26 03 08
Libri di vita
Posted by Yaila under fatti di cronaca, vita emotiva, vita quotidiana | Tag: bamboccioni, disillusione, elezioni politiche, famiglia, futuro, libri, sogni, speranza, stanchezza, vita |…Che poi mi chiedo sempre perché certi pensieri diventano più insistenti durante i periodi festivi, anche se in realtà da tempo non mi mollano mai in nessun momento della mia giornata.
Come sempre accade nei periodi di relax, prendo fra le mani un nuovo libro con la chiara intenzione di portarne a termine la lettura in breve tempo. Oggi tocca a “La verità del ghiaccio” di Dan Brown. Sfoglio pagina dopo pagina, leggo riga dopo riga e mi immergo in un altro mondo… Un mondo nuovo, non mio… Un mondo che appartiene alla mente e alla fantasia altrui. Poi mi fermo. Richiudo il libro. Non posso lasciarmi andare a letture di piacere quando mi aspetta ancora un’enorme pila di libri da studiare per preparare gli ultimi esami all’università. Decido allora di fare un po’ d’ordine fra i ricordi dei libri che ho letto in passato e quelli che vorrei leggere in futuro, un futuro non tanto lontano. Do così nuova vita al mio nuovo spazio virtuale su aNobii: libri iniziati e abbandonati, libri acquistati e non ancora letti, pochi libri letti che mi hanno lasciato ben poco, molti libri letti e che mi hanno cambiato veramente dentro. Fatto sta che in ognuno dei libri che ho letto ho trovato un modo per capire la realtà, per vederla sotto un’ottica diversa dalla mia o per sognare una realtà che non è questa. Tra un clic e l’altro per aggiungere nuovi libri sulla mia nuova pagina virtuale, il mondo parla: il mio nipotino di dieci mesi fa mille e più versetti perché ormai riesce a riconoscere la sua voce e deve piacergli molto, alla tv non si fa che parlare di elezioni e da entrambi gli schieramenti non viene spesa nemmeno una parola in merito all’integrazione e all’autonomia delle persone con disabilità. Povera illusa che sono… Io che mi faccio ottanta chilometri al giorno per andare al lavoro… Io che non ho la possibilità finanziaria di prendermi – neanche in parte - un appartamento da sola e che non ho davvero il coraggio di chiederlo ai miei. Io che passo almeno undici ore al giorno fuori casa e una volta all’interno delle mura domestiche, pur volendo aiutare i miei, riesco a fare ben poco a causa della stanchezza, anche perché in fin dei conti loro sono padroni di casa loro… La casa dove io ormai mi sento un’ospite e dove in qualche modo loro mi accolgono con piacere, dove mi accudiscono un po’ per aiutarmi e un po’ per sentirsi utili a me, ma dove io mi sento come un pesce fuori dal frigo… Che dopo tre giorni puzza.
Mi assale il dolore di non essere una donna matura e pienamente autonoma, pur potendo esserlo in qualche modo, e di non poterlo essere in futuro, probabilmente, perché il futuro che vedevo per me è oggi, non domani. Riempio questa stanza di bolle di sapone che istantaneamente si distruggono a terra, scoppiando. E’ troppo breve il momento nel quale le vedo volteggiare in aria assumendo tutti i colori dell’arcobaleno. E’ troppo breve la serenità di questo istante per potermi guarire il cuore.
E allora mi rifugio nei cieli azzurri solcati dal gabbiano Jonathan Livingstone, nelle avventure di Marcovaldo, nelle storie d’amore del Guardiano del Faro e di Un ponte sull’eternità. E sogno. Sogno quello che non sono e quello che però mi sento dentro e che vorrei aver vissuto e vivere almeno un po’. Povera scema, povera illusa che sono! Sogno un amore da vivere pienamente… che non ho, sogno amicizie salde e continuative… che non ho, sogno un po’ di serenità di vita… che non ho. Sogno, ma cosa sogno? Sogno una vita normale, una vita serena, una vita mia e non una vita fatta di briciole… Perché le briciole non mi bastano più. E sono stanca di scriverlo in questo spazio, oltre che stanca di dirlo, stanca di provare a cambiare le cose, e stanca di non riuscirci. Stanca di vedermi trattare ancora come una “figlia di un dio minore” in questo mondo che si vanta di essere moderno e aperto all’integrazione. Stanca di essere abbattuta e demotivata, e di non trovare motivazione in niente… Perché la vita per me si è fermata da troppo… Troppo tempo.
E se poi mi azzardo a dire che mi sento triste e sola, arriva uno splendido sms a dirmi che…
… mi lamento sempre…
Ok, non mi lamento più. Passo e chiudo.
… E qualcuno li chiamò “bamboccioni”…
26 03 08 at 21:30
Politica.. francamente non so se preferisco avere un problema alla moda come Alitalia e pensioni e venire illuso o avere problemi dimenticati perché non fanno prendere voti.. il futuro è un po’ meno in la di una volta ma ancora c’è e certi pareri da bastian contrario infastidiscono ma possono tornare buoni..
