C’è silenzio intorno. Intorno e dentro me. Il battito del mio cuore disegna una linea piatta, la mia testa si sente intontita e si rifiuta di articolare anche il più piccolo e spontaneo pensiero.
Avrei voglia di tutto – ridere, scherzare, sorridere, sperare – eppure non ho voglia più di niente. Solo di stare chiusa qui, immersa in un cielo nero circondato da pareti nere, in assoluto silenzio, ma un silenzio di quelli che non mi fa percepire nemmeno quel che ancora percepisco del battito del mio cuore.
E’ che volevo dimenticarmi di ieri. Volevo far passare questo giorno come se niente fosse. Volevo che tutti se ne dimenticassero, per dimenticare che il tempo passsa e più passa più sono ferma e non cammino verso un fantomatico domani. Volevo… Volevo… Ma in fondo non volevo. Perché io a queste cose un po’ ci tengo, anche se affermo sempre il contrario. Affermo il contrario e faccio la dura con la speranza di soffrire meno, ma non è così. Soffro. Soffro e pago. Pago il prezzo di scelte sbagliate, fatte sull’onda dell’impulsività con la sola idea di essere più forte rispetto a cose più grandi di me che non riesco, non posso combattere e vincere, e rispetto alle quali sento di non poter coinvolgere nessuno al di fuori di me. Cose di cui parlo più o meno distrattamente, e comunque delle quali continuo a conservare la più pesante essenza dentro me, nelle radici della mia anima… Perché nessuno ha il mio corpo, nessuno ha il mio passato, nessuno ha il mio presente e nessuno ha il futuro che aspetta me… Nessuno, per fortuna.
Mi pare di sentire nelle orecchie la fatidica frase che si dice in questi casi: “C’è chi sta peggio!”. Sì, sicuramente c’è, ma questa non è vita. Non lo è questo automatico ripetersi delle azioni quotidiane, non lo è questa mancanza di un barlume di futuro sereno, non lo è dover lottare ancora ogni singolo giorno per far capire a chi è al di fuori di me che in me non c’è solo un corpo sfatto, ma anche una persona che desidera vivere, amare, sorridere, parlare, ascoltare ed essere ascoltata.
Arriva sera. Mi guardo allo specchio. La vista annebbiata mi restituisce l’immagine di una larva della persona che sono: un vaso rotto, un meccanismo inceppato, un novello gobbo di Notre Dame del terzo millennio. Chiudo gli occhi cercando di trovare un po’ di pace per il mio cuore, ma dopo qualche secondo squilla il telefono. E’ sera inoltrata ormai… Chi sarà? Una voce… Quella voce. Quella di chi ammette non riuscire a guardarmi negli occhi, di non riuscire a parlarmi. Quella che non dice mai se si vergogna di me per ciò che sono o di se stessa per aver dato forma a un corpo come il mio. Ed è dura. Lo è, me ne rendo conto. E’ dura dire certe cose, ma è molto più dura sentirle. Più scorrono le parole, più davanti a me si dipinge una voragine di cui non riesco a vedere il fondo, e più frana la terra più resto sola sopra questa zolla di terra che rischia di cadere da un momento all’altro. Le mie orecchie non sentono più nulla se non una continua litania che si annoda qui, dentro e intorno alla mia debole anima.
Non volevo niente ieri. Volevo solo un abbraccio frettoloso e un altrettanto frettoloso augurio di buon compleanno. Mi bastava solo questo. Me lo sarei fatto bastare.
11 07 08
In sordina
Posted by Yaila under vita emotiva, vita quotidiana | Tag: al telefono, anima, compleanno, corpo, cuore, diversa abilità, dolore, me, scelte, specchio, speranza |[15] Comments
12 07 08 at 0:23
Io ti ho guardato dritta negli occhi e guardandoti avrei voluto farti i migliori auguri di buon compleanno, magari poterci stringere in un abbraccio dopo un un cocktail (perchè il vino non mi piace).
Cara Vale, ti voglio bene.
La tua amica Pia.
12 07 08 at 8:45
I problemi sono quelli di ieri ma nell’ultimo periodo ti sento più giù.. capisco che il ricordo del tempo che passa non aiuta ma anche se non vivo momenti felici e non ho nessuna prospettiva futura positiva in vista continuo a vivere augurandomi che domani sia migliore.. quindi scarica tutto il grigio dei tuoi pensieri nella scrittura e affronta la vita con quel sorriso che è difficile da fare.. magari così la vita si ricorderà di tanto in tanto di noi donandoci ancora attimi di felicità.. t’abbraccio forte e ti mando un grande bacio
13 07 08 at 13:57
Passo .. leggo e ti lascio un abbraccio .. così con molta semplicità!
Desidero anche farti gli auguri per questo tuo nuovo anno che è appena iniziato .. un’opportunità in più per poter vivere al meglio il grande dono della vita
Sorridi ..
13 07 08 at 20:47
Non posso che augurarti che questo nuovo anno ti porti un pò di serenità e di gioia. Solitamente se si è coerenti e concreti con se stessi (aldilà delle difficoltà) il sorriso prima o poi ricompare sul nostro volto. Vedrai che accadrà anche con te, cara Vale!
Un abbraccio forte!
Mick
14 07 08 at 19:01
mi dispiace aver letto solo ora…tantissimi auguri anche se in ritardo.
Ti abbraccio fortissimo
Rosaria
15 07 08 at 12:47
Ricorda * vivi in una Scacchiera
Un abbraccio al Cuore Tuo *
15 07 08 at 12:47
(*)
19 07 08 at 20:18
La vita è sempre è comunque un grande dono. Vivila
un abbraccio
20 07 08 at 17:11
Ti bastava un augurio, un abbraccio. te lo saresti fatto bastare. Quanta malinconia e quanta voglia di colmare quel vuoto. Un abbraccio:-) e una carezza…
21 07 08 at 3:28
é la prima volta che passo su questo sito! Complimenti innanzitutto perchè è difficile avere un sito blog!
In questo post leggo una profonda sensibilità!
Buon inizio di settimana!
24 07 08 at 23:06
Ho letto solo questo tuo post. Anche se parli di un momento negativo, ho l’impressione che provenga da una persona che è portata a vivere in pieno le emozioni e che si distingue dalle persone comuni… Sono certa che vivi intensamente anche i momenti belli e spero che si sia dissolto il buio di questo compleanno. Intanto complimenti per il modo in cui scrivi.
26 07 08 at 13:40
Ciao Vale, come stai? Ti mando un grande bacio e ti auguro un buon weekend
26 07 08 at 17:17
… ho letto, e non ho potuto fare a meno di rivedermi in quello che hai scritto
(…) questa non è vita. Non lo è questo automatico ripetersi delle azioni quotidiane, non lo è questa mancanza di un barlume di futuro sereno, (…)
… negli ultimi giorni ero convito di essere ben avviato sulla strada per stare meglio, poi capitano pomeriggi come questo, che distruggono tutto
26 07 08 at 18:12
…mi spiace nn esserme ricordata, hai ragione, a volte basta un abbraccio, e la delusione è forte e cocente quando ti rendi conto che nn c’è lo stesso sentire dall’altra parte…con infinito ritardo, ma col cuore, il mio augurio accompagnato da un forte abbraccio. Bru
29 07 08 at 18:08
un bacio