25 04 08
“Bocolo” e spine
Posted by Yaila under scritti altrui, vita emotiva, vita quotidiana | Tag: 25 aprile, anima, barca, bocolo, cuore, dolore, futuro, mare, me, morte, rose, S. Marco, spine, vita |“La figlia del Doge Orso I Partecipazio amava, riamata, contro il volere paterno, un giovane bello e coraggioso, ma di modeste condizioni, di nome Tancredi. La fanciulla consigliò allora all’innamorato di andare a combattere contro i Turchi per acquistare gloria.
Il prode giovane purtroppo cadde, colpito a morte, presso un cespuglio di rose e, prima di morire, inviò all’amata un bocciolo tinto del suo sangue quale estremo messaggio d’amore. La mattina seguente Maria Partecipazio venne trovata morta con il bocciolo rosso posato sul cuore e da allora gli amanti veneziani usano quel fiore come emblematico pegno d’amore dell’uomo verso la donna amata alla quale il fiore, rigorosamente rosso, viene offerto nel giorno di San Marco, patrono di Venezia: il 25 aprile.”
E’ giorno di festa oggi nella mia città, eppure… Eppure non c’è neanche l’ombra di una rosa in questa casa nella quale mi aggiro come una tigre in gabbia travestita da mansueto gattino.
Un’immensa bolla di sapone trattiene dentro sè queste quattro mura. Il mondo fuori va avanti, vive. Allegro, disperato, caparbio, impulsivo, gioioso, terrorizzato, ma vive. Dentro, solo io: io e le innumerevoli spine di questo letto sul quale spero di trovare un po’ di pace, di ritrovare la gioia, la speranza di cambiare e la forza di farlo o di provare a farlo al di là di quello che possono pensare gli altri… Perché è come se chi mi vive accanto non avesse più fiducia in me, nelle mie capacità e nelle mie possibilità, allora io mio areno. Mi areno nella rassegnazione che le cose non cambieranno mai in meglio per me. Mi areno nella rassegnazione di amori finiti o mai vissuti che sono diventati lo spettro di un letto di spine che ogni notte mi pungono le carni fino a farle sanguinare copiosamente. Mi areno su una solitaria spiaggia come una barca alla deriva che ha perduto il comando del suo timoniere, che a sua volta ha perduto la vita nella tempesta.
Nemmeno immergere mani e polsi in un catino d’acqua fresca, e con essa bagnarmi il viso, riesce a darmi un po’ di quel brivido che è volato via da troppo tempo… Il brivido di sentire il cuore battere all’impazzata quando vedi che lui ti guarda, quando lui ti parla, ti cerca. Il brivido che danno la risata e un brindisi con un amico. Il brivido di una serata diversa e inaspettata, di una telefonata, di un messaggio, della voglia di vedersi, di parlarsi, di stare insieme, di condividere insieme, di cercarsi, di trovarsi, di unirsi in un’unica anima sotto una notte trapunta di stelle con la luna che è lì, immobile, a guardare e a sorridere per quel che accade sulla terra.
In una vita precedente, fino a quattro, cinque anni fa, queste cose le vivevo e le godevo appieno e, pur sapendo in partenza che si trattava solo di attimi fuggenti, ero felice. E adesso? Adesso forse non sono più viva, non sono più sulla terra, donna fra gli uomini. Forse sono solo uno spettro, anche se continuo ad alimentare in me i motivi per ancorarmi sulla terra. Ma forse non ci sono più… Forse non esisto più e non me ne sono ancora accorta. Beh, se così fosse mi conviene lasciare un messaggio in questa vecchia bottiglia verde e lasciarla andare nel mio amato mare, in cerca di qualcosa o qualcuno che legga le mie parole.
“Per arrivare all’alba
non c’è altra via che la notte.”
(Kahlil Gibran)
Aspetto l’alba. Davanti al mare. Dicono che prima o poi arriverà.
On air: “A te” di Jovanotti (spazio Youtube qui a destra)
25 04 08 at 23:53
Non parliamo di sogni, amica cara. Parliamo di realtà! Qui dobbiamo prendere un treno… Allora, tra questo e il prossimo wek end sarò impegnato con genitori, nipoti… poi ci si vede in gruppo a Mestre.
E lo dico qui, davanti a tutti. Sincronizziamo orologi e calendari! Iniziato countdown…!
25 04 08 at 23:53
Interessante la storia della rosa rossa…
Per la vita tra mura che non respirano;
per un amore che sembra non ci sia;
per un ambiente che di te non si fida;
per una vita che si ritiene già finita….
sappi che spesso le preclusioni le vediamo
solo noi…… in effetti non ci sono!