Pesciolina un buon deodorante e un dolce bacio del Pirata e vedrai che torni come nuova pronta per affrontare altri 3 giorni ^_^
T’abbraccio forte
p.s. sto recuperando piano piano tutti i libri comprati/regalati non letti.. alcuni mi piacciono tanto da entrarci dentro ed altri mi lasciano poche frasi significative.. a breve ti farò conoscere i miei compagni di viaggio :-)
26 03 08 at 22:32
no…il lamento è giusto…è il tuo sfogo e credo abbia il diritto sacrosanto di essere difeso, tutelato ed ascoltato!! Potrei scrivere tanto…potrei scrivere che la vita è un valore….potrei scrivere che vale comunque la pena di essere vissuta fino in fondo….potrei scrivere che il solo fatto che ne scrivi sul blog ti elegge a “voce di chi non ha voce”!! Potrei dirti questo ed altro ancora…ma non lo farò!! ogni ulteriore parola da parte mia penso sia fuori luogo!!
Ascolto il tuo sfogo con la mia presenza silenziosa…e lo rispetto!!
una carezza
26 03 08 at 23:22
@Piratadellamor: Spero presto! Mi piace sapere i gusti degli altri in fatto di libri!
@ppneumos: Non amo essere dissacrante, ma in fase “NO” posso smontarti con estrema facilità… E questa è una fase “NO” che si porta avanti da troppo tempo.
Lo faccio allora, ma con estremo rispetto nei tuoi confronti, ricordalo!
Lamento giusto, difeso, tutelato, ascoltato: Il lamento non è giusto perché questo è uno spazio infinitesimale dell’etere… le cose non cambiano… E non cambiano perché non c’è chi ascolta, chi vive queste cose e quindi ha la voglia di lottare per questo.
La vita, sì, è un valore e bisogna rispettarla sempre e viverla fino in fondo, ma… Questa non è “molto” vita… Vivere questa vita significa sentirsi una barca alla deriva, un popolo dimenticato, una persona dimenticata. Lasciamo stare perché mi vengono in mente gli svariati modi nei quali le persone come me venivano eliminate… E mi viene rabbia solo a pensarlo. Qualcuno cantava “Sono le persone inutili… Quelle destinate a perdere…” e se da una parte posso dire che “non ci sto”, dall’altra mi rendo conto che il mio non-ci-sto è virtuale e solo in parte (vista la mia pochezza) applicato alla vita di tutti i giorni, ed io da sola non posso cambiare il mondo.
Voce a chi non a voce… Questo lo so, e bene, dal momento che spesso ci si dimentica che dietro a un pc ci sono milioni di persone che non hanno che questo modo per stare a contatto con il mondo e farne (minima) parte, e io di queste persone (la maggior parte solo virtualmente purtroppo) ne conosco a fiumi. Non voglio giustificarmi o mettere le mani avanti dicendo che “io non sono un caso grave” perché che io lo sia o meno poco importa. Importa che, sia che a me manchi un dito o che non riesca a muovermi da un letto, ci sono innumerevoli persone dimenticate che hanno tutto il diritto di trovare il loro posto nella società e sono quei disabili che non dispongono di un luogo di aggregazione dove interagire con gli altri e poter pensare di essere prima una persona e poi… tutto il resto. E importa che, se io - e tanti altri - alle porte dei 35 anni sono ancora a casa con mamy e papy non è perché sono una bambocciona.
E… Ehmm… Diciamolo… Mi faccio paura da sola per quello che ti ho scritto e per la foga che ci ho messo, ma è quello che penso. In toto.
Spero di non averti turbato. Un sorris-ino. Stasera di più non mi riesce.
26 03 08 at 23:26
Amicizie continuative?
Bé, preparati! Questo week lavoro a casa. Ma il successivo prendo il treno.
Organizza. Arrivo!
Comincia il conto alla rovescia, ho voglia di shekerarti un po’! E guarda che viene pure la Roby!
27 03 08 at 12:17
Niente di scemo, niente di male, niente illusioni colpevoli.
Il sogno e’ un motore potente perche’ ci consente di vederci in “azione” per qualcosa che forse non sara’ mai completo del tutto, ma una chiara, decisa direzione dei nostri pensieri e della nostra vita.
Gli altri, quelli che sognano come te, lo capiscono.
Un amichevole saluto
27 03 08 at 16:07
è vero….tu sola non puoi cambiare il mondo. Ma se tutti pensassero la stessa cosa questo porco mondo non avrebbe davvero nessuna chance…e forse non ci sarebbe più speranza!! E invece la speranza serve…serve ad unire le idee…i pensieri…le forze…e serve a capire che in fondo non siamo proprio soli…basta guardarsi un pò intorno!! Ed il condividere i pensieri su un blog serve a questo…non è vero che “questo è uno spazio infinitesimale dell’etere”… e non è vero che “non c’è chi ascolta, chi vive queste cose e quindi ha la voglia di lottare per questo”… e noi ne siamo la prova!! La condivisione serve sempre…aiuta a far uscire il problema e a crearsi interrogativi e domande!! Sai…scusami…ma io la penso così…e, credimi, lotto ogni giorno contro queste logiche. Ed ho imparato che i “muri” si abbattono piano piano…mattone dopo mattone…e con l’aiuto di tutti!!
ps. non mi hai turbato per niente…e francamente non mi sento nemmeno smontato!!
un sorriso ed una carezza
27 03 08 at 19:25
Un sorriso a Te :-)
Ti ho letto un po’… sono passata da un sito all’altro… mi piace cosa mostri.
