E’ trascorso quasi un anno da quando un piccolo cucciolo è entrato a far parte della nostra vita e fino ad ora in ogni attimo, in ogni giorno della nostra piccola vita ogni sua lotta e ogni sua piccola conquista sono stati motivo di sorrisi, di lacrime d’emozione e di grande gioia; così come ogni suo più piccolo malessere è stato motivo d’ansia e di preoccupazione.
Fino ad ora ho potuto nutrirmi dei suoi modi allegri e divertiti di fare ogni più piccola scoperta: un nuovo gioco tutto rumoroso, le bolle di sapone da far scoppiare a colpi di mani, la sua stessa strana immagine allo specchio… Oggi però l’emozione che sento è così grande da contenere che quasi mi sento scoppiare il cuore nel petto. Sorrido con gli occhi, sorrido con le labbra, sorrido col cuore. E poco importa che lui non sia parte di me, perché è lampante che una parte di me è in lui e una parte di lui è dentro di me: è nelle mie parole, nei miei scritti, nelle mie vene, nella mia anima, nella mia testa, nelle smorfie che faccio per farlo divertire, nelle lacrime che verso quando mi sento felice perché lui c’è o perché lui ha fatto una piccola conquista nella sua giovane vita, nella mela grattuggiata che mangiamo insieme nei pomeriggi nei quali possiamo vederci, nell’acqua che vuole bere dal bicchiere che io tengo saldamente fra le mie mani perchè non si sbrodoli troppo, nella pappa che gli dò in tutti i pasti in cui gli impegni quotidiani mi permettono di avere tempo per lui. Adesso ogni mio momento libero è quasi solo per lui, e come dico io “in futuro forse pure”.
Un bambino è qualcosa di speciale nella vita di ogni persona. No, no… Meglio: mio nipote è qualcosa di speciale, di veramente tanto speciale nella vita della “zia Vale”; questa zia che spesso ha paura di fare troppo la mamma perché più passa il tempo e più sente fortemente dentro sé la voglia di non essere sola, la voglia di dare vita ad una vita, la voglia di veder crescere la pancia perché dentro sta crescendo il frutto di un amore semplice, ma grande… grande… grande, la voglia di amare una persona per come sa di poter amare, la voglia di essere amata per come crede un po’ di meritare di essere amata, la voglia di dar vita a quell’amore perché in futuro esista ancora una parte di lei, di lui, di “noi”.
Oggi non è il giorno della tristezza, non deve esserlo perché quel che è accaduto dev’essere semplicemente solo fonte e nutrimento di gioia per il mio cuore. Per la prima volta nella sua vita il piccolino di casa oggi ha pronunciato la parola più dolce del mondo: “Ma-mam-ma”. E io sono felice.

Non avrei potuto chiedere onomastico migliore di questo, e visto quello dell’anno passato, non posso che sorridere… Sorridere, e ancora sorridere!