Detesto le serate come questa, vigilie di notti insonni e foriere di giorni difficili da affrontare. Detesto sentirmi così impotente di fronte alla schiera di pseudo – processi e sommari giudizi che pullulano la vita quotidiana. Detesto ancor di più sentirmi inerme di fronte a una serie di dita puntate sulle mie mancanze piuttosto che sulle mie qualità. L’essenziale è invisibile agli occhi, dicono. Io credo che l’essenziale, ciò che è veramente importante, sia visibile soltanto all’anima; dove non c’è anima l’essenziale non può essere visto, e dove non c’è anima non credo di poterci essere io… Io che con la mia anima ho un rapporto ininterrotto ormai da anni, io che litigo di brutto con quella che da bambina immaginavo essere “un pezzo di burro semi-sciolto dentro al mio cuore”, io che per mille e più volte ne ho raccolto i cocci e che per mille e più volte ho cercato di riattaccare ad uno ad uno quegli infinitamente piccoli cocci, forse senza riuscirci mai pienamente. E’ una sera di piena solitudine nella quale desidererei tanto non essere sola e desidererei tanto, invece, ricevere un abbraccio pieno, totale e avvolgente, senza doverlo implorare. Eppure mi ritrovo a rispondere impersonalmente ai saluti, a staccare la spina del telefono di casa, ad aprire pagine e pagine di siti web, in realtà senza cercare e senza trovare alcunché. Rannicchiata in un angolo della mia stanza, non ho né il coraggio né la forza di chiamare nessuno solo per chiedere se e sentirmi dire che valgo realmente più di un 18 o di un 30, più di una E o di una A, che sono più importante per ciò che sono interiormente e per ciò che offro della mia anima piuttosto che per i risultati tangibili che riesco ad ottenere, probabilmente infimi rispetto all’impegno che invece credo di metterci per riuscire a raggiungerli. Ripercorro mentalmente e a grandi linee gli avvenimenti importanti della mia esistenza nei quali quello che ho sempre cercato di affrontare le cose “rendendo il dolore un punto di forza in tempeste di vento, cambiando i miei giorni” e “credendo ai miei sogni”… Perché voglio, disperatamente voglio, un mondo all’altezza dei miei sogni; un mondo che si accorga realmente di quella parte di me di fronte alla quale oggi è cieco, quella parte che a volte nascondo ed altre volte troppo mostro a chi in realtà non la merita.
… E continuo a vivere sospesa tra ciò che vorrei essere e ciò che sono. Tra ciò che ho dentro e ciò che invece mostro all’infuori di me. Tra ciò che gli altri vedono e ciò che invece io vorrei riuscissero a vedere di me.
[In sottofondo “Vivo sospesa” di Nathalie... Clicca sul titolo per sentire la canzone e vedere il video ufficiale]
Mi sono ritrovato in ogni singola parole ed è assurdo. Mi vengono i brividi, ma dalla felicità. Allora non sono solo in un mondo sordo e così distante da me. Non sono l’unicio a sentirmi come un pesce fuori dall’acqua. Forse allora non è sbagliato volere vivere una vita fatta dei propri sogni e potersi svegliare ogni mattina con quella magia che solo le anime sanno tessere. Non sono solo in questa battaglia. Esistono altre anime che combattono che ancora credono e osano sognare nonostante l’indifferenza del tempo gli strappi le ali ogni volta. Non sono solo…
Questo è un inizio per continuare con più forza nella ricerca dei miei sogni!
Beh… Mi viene da sorridere all’idea che hai avuto i brividi di felicità nel leggermi perché in realtà non sto passando un periodo molto felice. Piuttosto, è un periodo molto duro e difficile. Comunque capisco cosa vuoi dire: parli di condivisione del dolore, come potrebbe esserlo della gioia. Ti svelo un segreto: non sei solo! Non lo sei mai stato in realtà, e nemmeno io. … Perché non siamo soli, credimi, non lo siamo affatto.
Leggendo di te…ho letto anche di me….
Mia cara… sono sicura che saprai trovare presto le tue conferme… e non negli altri… e un 18 per qualcuno è un 30 e lode per altri! ;-)))
un abbraccio!