E’ solo questione di tempo… e di tempo, credimi, ne hai tanto ancora…
Sorridi al nuovo giorno ed avrai tante rose rosse!
Un caro saluto. Mimmo
26 04 08 at 14:40
Il tuo cuore è gonfio d’amore…ma sanguina!! Ed è sangue amaro che ti si rivolta contro!! Ma è proprio questo il motivo per il quale vale la pena di lottare…per te…per il tuo bisogno di amore…per la tua voglia di vivere…per il bisogno di essere sempre il timoniere della nave della tua vita!! E quando le spine sono troppo grosse e dure per essere recise, bisogna essere come quei fachiri che trovano relax e sollievo in quelle spine…come quei fachiri che sfruttano la propria potenza interiore…e ne fanno la loro forza!! Lottare…lottare sempre…per trovare uno spazio…per trovare un luogo…per gridare finalmente “io ci sono”!!
una carezza
26 04 08 at 15:56
La storia della rosa rossa sembra veramente una favola d’amore, molto bella.
Tu però non lasciarti andare alla deriva, scrivi d’amore e mettili nella bottiglia vedrai che prima o poi qualcuno li troverà e saprà aprezzarli per la bella persona che sei. Un bacione Vale e buon fine settimana.
26 04 08 at 16:09
E se il giorno non arriva raccoglieremo legna e accenderemo un fuoco.. gli anni passano Vale e lo sento anch’io ma per quello che vogliamo noi basterebbe un attimo che forse non c’aspettiamo ma che potrebbe tingere di rosso la nostra vita.. speriamo arrivi prima o poi..
Un bacio grande
26 04 08 at 17:21
dimmi che almeno tu,ci sei.
dimmi che tu,non te ne vai.
che rimani qui…
i really need you here.
ti stringo
tutto qui.
ti asmo anch’io
non te lo dimenticare.
V.
26 04 08 at 19:11
Message in a bottle
Lancio questo messaggio
Affinché qualcuno
Possa sentire/leggere le mie parole
C’è un’anima alla deriva
Nel mare tempestoso della vita
Non è un S.O.S
Non cerca aiuto
Non cerca un porto in cui riparare
Non cerca una via di fuga dalla tempesta
Chiede solo ai naviganti in mare
E alle navi ferme in porto
Una luce per essere notata
E una stella in cielo
Per essere ricordata
26 04 08 at 21:02
forse ho preso una bottiglia in testa….contiene un messaggio…
dai un sorriso per dirti che tutto è una deriva…tutto è un naufragio.
ciao
marzia
27 04 08 at 9:57
l’alba veste colori diversi
mai la stessa
irripetibile
sempre.
Affascinata dal tuo stile.
un sorriso.
27 04 08 at 11:51
@Dedry: 14… 13… 12… Sembra il decollo di uno shuttle!
@Mimmo: La storia del “bocolo” è solo una delle tante leggende sulle quali si basa questa ricorrenza a Venezia. Le altre si possono trovare sul sito http://venicexplorer.net/ dove ho trovato nomi e riferimenti alla leggenda che ho riportato. Per quanto riguarda il resto, scusami ma preferisco non commentare: ho le mie ragioni per dire quello che dico, tutto qua.
@ppneumos: Lottando lottando le cose si apprezzano sicuramente di più, ma non sarebbe male se ogni tanto il destino si accorgesse di me e andasse nel verso giusto, nel verso di alcune delle cose che desidero per me e per le quali ho sempre lottato. Non serve che sia per tutte, basterebbero solo alcune…
@Pia - Artemisia1975: Cercherò di seguire il tuo consiglio, Pia, anche se ci credo sempre meno. Disillusa, questa è la parola giusta.
@Piratadellamor: Speriamo… Un bacio grande a te.
@SilentHell: Ti asmo e ti stringo anch’io, tesorino. E ti voglio bene anch’io, non dimenticarlo… Io non me lo dimentico mai.
@Fredric: Ecco, esattamente. Cerco solo la via per poter costruire la MIA vita, per poter essere finalmente ME, quello che voglio essere, che posso essere, che voglio e posso costruire, dare… e ricevere.
Cerco solo la strada verso la serenità. La felicità è un attimo, la serenità è sempre.
@marzia brunengo: Apprezzo il sorriso, ma pensare che tutto è una deriva e tutto è un naufragio non mi dà sollievo.
@chenal: Aspetto l’alba più bella per me. Ricambio il sorriso.