Ore ed ore passate al telefono. Questo è quello che se ne cava dagli ultimi giorni della mia piccola vita. Mille e più parole spese a cercare di capire dove sbaglio, in cosa posso correggermi e cosa devo capire, cosa devo metabolizzare e cosa devo accettare mio malgrado. Parole che si sommano ad altre parole che sembrano buttate lì per caso nel bel mezzo di un discorso, ma che in realtà nascondono piccole e grandi sfumature di me, di ciò che sono e di ciò che provo. E mi rendo conto che le parole degli altri ieri come oggi mi hanno scavato l’anima, alcune in positivo, altre in negativo, ma tutte sono servite perché stasera mi sento più “la Vale”, stasera mi sento più “me”.
No, non voglio sentirmi dire che sono speciale. Non voglio sentirmelo dire per adulazione. Voglio percepirlo in me, fra le pieghe della pelle e del mio cuore, questo cuore demoralizzato che stasera ritrova l’impeto e la voglia di vivere, di amare e di innamorarsi nuovamente. Troppo spesso mi lascio condizionare dalle opinioni e dai pensieri degli altri. Troppo spesso prendo per oro colato, per sola e unica verità ciò che gli altri mi dicono e le opinioni che essi esprimono… E ci sto male, tanto male, perché so che dentro di me una vocina vorrebbe urlare il suo diverso modo di vedere le cose, la sua opinione, la sua verità, ma quando sale alla gola si sente strozzare da due mani invisibili e terribilmente forti che la frenano e la riducono allo stremo delle forze. So che ci vorrà molto, molto tempo perché questa vocina abbia il coraggio di uscire allo scoperto e di esprimere liberamente ciò che va e ciò che non va, ma non è giusto che io perda il rispetto per me e per quello che ho vissuto solo e soltanto per amore della serenità, perché la serenità di facciata è la peggior bugia che si possa esprimere riguardo a se stessi. Non amo impormi e non credo che lo farò mai, ma credo che proverò semplicemente e rispettosamente a dire quella piccola parolina che mi pesa un sacco dire.
“No” Non mi va, non voglio, non sono d’accordo, non è giusto. Tutto secondo me.
E’ strano come in un anonimo pomeriggio invernale passato per ore al telefono a un certo punto io abbia potuto sbottare con un’emerita parolaccia detta d’impulso. Non mi piace dire le parolacce e non ne dico praticamente mai, tanto che la persona che oggi era al telefono con me mi ha detto “Sono cinque anni che ti conosco ed è la prima volta che ti sento fare un’esclamazione simile, che peraltro, rispetto alle parolacce che si sentono in giro, è anche piuttosto innocente. Questa giornata me la devo segnare sul calendario!”. Sorrido. Penso a quanto quella breve parola ha racchiuso e racchiude in sé la mia rabbia e contemporaneamente tutta la mia voglia di reagire, ma so che anche il Cielo mi deve aiutare da oggi in poi, perché se io mi aiuto ma qualcosa non gira di per sé per il verso giusto tutto resta comunque troppo difficile per me.
Guardo fuori della finestra. E’ l’ora del tramonto. Il profilo spoglio e scuro del salice piangente che ho di fronte a me sembra spingere violentemente i suoi rami verso il cielo, un cielo azzurro-blu dal quale fanno capolino alcune timide striature rosa che quel salice sembra voler disperatamente toccare e afferrare, attaccandosi saldamente ad esse. Il mio respiro appanna il vetro della finestra che mi divide da quel salice. Alzo le braccia verso l’alto e stringo i pugni, ed è come se le mie braccia si facessero rami in cerca di trovare la forza di afferrare anche solo un piccolo, infinitesimo lembo di vita in rosa per la mia anima.
[Mi sembrava carino immortalare quell'albero e quel tramonto che stasera mi hanno tanto aiutato, per cui ho fatto loro una foto, non per vanità bensì per imprimere bene nella mia mente questo istante. Per i più curiosi fra i miei quattro lettori, la foto è sul mio spazio Flickr. Il link è come al solito nella colonna qui a destra.]
28 01 08 at 0:28
meglio una parolaccia ogni tanto che “sbottare” in modi violenti.
liberati quando non ne puoi più: cerca sempre di farlo, è importante, yaila.
28 01 08 at 1:21
Oggi ho finalmente sentito la Vale che ultimamente si era adombrata, ti ho letto qua con quell’ottimismo che ci voleva così come ogni tanto ci vuole una parolaccia (anche io ne dico poche ma quando ci vuole ci vuole) e quella chiacchierata mi ha fatto veramente piacere! Che mi eri mancata, lo sai? ^_^
Un abbraccio.
28 01 08 at 11:23
Ecco, m’è rimasta curisità.
