Giorni di intensa tensione si snocciolano in una serie di azioni svolte al fine di riempirmi l’anima di cose belle e allontanare da me qualsiasi pensiero pessimista. Lunghe telefonate agli amici più diversi; telefonate che mi fanno sorridere, emozionare, commuovere, ridere, crescere. Ore di giochi e di coccole al bimbo di casa che dal mio punto di vista mostra chiaramente di essere legato a me in maniera particolare, differente rispetto a quanto sia legato agli altri familiari. Momenti di una semplice serenità culminano oggi pomeriggio in quei pochi minuti che decretano ancora una volta la possibilità di essere padrona della mia indipendenza per altri cinque anni, i prossimi cinque anni a venire, che mi vedranno ancora scorrazzare per strade e autostrade con la mia quattroruote metallizzata. Una sensazione meravigliosa di indipendenza e di piena autonomia duramente conquistata si rinnova ancora una volta in me, anche se il tarlo di un piccolo incidente avvenuto meno di un anno fa torna spesso a farsi sentire dentro al mio cuore scuotendo tutte le mie sicurezze come una breve scossa di terremoto può far tremare case e palazzi.
Eppure il mezzo di trasporto che più sento nelle mie corde è e resterà sempre e comunque il treno.
“Si informano i gentili passeggeri che il treno Eurostar Italia da Venezia per Roma è in partenza al binario 6. Stazioni intermedie: Padova, Rovigo, Ferrara, Bologna Centrale, Firenze Santa Maria Novella, Roma Termini”
C’è un sapore d’antico, di voglia di casa, di abbracci che si mescola fra le persone che occupano anche il più moderno treno ad alta velocità.
Raggiungo con calma il mio posto singolo e mi sistemo nel miglior modo possibile, cercando di trovare posto per me e per i miei bagagli, ma lasciando ampio spazio di movimento a chi viaggia accanto a me. Mi accomodo nella poltrona sempre troppo scomoda per riposare, mi lascio rapire dalla vista del panorama al di fuori del finestrino e ogni volta la sensazione è diversa. Dipende dalla persona che mi aspetta dall’altro capo delle lunghe rotaie o dalla persona che ho appena lasciato alla pensilina della stazione dalla quale sono partita. E ogni volta ciascun viaggio comincia con un sussulto del cuore e un nodo alla gola che si acuisce nel momento in cui realizzo se la direzione in cui mi trovo a sedere è uguale o contraria rispetto a quella verso la quale il treno si dirige. Capita allora che la gioia di raggiungere un amico lontano si amplifichi nel momento in cui mi rendo conto che il treno viene con me, accompagnandomi nella mia stessa direzione; oppure capita che il dolore di lasciare un amico alla pensilina si faccia ancora più grave nel momento in cui realizzo che, seduta nella mia poltroncina, dò le spalle a chi sta fermo lì fra la folla al di fuori di questo treno. E se poi il treno va in direzione contraria rispetto a quella nella quale mi trovo accomodata, il dolore di partire e di tornare diventano quasi insostenibili.
C’è un sapore di sentimenti autentici, immediati, di gioia forte e sincera o di indicibile dolore, che si mescola a quel cuore di metallo che acquista immediatamente nuova vita, una vita diversa, rinnovata a ogni nuovo viaggio che mi aspetta. Ed è sempre una nuova vita da vivere, che mi trovi piena di energia o ridotta in mille pezzi per le difficoltà che incontro in ogni singolo giorno della mia esistenza.
E’ da un po’ che cambio spesso stazione e provo a salire in nuovi treni, piena di speranza, di caparbietà e di buone intenzioni per il mio futuro più immediato e anche per quello più lontano. Prima o poi spero di trovare quello giusto… Quello giusto per me e per quel poco che cerco per la mia serenità.
12 03 08
12 03 08 at 22:50
…ed io te lo auguro di vero cuore. Troverai quello che cerchi…ne sono sicuro!! Ma che bel racconto…pieno di romanticismo profondo e sentimenti sinceri!!
una carezza
13 03 08 at 0:26
Quanti, ricordi, quanti pensieri, quanti sogni ad occhi aperti, quante emozioni si porta via ogni vagone di un treno… a volte.
13 03 08 at 7:52
Molto spesso i viaggi,il vedere scorrere le cose, la vita, gli sguardi, i suoni e’ anche un fluire interiore, una trasparenza e un riflesso, come guardare fuori dal finestrino le scene ma anche cogliersi a volte nello specchio del vetro e confondersi.
Anche io amo molto viaggiare in treno.
