla stazione dei ragazzini si prendano gioco di te colpendoti con le cerbottane e che la gente ti passi accanto facendo finta di non vedere e non sentire. E che dire di quando poi qualcuno ti è davanti e ti parla a monosillabi aprendo bene la bocca e scandendo bene le parole perché crede che tu sia scema e non capisca o non ci arrivi?
E se spostiamo la questione nella virtualità cambia qualcosa? No, certo che no… Disabile? No, grazie! “Fusse che fusse” che son diventata un pacchetto di Marlboro e non me ne sono resa conto? Quasi quasi mi è venuta un’idea! A Carnevale mi scriverò sul vestito “Il disabile uccide… Il fumo un po’ meno.” E se mai lo farò, lo farò senza alcuna convinzione, solo per compiacere un pubblico (pagante?) divertito e da divertire, e alzare lo share televisivo con tutto ciò che di buono ne consegue. Certo non per me.
11 12 07 at 19:16
Ammirabile! Purtroppo l’egoismo rimbomba dentro tutti noi… Se è vero il che ciò che facciamo in vita riecheggia nell’eternità tu andrai sicuramente in paradiso, con pochi altri! Un Saluto
12 12 07 at 14:47
Purtroppo la superficialità vince.
Conta la superfice, la maschera..
tutto di fretta nessuno a tempo e voglia di considerare cosa è realmente il bello e cosa è il brutto.
Mi spiace per le tue parole, sono cose bruttissime..
Ti voglio bene.
Fabio
12 12 07 at 23:13
@Fabio: Non so – non credo che andrò in Paradiso… Credo solo nella convivenza civile fra le persone e nella possibilità che ognuno di noi ha di esprimere ciò che non va, ciò che non gli piace. Visto o vissuto che sia, fa comunque male all’anima.
@iozelig: Sì, sono cose brutte. A volte rafforzano, altre feriscono in modo irreparabile; se non altro sono cose che nel tempo non si possono dimenticare. Ti voglio bene anch’io.
12 12 07 at 23:22
Ciao Vale, leggendo il tuo post ho pensato a tutte le volte che guardo quel programma, a quando mi commuovo quando le persone sono di aiuto ai disabili, ma hai ragione a puntare il dito… sono storie che ci tengono incollate allo schermo facendoci credere che il mondo è pieno di gente buona ma poi, nelle case di tutto il mondo spesso si vivono altre realtà più difficili da sopportare e non dovremmo dimenticare che la vita per i disabili non è facile tutti i giorni e che anche trovare un parcheggio libero può risultare un’ostacolo poco piacevole. Un bacione a te che hai ancora la forza per affrontare le barriere architettoniche perciò spero riprenderai il treno per arrivare sino a Pisa a trovarmi.
12 12 07 at 23:47
Le persone figlie di questa nostra civiltà, hanno in loro un innato dono. Senza saperlo, trascinano con loro, un egoismo che nasce dalla nuova educazione, quella dei consumi, dei bisogni non bisogni, del possedere e dell’avere. In queste condizioni, siamo tutti convinti di aver bisogno di aiuto, e ci aspettiamo dagli altri attenzioni e cure che noi non sapremmo mai ricambiare. Con questo fardello, ereditato dal tubo catodico, di fronte ad una persona disabile, scappiamo a gambe levate. Scappiamo perché riteniamo quella persona non in grado di aiutarci, anzi, temiamo di sentirci in obbligo di offrirle aiuto e, questo, il nostro egoismo non ce lo consente.
Siamo persone deboli, incapaci di amare. Perché amare significa donare senza chiedere. Non significa “ti amo”, non significa “fare all’amore”, no, non è così facile amare.
Io, pur restando emarginato da questo nostro bel mondo, non credo di essere diverso. L’egoismo ce l’ho ben radicato in me, e sebbene mi consideri un triste e solo essere umano, non sono certo migliore degli altri. Molto devo ancora imparare e molto tempo mi servirà per cancellare questo bisogno di aiuto, consapevole che la mia vita cambierà solo quando avrò trovato la fora di donare senza chiedere. Per il momento, cerco di non aspettarmi nulla, da nessuno.
Buona notte, dormi serena.
Under
13 12 07 at 0:17
Gli ascolti e il denaro sono una brutta storia se ricavati da storie di profonda umanità… nemmeno io credo di andare in Paradiso anche se nel mio piccolo non mi sono mai permesso di attraccare la mia nave nel posto disabili..
Un grande bacio e sogni d’oro!
p.s. si sto bene.. distrutto dalla stanchezza ma sto bene.. grazie mille Yai!
