Chi mi conosce almeno un po’ sa che ho tre passioni principali: la scrittura, la lettura e, infine, la fotografia. Proprio a proposito della mia passione per la fotografia ho aperto uno spazio su Flickr, ma più recentemente, spinta dalla passione della mia blog-amica Pia per le creazioni con le perle, ho aperto anch’io uno spazio su DeviantArt. In questo spazio raccolgo solo alcune delle foto a mio parere più carine che ho su Flickr e, fino ad ora, le tre poesiole che scrissi due anni fa quando questa “blogavventura” ebbe inizio e che potete trovare anche qui, qui e qui sul blog.
Chi mi conosce almeno un po’ sa che non amo fare sfoggio di qualcosa che viene dal mio cuore, dai miei occhi, dalla mia penna, dalla mia mente e dalla mia anima… E che secondo me non è assolutamente arte. Chi mi conosce sa che si tratta di cose che necessariamente faccio per buttar fuori quello che ho dentro perché non riesco a tenerle rinchiuse dentro di me… Perché devo farle uscire da me per sentirmi meglio, con il cuore più leggero. E ho deciso di dar vita a questo nuovo spazio solo per proteggere un po’ di più ciò che è mio e che, pur restando mio, vorrei fosse consegnato all’etere e alla memoria di coloro che in futuro si ricorderanno di aver scorto una parte di ciò che sono.
Proprio durante la creazione di questo io nuovo spazio in DA scopro l’esistenza di uno spazio interamente dedicato alle foto inserite dai vari utenti, e scopro di poter inserire foto altrui nel mio spazio come foto da me preferite. Una foto mi riporta ad un’altra, uno spazio ad un altro, l’altro spazio ad un altro ancora. Finisco per imbattermi in una foto di eXcer. La ingrandisco, la salvo nel mio spazio e la mia mente comincia a vagare fra mille e più pensieri. In sé per sé la foto non ha nulla di speciale per quel che è il mio metro di paragone. Voglio dire che se rivedessi la stessa scena qui per strada non mi scomporrei affatto, e probabilmente sorriderei. Ma oggi quella foto mi fa pensare. Mi fa pensare tanto. Davanti ai miei occhi vedo semplicemente una foto in bianco e nero: due giovani ragazzi portoghesi che passeggiano mano nella mano. Niente di più bello e di più autentico di una foto come questa, solo che… Solo che il ragazzo in questione è seduto su una carrozzina. E quello che fino a quel momento è stato per me un momento di svago e di sogno, diviene invece un momento per pensare.
Mi interrogo stupidamente sull’Amore, l’Amore quello vero. Quale che sia la mia situazione fisica, mi domando se l’Amore supera davvero tutte le barriere, ad esempio quelle dello spazio o quelle della disabilità. Ho passato mesi cercando di superare le barriere spaziali prendendo decine e decine di treni verso l’Italia Centrale, lottando contro la stanchezza e lo stress che ogni weekend mi riducevano a uno straccio. Ma io andavo: prendevo il mio treno e andavo verso la luce, la luce dell’Amore più grande… Quello ricambiato. Solo che… Solo che poi è finita. Così, semplicemente. Di comune accordo. E sono passati anni: anni nei quali ho ritrovato la fiducia e la condivisione nell’Amore, ma sono bastati pochi mesi e sono ancora qui, dopo più di due anni. Non sono più ridotta in mille pezzi come all’inizio, quell’inizio che ha visto la nascita di questo mio piccolo spazio e dei chilometri e chilometri di parole che qui lascio, ma… Sono diversa. C’è una parte di me che sta lottando strenuamente, con tutte le sue forze anche quando si sente irrimediabilmente spossata, per vivere, per credere, per avere fiducia, per sperare, per continuare a lottare. C’è una parte di me che dice “Ma cavolo, Valè! Tu vali, vali tantissimo! E allora non demordere… E lotta! Lotta che prima o poi ce la fai!” e c’è un’altra parte di me che si chiede il poi quando sarà… Perché i giorni volano, perché la vita sfugge, perché le cadute sono diventate più numerose dei momenti nei quali mi rialzo. Perché un po’ di felicità me la merito anch’io nonostante tutto, nonostante anche il fatto che ultimamente abbia litigato un po’ con tutti nella vita quotidiana per potermi rassegnare di più a questa mia solitudine… Perché in fondo, forse è colpa mia se sono così sola e se passo le sere davanti a questo stupido schermo per poi finire sotto le coperte a nascondere ciò che mi fa così tanto male: quelle cicatrici che un bisturi mi ha fatto tanti anni fa salvandomi la vita e rendendola una vita dignitosamente autonoma, quelle cicatrici che oggi vorrei cancellare con una semplice gomma per nasconderle agli occhi di chi mi guarda e non può vederle perché gli fanno schifo…
Ma non si può…
Ecco. Avrei voluto continuare questo post, ma le lacrime mi hanno offuscato la vista e adesso non mi ricordo nemmeno quello che stavo pensando. Vi chiedo scusa, miei quattro lettori e amici, per non aver finito di scrivere, ma soprattutto per essere così… Così… Così irrimediabilmente stupida.