Buona giornata
13 03 08 at 11:19
Per ogni treno che va, ce ne è uno che viene.
Il treno che tutti aspettano, però, non c’è o almeno non lo si può vedere, perché è dentro di te, e quando riuscirai ad obliterarne il biglietto, sarà magnifico e tutto diventerà magico.
13 03 08 at 19:48
i treni sono veloci.. viaggiano intervallando frammenti di tempo..
i treni fanno aspettare..ritardare o solo partire.. partire verso orizzonti nuovi..
con il cuore pieno di limpida gioia..
- odilia liuzzi -
13 03 08 at 23:43
Il dono più grande che si può avere è quello di saper viaggiare con qualsiasi mezzo con la mente ed il cuore, senza necessariamente spostarsi fisicamente. Anche se ci sono delle volte che l’unica cosa che vorresti è saltare giù da un treno e abbracciare un volto amico, sentire una voce che già ti appartiene, unire tanti aspetti di una persona che fino ad un istante prima era come un puzzle fatto da tasselli che non si riusciva a ricombinare. Ed allora il viaggio che ti riporta a casa diventa nostalgia…il dolore del ritorno…
Ma ti lascia un sorriso nel cuore che è più forte di qualsiasi dolore…
Un abbraccio forte,
S
14 03 08 at 20:28
Io non ho mai amato il treno.. forse per il piacere che ho di guidare senza rotaie, forse perché per un periodo della vita mi ha portato in caserma, forse perché mi portava via da persone care, forse perché perché nella vita ne ho persi troppi (qui intendo un po’ meno il treno reale anche se è capitato) e probabilmente per tutte queste ragioni messe insieme..
Ora abbiamo cominciato una piacevole convivenza insieme.. ho rinunciato alla macchina e lo prendo a piccole dosi.. ascolto musica, scrivo, leggo, mi perdo osservando il paesaggio e le persone che mi circondano..
Con tutti questi pro (aggiunte le salutari passeggiate) un unico contro.. ho rinunciato a guidare.. vabbé.. un bacio grande e un in bocca al lupo perché tu possa salire sul treno che porta verso quel paese chiamato felicità
14 03 08 at 21:09
Ciao Yalia, hai scritto una pagina straordinaria di letteratura, hai descritto in una maniera perfetta e dolcissima i sentimenti che tutti proviamo con questo traordinario mezzo di comunicazione. E’ vero, è anche il più triste, perchè ti da la dimensione dello spazio e del tempo che ti separa dai tuoi affetti, forse, più grandi e più profondi.
Ti lascio un caldo abbraccio, Dragon.
14 03 08 at 22:06
Fremo ogni volta che salgo sul treno.
Semplicemente stando seduta vedo scorrere l’esistenza ed osservo il mondo. Poi arrivo la dove la mia vita non appartiene a nessuno ed io non appartengo a nessuna parola, nessuna voce che mi chiama e nessun’occhio che mi vede per quello che quotidianamente appaio.
Ho avuto paura e la paura è il motore più grande,l’energia più intensa.
Il prezzo della libertà è osare.
15 03 08 at 3:06
Bella storia… il viaggiare, partire, tornare sono cose che sempre mi mettono in ansia… nei treni o negli aerei non dormo maiiiiiiii, per me e’ impossibile.
L’ansia di partire verso qualcosa di nuovo o forse di vekkio ma k sara’ sempre nuovo visto il tempo di assenza e’ troppa.
Saluti
Fabio
15 03 08 at 19:45
Un nuovo viaggio ha sempre con se la speranza di trovare emozioni nuove, di trovare finalmente la metà che ci porta sempre a voler ripartire, io non mi stanco mai di viaggiare, dentro me, dentro gli altri….il treno della nostra vita a volte corre veloce, a volte rallenta, ci porta a sostare magari in stazioni mai conosciute prima, magari in posti che nn erano nel nostro itinerario ma con la forza e l’entusiasmo anche i viaggi che sembrano più pesanti sembrano meno faticosi e più corti..e il ritorno a casa è sempre la cosa più bella.
15 03 08 at 22:17
@ppneumos: Vorrei esserne sicura quanto te… Mi limito a sperarlo soltanto.
@Dedry: Mi verrebbe da chiederti… E le altre volte?
@Fullcaos: …Ed è anche cercarsi. Cercare se stessi.
@13: …E intanto sono là sulla pensilina ad aspettarlo, e cammino avanti e indietro. Quasi quasi nell’attesa mi fumo una sigaretta. Ops! Ma io non ho mai fumato in vita mia!
