Oggi resto qui, rannicchiata in me stessa, e faccio cose. Faccio cose strane, che altri non capiscono, forse non approvano, ma faccio cose che appartengono a me stessa nel profondo. Oggi apprezzo di cuore, anche se non desidero per forza, i tanti auguri che ricevo. Oggi sono qui, stupidamente, a chiedermi se posso ancora considerarmi una donna senza un uomo accanto… Forse sì, forse no… Non lo so.
Oggi faccio cose strane, nelle quali però mi riconosco appieno. Non ascolto musica, la leggo, e la sento dal profondo, la percepisco nelle pieghe della pelle e del cuore.
Ci fanno compagnia certe lettere d’amore
parole che restano con noi,
e non andiamo via
ma nascondiamo del dolore
che scivola, lo sentiremo poi,
abbiamo troppa fantasia, e se diciamo una bugia
è una mancata verità che prima o poi succederà
cambia il vento ma noi no
e se ci trasformiamo un po’
è per la voglia di piacere a chi c’è già o potrà arrivare a stare con noi,
siamo così
è difficile spiegare
certe giornate amare, lascia stare, tanto ci potrai trovare qui,
con le nostre notti bianche,
ma non saremo stanche neanche quando ti diremo ancora un altro “sì”.
In fretta vanno via della giornate senza fine,
silenzi che familiarità,
e lasciano una scia le frasi da bambine
che tornano, ma chi le ascolterà…
E dalle macchine per noi
i complimenti dei playboy
ma non li sentiamo più
se c’è chi non ce li fa più
cambia il vento ma noi no
e se ci confondiamo un po’
è per la voglia di capire chi non riesce più a parlare
ancora con noi.
Siamo così, dolcemente complicate,
sempre più emozionate, delicate,
ma potrai trovarci ancora qui
nelle sere tempestose
portaci delle rose
nuove cose
e ti diremo ancora un altro “sì”,
è difficile spiegare
certe giornate amare, lascia stare, tanto ci potrai trovare qui,
con le nostre notti bianche,
ma non saremo stanche neanche quando ti diremo ancora un altro “sì”.
Oggi mi leggo. Leggo le mie parole, leggo di me, leggo per me, leggo parole che sento mie… e mi riconosco ancora una volta dopo un anno di vita, di gioie e di dolori. Un anno fa pensavo quel che penso ancora oggi, nonostante le esperienze… O forse grazie alle esperienze di quest’ultimo anno.
08.03.07 Essere donna (collegamento al post che scrissi giusto un anno fa… se vi va di leggere)
Stasera non sarò in una pizzeria a mangiare la pizza in mezzo a tante donne, e io – per me stessa – ne vado fiera. Ognuna di noi farà quello che si sente di fare, e sarà comunque la cosa giusta. Io ho deciso così. Penserò a tutte le donne che oggi non potranno o non vorranno festeggiare questo giorno perché sole, vittime di violenza, ammazzate a sassate, stuprate, ridotte in schiavitù, e le abbraccerò virtualmente tutte con tanto affetto. Con un abbraccio grande come la Madre Terra.
8 03 08 at 17:05
Mi associo!! Festeggiare…E perchè?? Se fossi stato donna non avrei accettato auguri. Abbraccio però forte tutte quelle donne che ogni giorno urlano in silenzio, a quelle deufradate della propria femminilità… A tutte quelle donne contente di essere ricordate “solo” ogni santissimo otto di marzo.
8 03 08 at 19:45
Hai la capacità di andare sempre a segno con le tue parole. Ridando dignità (in questa occasione) ad una festa che cela tanti drammi di tutti i giorni! Brava Vale!
Un abbraccio
Mick
8 03 08 at 20:50
… … … (:D)
8 03 08 at 21:15
Ciao Yalia, le tue parole mi hanno commosso, la solitudine ti produce pensieri davvero dolcissimi, ti auguro tanta fortuna e felicità.
Un bacio, Dragon.
8 03 08 at 23:11
@ppneumos: Mi permetti di sdrammatizzare? Sì vero?! Dico io… Però un piccolissimo mazzetto di mimosa non è che mi dispiacerebbe proprio così tanto! :o))
@Michelangelo: Un grande abbraccio a te!