13 12 07 at 19:27
Sono perfettamente d’accordo con te.Io sono uno di quelli che se parcheggio poco poco entro una rampa per i disabili mi rifaccio il giro per cercare posto. Poi magari tocca subirsi la morale di queste persone, tipo il capo dei vigili di Roma, che si lamentano perchè le cose vanno sempre peggio. In questo caso credo che il buon Dio dovrebbe renderci disabili per un piccolo periodo a tutti nella vita, forse così si rispetterebbero le minoranze. Questo discorso vale per molte altre tematiche. Ciao e buona serata!
13 12 07 at 23:26
ciao….era un pò che non ti vedevo…bentornata….:-)
14 12 07 at 23:00
ciao Vale….anche io a volte sento ciò che hai descritto anche se non direttamente…le persone anche quando si comportano bene con le persone disabili spesso lo fanno per pietà,invece dovrebbero farlo solo per rispetto…secondo me è questo che per prima dobbiamo dare ad una persona indipendentemente da tutto : RISPETTO!!!!!
spesso le persone considerano i disabili persone fragili, invece secondo me sono le persone che hanno più forza e coraggio nella vita!!!!!!!!
un dolce abbraccio tesoro…
15 12 07 at 0:26
bello quello che hai scritto
15 12 07 at 12:37
passavo veloce di qua… quindi ho pensato di farti un saluto.
Buona giornata Laura
15 12 07 at 17:02
Topina Yai un saluto dall’ex festeggiato ^_^
Kisses
16 12 07 at 9:49
Un abbraccio al cuore tuo
16 12 07 at 11:18
@artemisia1975: Sai Pia… Non sono sicura di avere la forza – per me – di combattere tutto questo. Spesso non ne sono sicura, e mai come in questo momento in cui sembra che nonostante il mio impegno tutto vada un pochino storto. Continuerò però a farlo soprattutto per quelli che verranno dopo di me perché si meritano una vita migliore… Più serena, più sociale, più giusta.
@undercoverman: Sono d’accordissimo con te, ma mi fa riflettereil tuo “donare senza chiedere”… Forse credevo di farlo o mi illudevo di poterlo fare, ma oggi che ci ripenso credo che in primis donare sia più bello che chiedere e ricevere, e poi… Siamo proprio sicuri che quando doniamo non ci aspettiamo, anche inconsapevolmente nella parte più profonda di noi, di ricevere? Io non ne sono così sicura… E penso che a volte mi basterebbe anche solo un abbraccio al cuore.
@Piratadellamor: Beh… C’ero anch’io attaccata alla tv quella sera a guardare quella storia… Quindi l’esame di coscienza lo farò pure a me stessa! Ciao Pirata, un abbraccio a te e un bacio a Pallino!
@SirioAndRoll: No, non chiedo tanto… Essere disabili è una ricchezza, ne sono convinta come ho scritto nel mio blog nell’autunno 2006, ma è anche una mancanza molto grande e non auguro a nessuno di provare a non sentire quello che a me manca… Mio fratello e mia sorella capiscono benissimo i bisogni di una persona disabile… perché vivono accanto a me ogni giorno della mia vita: ecco, basterebbe questo; basterebbe avere il coraggio di fare questo, e di non considerare il disabile come un “diverso”. Perché tutti, al mondo, siamo diversi in quanto ognuno con una sua fisicità e un suo carattere che differisce da quelli di qualsiasi altra persona al mondo. Ed è questa, per me, la vera ricchezza e bellezza della vita… Nel fatto che ognuno è speciale, al di là di qualsiasi problema abbiano il suo corpo o la sua anima.
@stefano: Ciao! Bentrovato nella mia nuova casetta virtuale! :-)
@nalablu: Siamo come delle noci di cocco: dure e impenetrabili fuori… tenere e dolci dentro. Ti piace la metafora? Secondo me calza abbastanza! :-)
@Luca: Non so se è bello… E’ però sicuramente sentito e vissuto!
@laura: Buona giornata a te!
@Piratadellamor: Quando ce vò ce vò: SQWEET SQUEET!! :-P Un bacione!
@Anonimo: Il mio cuore si scioglie e ringrazia con un timido inchino… La prossima volta però, anche se non lasci tuoi dati, firmati… Almeno so chi ringraziare! ;-)
16 12 07 at 20:50
ma, che dire….
17 12 07 at 17:58
Sai che son d’accordo? Quello show di cui parlo l’ho visto pure io ed ho pensato un pò la stessa cosa… non mi piace la spettacolarizzazione della difficoltà… in qualunque forma. E’ ingiusto sopratutto spettocolarizzare certe situazioni. Quando nella realtà le cose sono diverse. Un abbraccio … Emanuele
17 12 07 at 18:35
La parola chiave è rispetto.
