Tralasciando il ricordo del forte temporale dell’alba di stamane, si può proprio dire che l’estate è arrivata. Con l’estate sembra essere tornata violentemente, oltre a un caldo torrido, anche la voglia di passare i pomeriggi del fine settimana a leggere in giardino, stesa su un immenso telo mare coi colori del tramonto e al riparo dagli sguardi dei passanti grazie a nuvole di oleandri e di magnolie in fiore.
Sorrido di piacere quando la sera, dopo una lunga e impegnativa giornata di lavoro, trovo vicino al telefono la mia posta: la seconda delle tre spedizioni dei 12 volumi di Saper Scrivere – Corso di scrittura; un pacchettino ben confezionato con all’interno il libretto di racconti L’Estate Romana (AA. VV.), speditomi direttamente dall’amico blogger Giuseppe che è anche autore di uno di questi racconti; infine due volumi da me ordinati tramite internet, Il mestiere di scrivere di Raymond Carver e Norwegian Wood di Haruki Murakami.
Saggio con le mani la consistenza di quel pacchetto che pochi attimi dopo diventa la scoperta e lo sfoglio di un tesoro nascosto, inimmaginabile e unico al mio sguardo. Catturo sulle alette del volume la biografia dell’autore e la trama dell’opera, e poi sfoglio pagina dopo pagina quel piccolo miracolo della fantasia. Il mio sguardo cade su frammenti di frasi lasciate qua e là che solo in futuro, dopo una lettura sistematica e attenta, otterranno il loro senso proprio. Sfoglio distrattamente pagina dopo pagina per lasciarmi avvolgere dal profumo d’antico e di passione di lettere d’inchiostro sapientemente intrecciate dalla penna dello scrittore. Mi lascio invadere dalle storie del protagonista e dalle esperienze dell’antagonista, cesellando dentro al mio pensiero un mondo finemente tratteggiato di particolari che danno vita a un perfetto microcosmo. E ripenso… Ripenso alle esperienze che ho vissuto e che ritrovo nelle pagine che sfoglio. E sogno… Sogno di essere altrove e altro-da-me, immaginando una vita diversa, la vita che vorrei.
Lungi da me il desiderio di prendere in mano la penna e di dar vita al mio personale microcosmo fantastico. Nulla di ciò che provo ad abbozzare mi sembra degno di assumere vita propria, allora strappo fogli su fogli di quaderno che cadono inevitabilmente ai miei piedi.
Passano le ore e il giardino si pennella dei colori del tramonto. Tutt’intorno, i rumori del quotidiano si fanno più deboli. Si accendono le luci delle case, le luci dei lampioni e raramente i fari delle automobili illuminano la strada a giorno.
Col libro sottobraccio, io e il mio fardello di sogni ci ritiriamo fra le nostre quattro mura: un bianco ghiaccio tutt’intorno che a volte, mio malgrado, riesce inevitabilmente a cancellare la voglia di lottare, di sperare e di sognare.
L’estate è arrivata ed io sfoglio riviste e siti internet in cerca di quel piccolo miracolo della fantasia che sappia restituirmi un sogno: il mio sogno… E un sorriso: il mio sorriso. Di miracoli ne ho trovati tanti, ma in realtà sto ancora cercando.
P. S. Ho fatto anche una pazzia oggi… Visto quanto mi piace leggere sotto il solleone ho creato un gruppo su aNobii chiamato “Libri sotto il solleone” nel quale segnalare romanzi per sognare, libri per pensare, libricini per ridere stando stesi sulla sdraio sotto le estive carezze di un sole cocente. Volete partecipare? Siete i benvenuti! Cliccate qui e segnalate, segnalate, segnalate!!