@Dedry: … … … (:D)
>>> Per chi non capisse… Si tratta di una nuova versione dell’alfabeto morse che conosciamo solo io e Dedry. Eheheh! :o) <<<
@Dragon: Ti ringrazio per l’apprezzamento e per l’augurio, anche se… Anche se credo che ciò che mi fa produrre certi pensieri non sia tanto la solitudine, quanto il fatto di essere (e non lo dico assolutamente con vanto!) iper-iper-ipersensibile per tutte le cose che vedo intorno a me, e questa caratteristica mi fa vivere la vita a tinte forti, con sensazioni fortissime e contrastanti: gioie incontenibili e dolori che mi squarciano l’anima.
La sensazione di solitudine invece è tutta un’altra cosa: qualcosa che mi inaridisce dentro e che mi fa dire spesso che non è il caso di andare avanti lottando strenuamente, perché tanto nulla cambierà mai… Perché sola lo sarò sempre visto che non riesco tanto ad uscire da questa sorta di circolo vizioso. La solitudine crea essa stessa solitudine e inaridimento: si continua a tirare avanti, ma non a vivere. E tutto questo, lo so bene, è enormemente sbagliato. Sto provando veramente a cambiare, a migliorare in questo, mi impegno perché sia così. E se dovessi ruzzolare, spero di trovare qualcuno a trattenermi. Tutto qui.
8 03 08 at 23:12
buon 8 marzo!!!!! credo che sia importante il senso di questo giorno più che i festeggiamenti…
9 03 08 at 0:36
Te l’ho già detto, non sei controcorrente, anzi, tu sei Donna con la D appositamente maiuscola, sei una tosta, e te lo dice uno che un pelo pensa di conoscerti.
Non ti gingilli in frivolezze se non quando la tua femminilità te lo richiede (quindi spesso).
Tu pensi e sai cosa vuol dire pensare.
Fossero tutte come te, non ci sarebbe più l’idea di inferiorità della donna che purtroppo persiste.
YAILA FOR PRESIDENT!
9 03 08 at 12:05
Cara Yaila,
“Oggi sono qui, stupidamente, a chiedermi se posso ancora considerarmi una donna senza un uomo accanto… Forse sì, forse no… Non lo so.”
Curioso è la stessa domanda che mi sono posta qualche giorno… non mi sono ancora data una risposta…
ma tant’è… penso cmq che essere donna sia complesso ed unico per ognuna e non riducibile ad una definizione…
generalmente l’8 marzo lo passo con le donne de “la casa delle donne” della mia città… mi piace trovarmi con loro a parlare delle donne resistenti del passato, delle muove generazioni, ricordare le lotte che furono e ritrovarci con un po’ di disincanto a dover tornare in piazza a ribadire certe cose…
ma poi ci divertiamo, facciamo teatro, guardiamo film, leggiamo i nostri racconti, cantiamo e balliamo…
non mi sento una specie protetta se in tutto il mondo una giornata è dedicata a noi…
un’ultima cosa, starai anche in solitudine, ma mi sembra che tu non sia sola… :-)
metterò tra i miei link preferiti il tuo blog
ciao a rileggerti… o rileggerci…
9 03 08 at 14:35
anche io oggi mi sento un po’ strana…
chissà..
un saluto
9 03 08 at 15:26
sono belle le tue parole..
posso rimanere qui in silenzio a leggerti?..
9 03 08 at 15:51
Ciao, anche io come te ho passato la festa della donna senza andare in pizzeria ma mi sento donna per il mio modo di essere perchè se siamo così, come ci descrive Fiorella Mannoia in questa canzone che adoro, che riascolto spesso e che riesce sempre ad emozionarmi… beh, allora siamo dolcemente complicate ma anche delicate e in quanto tali meritiamo dei versi così belli. Un bacione.
9 03 08 at 17:10
Ottima la scelta della canzone Vale! Nemmeno se ci mettevamo d’accordo riuscivamo ad essere così in sintonia ;-P
Io se fossi donna non tanto non amerei la festa.. casomai ne chiederei una anche per l’uomo e cambierei il fiore perché la mimosa proprio non mi piace ^_^
Un bacione floreale
9 03 08 at 19:17
mia moglie se gli faccio gli auguri l’8 marzo mi ringhia!!! :-)
… ogni giorno è l’otto marzo…
giuseppe
11 03 08 at 10:17
Una carezza per farti compagnia… :)
12 03 08 at 13:29
è difficile spiegare.. tutto..