… E così è già trascorsa la prima giornata delle tanto attese ferie: ben tre settimane che nella quotidianità gireranno come vorrà il destino. Attendo senza troppa impazienza ciò che il destino ha deciso per me in questi caldi giorni estivi e intanto passo il tempo a riposare, leggere, pensare e scrivere. Nelle settimane successive al mio trentacinquesimo compleanno mi sono guardata spesso allo specchio e nel cuore, e ho fatto una promessa a me stessa: quella di iniziare da oggi a dedicare più tempo a me stessa, alla mia persona, al benessere della mia anima e del mio intero corpo; insomma, di essere un po’ più egoista e di mettere me stessa, l’amore per me e il mio equilibrio psichico avanti a qualsiasi persona o evento.
Ma non tutto è andato e va come vorrei. Parole non cercate che feriscono. Eventi inaspettati che sconvolgono. E un giorno in più che passa è un taglietto in più su questo mio giovane ma vecchio cuore. La voglia di lottare che c’è nella parte più profonda e nascosta del mio cuore, ma la forza di farlo che non c’è o è troppo debole, tanto da avere bisogno di sostegno.
Spesso sento un tale senso di soffocamento che è come se uscissi da me stessa e mi ritrovassi spettatrice inerme del mio annegamento in un mare in tempesta. Eppure so bene che la mia forza è lì, nascosta, latente, ma non viene fuori… Non viene fuori, accidenti! Impegno, forza e determinazione. Questo ci vorrebbe. Ma non basterebbe, credo. Ci vorrebbe la capacità e la possibilità di prendere in mano la mia vita e di agire, al di là di quello che potrebbero pensare, dire o fare questa o quell’altra persona a me vicina. E il fatto è che so, sono certa di esserne capace, ma non posso. Non adesso o forse sì, ma non da sola.
E allora grazie. Grazie a tutti gli amici vicini e lontani, reali e virtuali (e comunque per me profondamente reali), che mi stanno vicini in questo momento. A volte, quasi senza rendermene conto, ricevo tali e tanti abbracci di una grande intensità da togliermi il fiato. C’è chi mi vede arrivare al lavoro la mattina presto e mi chiede di bere un caffè insieme, e con la scusa di fare due chiacchiere davanti alla macchinetta ci si confessa le piccole e grandi paure di ogni giorno. C’è chi dopo una dura ed intensa giornata di lavoro ha un pensiero per me e fa squillare il mio cellulare in un momento inaspettato che diventa così un momento da ricordare. C’è chi raccoglie le mie lacrime dispensando sorrisi e tanta speranza che sento sempre più flebilmente dentro di me. C’è chi mi coinvolge nelle sue piccole e grandi gioie di ogni giorno condividendole con me, e c’è chi condivide con me le sue tensioni… Ma sempre con un sorriso.
Eppure ci sono cose che mi mancano, cose che non so chiedere, e non sono serena. Ogni tanto felice lo sono di sicuro, ma per brevi momenti. Serena no; non così. E forse non tutto dipende da me. O almeno non del tutto.
Cambierà?