Vago nella sera nebbiosa e scura. Mille voci mi chiamano e mille mani mi afferrano mentre io sono lì, in cerca di me e della mia piccola anima che non riesco più a trovare in questo mondo nero pece. Continuo a trascinarmi fra mille e più strade. Continuo a scrivere mille e più parole che mi aiutino a ritrovarla, ma non c’è verso.
Uno squillo. Una voce dall’altro capo del telefono, e il mio sguardo cade proprio lì, fra le sterpaglie. Vi ritrovo la mia anima, o meglio quel che di essa rimane: una massa di carni ingrigite nelle quali però sento battere ancora qualcosa di grande, intenso e forte. La sollevo da terra tenendola delicatamente fra le mani e la porto alla bocca, cercando di riappropriarmene masticandola con avidità per poterla spargere in ogni angolo di me.
Passano pochi minuti e lei si riappropria di me trovando posto fra le pieghe del mio cuore che da un tempo immemore ormai non sa più battere col ritmo che gli è proprio.
Chiudo gli occhi ed inspiro a fondo cercando di far arrivare più aria possibile ai polmoni.
Attorno a me il silenzio si spezza. Nelle orecchie sento echeggiare sei sole parole: “Ma tu credi di essere perfetta?” Ed è come una nenia che si ripete all’infinito… “…tu credi di essere perfetta?”… All’infinito fino a farmi quasi scoppiare la testa.
No. No non credo di essere perfetta. Non l’ho mai pensato e mai sarò capace di pensarlo. Anzi, credo proprio che non esista un essere soprav-vivente più difettoso e imperfetto di me. Però voglio… Ho bisogno di credere fortissimamente in alcune cose per poter andare avanti.
Ho bisogno di credere nel buon cuore delle persone che mi circondano e che dicono di sentirsi parte della mia esistenza.
Ho bisogno di credere nella mia famiglia.
Ho bisogno di credere nell’amicizia di chi mi sta intorno e dice di tenere a me, senza pensare di essere circondata da persone cattive e senza giudicare queste persone per quel che sono, perché come credo di non essere perfetta io, non lo sono e non sono costretti ad esserlo nemmeno loro. E non ho solo bisogno di ascoltare, consigliare e capire secondo la mia totale inesperienza, ma anche di essere ascoltata e mai distrattamente, se possibile.
Ho bisogno di credere che arriverà quell’Amore grande e totale che farà di nuovo battere questo mio cuore malaticcio, facendolo volare oltre i confini della speranza e della gioia. Ho bisogno non tanto di credere in me, perché ci credo, ma soprattutto di credere che quando meno me lo aspetto tutto potrà cambiare. E in meglio. Non perché me lo merito. Io non merito niente, ma sono umana, e nella mia imperfezione di persona umana ho estremamente bisogno di sapere che qualcosa può ancora cambiare in meglio nella mia vita e che questo tempo mi appartiene ancora.