Forse questa cosa non dovrei nemmeno postarla.
Già…
13 04 08 at 17:53
Eccomi in pole position pronto ad essere accanto alla mia splinderamica Vale anche nei post più tristi.. quelli che ti verrebbe da lasciare un solo abbraccio perché non sai che dire.. ma sai come sono.. noi pirati non ci tiriamo mai indietro per spendere due parole che escono dal cuore :-)
Abbiamo un passato che ci ricorda che siamo stati amati e che potremmo esserlo ancora.. sappiamo che non è impossibile.. ma quello che ci fa male è che passa il tempo e non abbiamo un presente e un futuro e non credo che siano le cicatrici visibili che ti facciano male ma quelle dentro che porto anch’io nel mio cuore.. meritiamo quindi consuma tutte le lacrime che hai, io sto meglio dopo, e vieni a prenderti il tuo meritato abbraccio
13 04 08 at 18:01
“se passo le sere davanti a questo stupido schermo per poi finire sotto le coperte”
Anche se per motivi diversi anch’io mi rendo conto che molte volte il computer diventa in qualche modo una via di fuga. Uno strumento che ti permette di entrare in relazione “senza farti male”
Quando faccio queste riflessioni mi viene sempre in mente il testo di un brano di Silva Salemi che s’intitola “A casa di Luca” e che dice: “ma questa è un’era subdola
che ti inchioda il cuore
e la vita ad un televisore.”
Anche a me capita spesso di vedere molte più cadute che successi.
13 04 08 at 21:48
Ciao Yalia,
Le lacrime che hai lasciato sul mio blog le ritrovo amplificate nel tuo, ciò che hai scritto è molto bello e dimostri un notevole coraggio, la mia stima e il mio affetto per te aumentano sempre di più, io penso, come ti dissi tempo fa, che sei una persona straordinaria.
Ti lascio qui un abbraccio immenso, tvb, Dragon.
13 04 08 at 22:45
Ma di un po’! Ti pare che di fronte alle mie cazzate (perché sono cazzate davvero!) io non venga subito qui?
Non credi che proprio raccontare a te le mie fesserie, non può che farci sorridere insieme di quanto si sia stupidi a fare e dire come faccio io, per pensare insieme ai significati veri della vita e dell’amore?
Credi che non lo sappia dove stanno le cose vere?
Ti abbraccio fortissimo!
14 04 08 at 10:58
Un bacio al Cuore Tuo *
14 04 08 at 16:40
Vale Vale…tu non sei solo il “contenitore”!! Ma che te lo dico a fare….questo lo sai già!!
un abbraccio forte
14 04 08 at 19:20
Dai, non ci pensare… consolati sapendo dell’ottimo risultato elettorale della Lega.
14 04 08 at 20:01
@Piratadellamor: Già… Infatti non sono le ferite fisiche quelle che fanno più male, ma quelle del cuore… Solo che ci sono ferite del cuore che sono provocate dalle altre ferite, quelle visibili… Ed è allora che il dolore è davvero insopportabile.
Un abbraccio anche a te.
@Mapiova: Per me il pc è uno strumento per entrare in relazione… E basta. Non è vero che non ci si faccia male, e i mesi passati, e i post scritti qui ne sono la prova.
Sarò presa per scema, ma a volte penso che questo strumento sia più un mezzo altrui per proteggersi da me, piuttosto che dal mio punto di vista per proteggermi dagli altri. In fondo qui io mi metto in gioco. Forse a volte fin troppo. Non è una critica comunque. E’ solo una considerazione del momento.
@Dragon: Un grande abbraccio anche a te, di cuore.
@Dedry: Credo che avere più motivi per sorridere mi farebbe bene. Credo che tu sappia benissimo dove stanno le cose vere.
@honej: Il mio cuore ringrazia imbarazzato.
@ppneumos: Io sono io, nella mia interezza: contenente e contenuto. Per quanto criticabili entrambi. Un abbraccio forte a te, di cuore.
@Cabong: Non è questo che mi consola… Ho già fatto le mie considerazioni sulla politica qualche post fa, e con ciò ho chiuso. Mi consola vedere il mio nipotino di quasi 11 mesi che compie i suoi primi passi… Questo mi consola almeno un po’ oggi.
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ATTENTION S’IL VOUS PLAIT :)
Come già accennato attraverso una twittata, la tecnologia mi è contro in questo periodo: non mi funziona alcuno strumento tecnologico che uso abitualmente per restare in contatto con gli amici… né pc né cellu danno segni di vita… per cui mi scuso anticipatamente con tutti gli amici se sarò un tantino assente… Proverò a correre ai ripari al più presto, ma non so quanto presto. Nell’attesa, un abbraccio a tutti voi, un abbraccio grande grande. La vostra amica sgangherata.
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14 04 08 at 22:15
ti scusi? e di cosa?
forza Vale, tieni duro.
Ti stringerei così forte che forse ti farei anche male!