Ehi, niente stile natalizio quest’anno?
17 12 07 at 20:33
@Orpidio Buttazzi: Beh… Non dire nulla e fare una faccia allucinata sono state le mie prime reazioni… Poi però le parole le ho trovate.
@theamazing1: Sono contenta che la pensiamo allo stesso modo! Un abbraccio a te! Vale
@sissi: Sono d’accordo! Il mio stile natalizio quest’anno si limita ai due pupazzi di neve sospesi sulla città… Con WordPress, la nuova piattaforma nella quale ho spostato il mio blog, non si può fare molte personalizzazioni, almeno nella versione gratuita.
17 12 07 at 20:38
come sempre quello che hai scritto e` semplicemente bello !!
a proposito ti ho inserito in tuo blog su:
http://blog.chatta.it/Guarnieri
ciao
Luca
20 12 07 at 11:42
Sai, proprio ieri, credo, ho seguito in tv la storia di un uomo disabile.
Tutte le mattine costui si reca a lavoro, in carrozzella, ma per arrivarci deve per forza usufruire dell’ autobus.
Un bel giorno si reca alla fermata, ma con aria stupita nota che quest’ ultima gli è stata spostata, di ben tre kilometri più avanti.
Ora quest’ uomo ogni mattina deve percorrere tre kilometri in più, in una strada deserta, priva di parciapiedi con accessie d uscite per disabili, costretto ad invadere PER FORZA la strada, causa di qualche felice automobilista, ignaro di aver parcheggiato l’ auto sul marcaipiedi, anzi non ignaro, strafottente!
Quindi ben tre kilometri di marcia, col freddo del mattino, col gelo, se c’è neve o se la strada è allagata dalla pioggia.
A questa situazione si è moso il buon animo dei suoi concittadini, che con proteste varie hanno chiesto l’ abolizione della modifica e la rievoca del punto della fermata.
Ma cari lettori, gli enti comunali competenti, hanno dichiarato che tramite misure effettuate, la fermata STAVA BENE LA’ e non ci sarà nessuna rievoca.
Non voglio fare esempi eclatanti, paradossali, retorici… Ma immaginate se un parlamentare uscendo da casa trvasse una sola bicicletta parcheggiata male che gli ostacolasse quel metro e venti di passi per entrare nell ‘automobile ” da un milionre di euro” …pensate quali premure avrebbero per Loro, dunque! Non ci sono parole, forse per sensibilizzare il mondo intero c’è bisogno che un pò tutti assaporassero l’a maro della sofferenza!
Un caro saluto, Federico.
GAMBADILEGNO A PARIGI
E allora sognò Atene
e la sua bocca spalancata
E la sua mano da riscaldare
e la sua vita stonata
E quel suo mare senza onde
e la sua vita gelata
E allora sognò Atene
sotto una nevicata
Guardalo come cammina
ballerino di samba
E come inciampa in ogni spigolo
innamorato e ridicolo
Come guida la banda
come attraversa la strada
senza una gamba
Portami via da questa terra
da questa pubblica città
Da questo albergo tutto fatto a scale
da questa umidità
Dottoressa chiamata Aprile
che conosci l’inferno
Portami via da questo inverno
portami via da qua
E allora sognò Atene
e l’ospedale militare
Ed i soldati carichi di pioggia
e un compleanno da ricordare
Ed un ombrello sulla spiaggia
e un dopoguerra sul lungomare
E allora sognò il tempo
che lo voleva fermare
Guardalo come cammina
Lazzaro di Notre Dame
Come sta dritto nella tempesta
alla fermata del tram
Chiama un tassì si mette avanti
dai Campi Elisi alla Grande Arche
Gambadilegno avanti avanti
avanti marsch!
(FRANCESCO DE GREGORI)
20 12 07 at 13:17
@fed23: Sono d’accordo con te, anche se non auguro a nessuno di diventare o di “rinascere” diversamente abile… Augurare la sofferenza agli altri quando la si vive sulla propria pelle è la cosa più cattiva che si possa fare, quindi non lo farò.
20 12 07 at 14:51
Ciao stellina!
Passo per augurarti un buon Natale ^^
Ti voglio bene!
20 12 07 at 14:54
La minacciosità finale è uno spasso :)
20 12 07 at 15:41
Qualche volta, mi stà stretta,
altre volte, larga,
talvolta è lunga,
altre, corta,
certe volte mi stà perfetta,
poche, direi
ma la indosso, come una maglietta,
è la mia vita.