@odilia: A volte anche col cuore colmo di dolore…
@ilterranova: Proprio così. Me lo ricordo bene quel giorno, come se fosse stato oggi. Un abbraccio forte a te.
@Piratadellamor: Io invece ho sempre amato il treno. Forse perché non ho l’impegno di condurlo io. :P E poi dal 24 aprile scorso, giorno in cui sono stata tamponata mentre ero in auto, non odio certo guidare, ma sono molto più impanicata. E non mi passa più.
@Dragon: Un caldo abbraccio a te, e un sorriso per i complimenti… Che non merito. Sei troppo buono!
@Marlene2006: Ti è mai capitato di salire su un treno, viaggiare, scendere in un posto che ti è estraneo, ma dopo poco sentirti più serena e più “a casa” di quanto tu sia quando sei fisicamente a casa tua? A me è capitato molto molto spesso. Però… Il prezzo della libertà non è soltanto osare.
@Fabio: C’è sempre un po’ di ansia in ogni viaggio, per quello che si lascia e per quello a cui andiamo incontro, ma non dev’essere un’ansia che ci frena. La gioia di partire e di tornare devono essere più forti.
@rimmel2: E forse è bello non solo tornare a casa, ma anche ritrovarsi lungo il viaggio o quando si è raggiunta una nuova meta, per quanto sconosciuta essa sia.
16 03 08 at 23:26
Eheh impanicato è un termine che uso spesso anch’io.. e ti risponderei alla mia maniera dicendoti di stare serena ^_^
Un bacione grande
17 03 08 at 11:01
Ciao stellona mia:)
Bellissimo tutto quello che hai scritto, sei una ragazza d’oro, ti ringrazio per queste grandi gemme che mi/ci regali, insegnamenti di vita per contrastare il dolore e prepararsi (a fatica) con una nuova ottica mentale ad un modo d’intendere quest’esistenza diverso e sfruttarla il più possibile a favore degli altri.
Ti voglio bene
Marco
17 03 08 at 20:42
ho letto le prime due righe, poi due tre righe in mezzoe, e le utlime duo o tre.
Ho capito che non ti piace molto passare il tempo in piscina. Ho capito giusto?
18 03 08 at 8:00
Il trano, da sempre, rappresenta una metafora della vita, con tutto il suo fardello di emozioni, delusioni, profumi e colori…Io, pe diverse vicende, vivo il treno in maniera più dolorosa, benchè nel mio ultimo post abbia cercato di edulcorarne in toni, dissacrandolo in maniera umoristica.Riguardo al tuo pezzo, che ho trovato molto intimistico, rinnovo il mio apprezzamento.
Carmen
18 03 08 at 16:05
Il treno… mi rilassa, soprattutto se ascolto musica. ^_^
Certo, se lo dovessi prendere solo per lavoro non mi piacerebbe affatto. E’ diverso viaggiare quando c’è qualcuno ad aspettarti alla stazione, qualcuno cui vuoi bene, in questo caso è sempre il treno giusto.
Un abbraccio Vale.
18 03 08 at 20:42
Ciao stella mia, come stai?
Ah quella foto l’ho scattata in centro, delle immagini poste su della bacheche d’acciaio, si è una chiesa, ti sembrerà strano, ma mi è piaciuta perchè non ha simboli e la trovo molto suggestiva, dà proprio l’idea di un percorso di rinascita…
tu che ne dici?
Ti voglio bene
Marco
18 03 08 at 22:18
Oh, avevo dimenticato di dirti, che oggi si è parlato di un treno… mi ha reso felice.
21 03 08 at 15:17
hai una sensibilità infinita..
ma questo già lo sapevo.
Un bacio,
Fabio.
21 03 08 at 23:22
@Piratadellamor: Serena? Una parola! :)
@Carmen: Anche per quanto mi riguarda alcuni treni mi hanno portato solo dolore… Ma anche tante cose belle.
@artemisia1975: Concordo pienamente! ;)
@Marco (Anubi): E’ molto bella quella foto, te lo confermo! Io sto… In ferie qualche giorno! Iuppi! :) Ti voglio tanto bene anch’io!!
@Dedry: Vuol dire che era quello giusto! :D
@Iozelig: Bacio a te, amico mio. Tutto bene, vero? :*
25 03 08 at 15:13
Yalia, tu sei una persona con una sensibilità straordinaria, purtroppo devi convincerti che al mondo esistono anche persone che assolutamente non ci meritano…è triste, ma è così…
Un abbraccio virtuale…Dragon ^_^