By
31 03 08 at 12:14
Chi più, chi meno, siamo tutti un po’ figli derelitti di questo mondo.
Altro che bamboccioni! La vita non risparmia nessuno (a parte, forse, i soliti fortunati). Vorrei incoraggiarti a non lasciarti andare, ma dato che anch’io sto attraversando un periodo difficile, faccio fatica ad essere ottimista.
Se non altro, possiamo sostenerci a vicenda: di gente messa come noi ce n’è davvero tanta. Non arrenderti!
31 03 08 at 18:09
Ciao Yalia, per scriverti tutti i pensieri che mi sono venuti in mente leggendoti ci vorrebbe un libro…io penso che tu sia una ragazza straordinaria..del nostro tempo..purtroppo viviamo in un mondo che tarpa le ali non solo a te ma a milioni, miliari…di persone, tutte egualmente espropriate del mondo,della società della loro stessa vita. Io penso ancora che nella vita bisogna lottare, lottare, lottare sempre, senza stancarsi mai, anche quando sembra che non abbiamo più nemmeno un briciolo di energia. Lessi su un libro una volta.” La guerra o la morte, la lotta sanguinosa o il nulla”.
Non ti ho scrito queste poche righe per consolarti, ma solo per esprimerti la mia ammirazione.
Con affetto, Dragon.
1 04 08 at 23:21
@Dedry: Shekerarmi?? Aiutoooo!!! :o))
@Fullcaos: Sognare aiuta a vivere un po’ meglio, a volte. Si tratta della mia cosiddetta “Vita pensata” come dicevo in questo mio post: http://yaila.wordpress.com/2006/12/29/vita-mentale/
@ppneumos: A volte i muri sembrano così alti, profondi, insondabili e insormontabili… E aumentano la paura e l’angoscia.
@nanda: Ricambio il sorriso. Ti ringrazio dell’apprezzamento, ma si tratta solo di una parte della mia piccola vita… Tutto quanto è solo questo.
@Fairy: Vorrei dire “mal comune mezzo gaudio”, ma non è così. Non arrendermi? Non lo so… A volte mi sembra di non potercela fare, anche se normalmente all’apparenza sembro possedere un carattere di ferro. Ma non credo sia questo il momento.
@Dragon: Sorrido e penso che lottando lottando si impara ad apprezzare di più le cose piccole che ci dona la vita, ma se qualcosa di bello capitasse dal nulla solo perché la vita volge per me, per te e per noi in positivo… Beh non sarebbe male. Il classico “aiutati che il ciel ti aiuta” non lo sopporto… Perché ho sempre visto che se anche mi aiuto c’è sempre qualcosa che rema contro,… E il cielo sembra non accorgerci che ci sei.
Ammirarmi? Non sono da ammirare, credimi. Perché dovresti? Io non credo che dovresti. Così, semplicemente.
1 04 08 at 23:55
una nazione che da poche speranze ai Giovani è una nazione che non ha ..futuro!!
Bamboccioni ..non perchè non lasciate le gonne della mamma o i pantaloni di papa..ma perchè accettate che vi tolgano a poco a poco le certezze e i vostri diritti costituzionali!.
2 04 08 at 0:24
A me sembrava che l’espressione fosse stata proprio coniata apposta per chi non lascia la gonna di mamma, e non per altro… E non per questo mi sento una bambocciona, anzi non mi sento proprio tale. Comunque qui sul mio blog non faccio mai discorsi generali, soprattutto politici. Parlavo di me e del mio sentire. Come sempre faccio. Che poi la classe politica italiana non dia spazio ai giovani, questo è verissimo ormai da troppo tempo.
5 04 08 at 23:15
una solitudine che cerca amore…
notte Gio…
7 04 08 at 7:35
Sei molto bella, dentro, vivi di semplici emozioni … potrei donarti i colori del tramonto?
Ma sei bosniaca?
Un abbraccio
P.S. sto scrivendo un libro per beneficenza … mi aiuteresti?
Lidia
8 04 08 at 0:38
@poetanarratore: Intanto mi adeguo alla condizione di sogno… La speranza è quasi esaurita.
@Lidia: Il tramonto è l’evento naturale che preferisco.
Non sono bosniaca, bensì italiana… Veneziana di provincia per l’esattezza. Come mai questa domanda?
Scrivere mi piace… Mi piace tanto. Ne parliamo se vuoi. Poi si vedrà.