Mi trema la terra sotto i piedi. Proprio adesso, qui ed ora, a due esami dalla laurea e con un nuovo corso di traduzione in partenza. Mi trema la terra sotto i piedi di fronte a una vita fatta di pochissime certezze, di fronte a un presente pieno di interrogativi e ad un’idea di futuro nebuloso, incerto e per lunghi tratti solitario e buio… Forse per tutta la vita. Mi trema la terra sotto i piedi se penso che potrei non riuscire mai a realizzare i miei sogni di una nuova realtà lavorativa, più vivace e multicolore di quella attuale e soprattutto maggiormente basata sulle mie grandi passioni: le lingue straniere, la scrittura, la letteratura, l’editoria e simili. Mi rende triste pensare di non riuscire a reinventare la mia vita, potendo un giorno fare quello che realmente voglio fare per quel che concerne la mia attività lavorativa. Quel che è più triste, però, è che mi trema la terra sotto i piedi quando penso a quello che ho costruito emotivamente ed affettivamente nella mia vita, a quello che ho già perso in questi ultimi mesi e a quello che potrei ancor più perdere in futuro, lasciandomi sola con una clessidra tra le mani ad osservare il tempo che passa e non torna, quando la vita si fa ricordo, quando le emozioni e le sensazioni passate si ibernano dentro fino ad anestetizzarti l’anima, fino a farti vivere una vita trascinata avanti con fatica, senza poter lottare per il futuro, ma nel rimpianto di quel che poteva essere e non è stato, di quel che si poteva fare e non si è fatto, ma soprattutto senza più un’emozione da sentir scorrere violentemente nelle vene. Temo di perdere le persone che ci sono state, che ci sono, che ci saranno e che ci potevano essere, sapendo che perdendo loro perderò anche me.
Ho paura.
Ho paura che questa terra che mi trema sotto i piedi si trasformi in terremoto, in uno tsunami insopportabile e… Non-sono-pronta… No! Non-sono-pronta. [E intanto ogni tanto mi chiudo come in un bozzolo, ma il mondo sembra non accorgersene.]
E’ vero, la vita va avanti comunque, anche quando ci si nasconde, quando si soffre, quando si cerca rifugio, ma io credo sia una benedizione che ti costringe ad andare avanti, una piccola spinta a non mollare… Mi ritrovo molto nelle cose che hai scritto, forse stiamo vivendo un periodo simile e quindi mi sento di dirti ciò che mi ripeto spesso negli ultimi giorni, con l’intento che possa esserti di consolazione come per me adesso: “non puoi perdere ciò che ti appartiene, quindi ciò che si allontana dalla tua orbita non ti è mai appartenuto”. Ti abbraccio forte :-)
hai scritto di te…ma in alcuni tratti ho letto di me..
un abbraccio!
Mi piace moltissimo il tuo modo di scrivere! metto il tuo blog in google reader ^__^