Ciao da Giorgio(Jorgos)Medda
22 12 07 at 16:03
Qualsiasi parola a questo punto aleggerebbe di retorica.
Preferisco lasciare commentare alla musica che sta andando in sottofondo e che ti invito a scaricare per poterla ascoltare :
Gianmaria Testa ” Dentro la tasca di un qualunque mattino “.
Ciao
22 12 07 at 18:14
Chissà se in questo mondo vengono i disegni.. se al mio click non compaiono ti mando a guardare i blog delle nostre splinderamiche Pia e Sonia ^_^
*** BUON PIRATANATALE! ^_^ ***
Un bacione grande grande Vale
23 12 07 at 11:08
Ciao purtroppo quello che scrivi è vero, tutti continuano a soffermarsi sempre su quello che la PERSONA disabile non ha, senza mai pensare a tutto quello che può fare… Una persona disabile come qualcuno che ha differenti abilità..che può fare più fatica ma che è sempre una persona che é e fa..due condizioni fondamentali (essere e saper fare) che danno vita all’identità di ciascuno di noi..e a questo proposito che non sopporto il programmi in cui nel caso specifico le persone con sindrome di Down, vengono ospitate.
Non sanno nemmeno cosa vuol dire rispetto della dignità di una persona..
Assisto a scene deprorevoli..e mi dispiace di dire che quella non è informazione..
Se si ospita una persona di 25-30 anni in tv, le si dà del Lei (almeno all’ inizio) ed invece assisto a scene in cui si dà al signore disabile del TU…Si sorride e si applaude se la ragazza Down ha il fidanzatino??? Se indossa una collanina, un vestitino, le si intravede il seno dallo scollo?????
Azzz vezzeggiativi da bambino o stupirsi di qualcosa che è normalità.. sfido chunque che va in tv a non conciarsi da super figo!
Eterni bambini ,assessuati, angeli…queste non sono le persone disabili..questi sono termini che molti , ma grazie a Dio non tutti, hanno coniato per inserire i le persone disabili in una categoria…che permette al senso comune di stare bene…
Ti saluto con un esempio di risposta che una mia ragazza con SD(C.) ha dato durante un’intervista.
Una giornalista chiede a C. :
“Sai in America una signora Down si è fatta un’operazione per avere gli occhi normali come i miei..Tu cosa pensi dei tuoi occhi?”
C. la guarda un pò perplessa, guarda me e risponde:
“A ME PIACCIONO I MIEI OCCHI VERDI, GRAZIE!”
BUON NATALE !!! BACIONI!
29 12 07 at 21:47
Mi dispiace leggere queste tue parole…
30 12 07 at 11:46
@FairyPink92: Buone Feste anche a te!
@Fassbinder: Stavo pensando di farlo veramente, sai… :D
@Giorgio: Se avesse qualche momento felice in più sarebbe meglio…
@Amico IT: Lo farò sicuramente, grazie! ^^
@Piratadellamor: Ho notato che nel mondo di wordpress si può fare ben poco per personalizzare il proprio blog e lasciare commenti con disegnini e cose varie e mi dispiace un po’, ma è il mio spazio per scrivere… E l’importante per me è quello. Ti abbraccio forte! Buon Capodanno! Fatina Yai
@sonia: Buone Feste anche a te! Niente da dire sul resto… C’è solo da leggere e riflettere…
@E.: A me dispiace che facciano parte di vita vissuta in questo XXI secolo… Spero solo che cambierà qualcosa per quelli che verranno dopo di me. Tutto qua.
5 01 08 at 22:59
Quando vedo come in tv si affronta questo argomento, in genere, cambio canale disgustata nel giro di pochi minuti: l’ipocrisia e lo sciacallaggio mi risultano insopportabili.
Allo stesso modo, giudico piuttosto antipatica la perifrasi “diversamente abili”, che sembra voler identificare un’abilità “normale”, uguale per tutti, e una diversa. Eppure ogni individuo è diversamente abile rispetto a un altro. Tutti abbiamo limiti e capacità, inettitudini e talenti, differenziati e in misura variabile nelle epoche della nostra vita. Eppure c’è chi sente il bisogno di alterare le parole e l’immagine della realtà invece di agire sulla cultura e sui valori, là dove serve creare l’interazione e evitare atteggiamenti di chiusura. Ecco chi avverte questo bisogno mistificatorio, secondo me, ha un forte handicap nei confronti della vita, perchè non ne sa affrontare la dimensione più concreta. Sono troppo severa? Forse.
11 12 08 at 18:59
vorrei poter cambiare questa società….egoista….