Bacio.
14 04 08 at 22:35
non leggo nulla in ciò che hai scritto per cui ti si possa, in qualche modo, assegnare il termine di stupida….al massimo, volendo trovare proprio un aggettivo basato su ciò che scrivi, si potrebbe dire che sei molto sensibile :)
per il resto forse dovresti pensare che le tue cicatrici forse per qualcuno saranno brutte ma per qualcun altro un giorno, sicuramente non lontano, saranno bellissime perchè cmq parte di te :)
un povero sciocco
15 04 08 at 21:50
Ti leggo e mi sento vicina a te. Tanto quanto mi sento di abbracciarti forte e di dirti di non smettere nè di lottare, nè di ascoltarti.
Sono felice che ci siamo incrociate sul web.
Abbiamo entrambi cicatrici. Diverse. Ma pur sempre cicatrici. Che ci condizionano la vita.
Lotta per te stessa.. seguendo la tua anima.
Arriverà l’ amore.
Altre parole mi sembrano inutili perchè devi fare il tuo percorso.
Ma ti abbraccio calorisissimamente.
Capisco perfettamente come ci si sente soli, davanti ad uno schermo, a versar lacrime amare perchè soli…. e tutto il resto…
16 04 08 at 17:25
per nulla stupida! Betta
17 04 08 at 9:34
a me sembra che tu di coraggio ne abbia da vendere e anche di voglia di reagire, di andare avanti, di vivere… Non sei stupida e non sei sola. un abbraccio. ciao
17 04 08 at 13:07
Ciao. Visto che sul blog di Aromaessenziale mi quoti pienamente, nonpotevo che passare a visitarti, e vedo tra l’altro che anche tu come me ami la lettura e la scrittura, quindi ripasserò… ora scusami, ma sono di corsa e non ho il tempo di leggerti come si deve - se passi dal mio blog capirai perché…- ma ripeto, ripasserò!
17 04 08 at 13:23
Hai fatto proprio bene a postare queste parole, sai perchè?Perchè una persona non sarà mai quello che è senza le sue cicatrici, senza le sue esperienze più crude(e reali aggiungerei). Esperienze che ci cambiano irreversibilmente. Siamo organismi lesi all’interno che hanno ancora la forza di lottare per raggiungere i loro obbiettivi. Sanno che solo con la volontà si ottiene tutto. Quindi le tue cicatrici sfoggiale con onore e sorridi alla tua pelle imperfetta perchè è l’unica che può ricordarti sempre quello che sei e quello che vali.
Un bacione^_^
17 04 08 at 19:31
In queste parole vedo una persona con una grande voglia di vivere , con due ali molto ampie legate soltanto dalla paura di staccarsi da terra.
La forza per rialzarti ce l’hai …….e ce ne vuole molta ………….usala !!!!
Un abbraccio sincero da uno che e’ passato da li’. !!!!
17 04 08 at 20:39
Dura andare avanti senza un progetto di condivisione. Pensavo di farcela, ma solo perchè c’era ancora lei. Ora, come dici tu, i giorni passano e a me sembra inutile farli trascorrere così. Vorrei dirti di avere fiducia, ma io per primo vado avanti senza conoscerne il motivo. Cerchiamo di desiderare fortemente qualcosa, forse avverrà.
17 04 08 at 20:42
La vita è una lotta continua. Dobbiamo continuare a confrontarci con il lavoro, la famiglia, gli amici e, quando c’è, l’amore. Eppure è proprio la lotta a mantenerci ancora vivi..
Ti lascio un abbraccio.
19 04 08 at 15:41
Guai a te se ritratti quello che hai scritto, guai a te se cancelli anche solo una riga di tutto ciò. La vita è un gioco difficile, difficilissimo a volte. Eppure tutte le pene e le sofferentze, le disillusioni e le delusioni che vivi ora troveranno un loro senso a momento debito, non ne dubitare. Nel frattempo, vivi…
E già che ci sei, continua a scattare foto Vale! :-)
Un abbraccio sincero!
Mic
21 04 08 at 17:42
Le tue parole sono sempre spunto di riflessione per me, in un certo senso ora meditavo che è un periodo dove non faccio molte considerazioni sull’amore, me ne sto facendo tante invece sul valore dell’amicizia, a chi me ne aveva promesso e dato per poi chiudermi la porta in faccia quando più ne avevo bisogno e come te negli ultimi giorni mi sto ritrovando ancora a piangere per situazioni che credo non meritano più le mie lacrime perciò a volte come te mi dico di non demordere. Ci sono giorni un po’ tristi, capita… ma ben vengano quelli belli, che sono più di quanto immaginiamo e perciò bisogna goderseli al 100%! :-)
Un bacione.
10 05 08 at 9:20
ora capisco perchè i tuoi scritti mi attirano… e perchè ogni tanto capito a leggere il tuo blog. C’è una sensibilità e una solitudine che ci accomuna e che io ritrovo qui.
La mia forza sono le mie nipotine… penso che questo valga anche per te.
Coraggio!