Qual era la parolina incriminata? :)
29 01 08 at 9:39
Prova…sass… prova….
forse stavolta riesco a commentare!
:)))
29 01 08 at 11:06
ti vedo e percepisco in te la voglia di essere te.. spesso amiamo pensare con la testa degli altri, lo facciamo credo per facilità.. perchè pensare da soli, con la propria testa stanca e non lo possiamo negare.. felice di leggere tra le tue righe questa tua consapevolezza di bastarti e di essere forte già da sola.. io in fondo questo momento lo attendo.. l’immagine del salice piangente (te) e del tramonto l’hai descritta alla meraviglia..
30 01 08 at 13:25
densità assoluta…
quando trovi persone “vere” è difficile restarne indifferenti…
©Soul
31 01 08 at 22:07
@uomoambra: Sbottare in modi violenti non è da me… Piuttosto mi tengo tutto dentro e soffro come non mai, proprio perché non esterno, ma gli atteggiamenti violenti non mi appartengono e non li sopporto neanche negli altri.
@Pia: Anche tu mi sei mancata… E mi manchi. Ultimamente fra una cosa e l’altra non ci si becca mai, vero? :)
@Fassbinder: Troppo curioso! :P Mi sa che la curiosità te la tieni… Manco sotto tortura parlerò! :)
@keypaxx: Evvaiiiiiii!! Ci sei riuscito! :)
@ormeindelebili: Non sono sempre così forte… purtroppo. Per il salice… Ho cercato di interpretare bene quello che vedevo e che ho fotografato, sull’onda delle emozioni che provavo in quel momento.
@Soul©: (…) Mi hai zittita, complimenti! (Non è facile riuscirci :D )
2 02 08 at 13:41
Sapessi cosa dico io, il più delle volte a sproposito! Ma serve a poco. Invece, per parlare di cose belle, ho visto il tuo albero…
Baci.
3 02 08 at 16:40
Corpo di mille balene ora che sei diventata una scaricatrice di porto ti puoi integrare alla grande con la ciurma della mia nave ;-P
Un bacione grande e un abbraccio forte
7 02 08 at 2:05
Ciao!!!
Complimenti x il blog, mi sono letteralmente persa a leggerlo^_^
Se vuoi passa da me,ho appena aperto un blog che puoi curiosare e aiutarmi a riempire con le tue richieste di consigli per… REGALI:) esatto, ti posso aiutare a scegliere un regalo (la cosa + bella del mondo) per una qualsiasi occasione…
Passa da me, mi raccomando!!!
Un abbraccio,
Veronika
7 02 08 at 13:53
beh che dire è di sicuro importante sentirsi speciali per quello che si è e non per le spesso patetiche considerazioni altrui…
7 02 08 at 20:22
Quello che cerchi e’ solamente piu’ sicurezza.
Le tue idee devono restare soltanto tue , anche se qualcuno si impone su esse.
Nella vita ci sara’ sempre qualcuno piu’ forte di te , ma se riesci a credere in te stessa le cose saranno meno salate.
Il tuo sbottare e’ stato un bel passo.
Aver cura di se stessi e’ anche la ricerca del coraggio…….non credo che te ne manchi , e’ soltanto un po’ nascosto ed ora si affaccia dietro l’angolo.
9 02 08 at 15:34
Un saluto, passavo da queste parti e mi sono soffermata a leggerti.
…e io che pensavo che solo i sardi fossero complessi eheheh.
Un bacione.
Bacio.
9 02 08 at 16:13
@Dedry: Spero ti sia piaciuto! Anche se non è mio, ma del vicino di casa! :D
@Piratadellamor: Insomma ho un futuro! :) …ma anche come fatina non ero… ops, non sono male, dai! :D
@Veronika: Ti ringrazio. Sono passata sul tuo blog che è davvero carino, ma al momento non ho molte persone a cui fare regali, e poi a me il “solito” bagnoschiuma piace… fruttato, floreale o speziato, l’importante è che ci sia la crema per il corpo abbinata perché in genere non mi piace usare profumi… tranne qualcuno.
@Kissaki: …e questa solitudine mi fa dire tutto tranne che sono speciale…
@Megafun: Coloro che mi conoscono dicono che sono molto coraggiosa e forse hanno ragione… Ma io in questo momento vedo in me tutt’altro che coraggio.
Sulle altre tue parole non devo fare altro che riflettere.
@baciodirugiada: I sardi sono complessi? Questa non la sapevo, e non ci credo assolutamente… Forse è un luogo comune.
La complessità nasce dalla vita che abbiamo vissuto al di fuori e dalla vita che abbiamo dentro, credo… E io credo di essere molto complessa, ma mai complicata.
10 02 08 at 13:33
Quanto è difficile essere se stessi
meno male che… oltre alle parole abbiamo anche i gesti e le azioni..
l’insieme che ci dà la gloria.