Impugno la penna per scrivere su un foglio immacolato, ma i pensieri che fino a un secondo prima si intrecciavano nella mia testa ora fuggono come rincorsi da un vento di tempesta. E resto immobile cercando di lasciarmi andare alle emozioni e ai pensieri, ma tutto si ferma lì, tra stomaco e cuore, in uno spazio angusto riempito di tutti i miei pensieri, di tute le mie emozioni, di tutta la mia gioia e di tutto il mio dolore
… e fa male…
ma per quanto io mi sforzi, anche quando finalmente dalla mente fluisce qualcosa verso la mia mano che impugna la penna, questa non scrive. Si rifiuta di scrivere.
Forse non so più scrivere!
No, non è questo… O non è solo questo.
… E’ che mi devo proteggere dai miei pensieri, dai miei sogni, dalle mie speranze, dalle mie passioni, dalle mie emozioni; da questo dolore che mi sta soffocando e non riesco a spiegare, e non voglio nemmeno provare a farlo. Non voglio sentirmi fragile di fronte a niente e a nessuno, soprattutto di fronte a chi può non capirla o fare della mia fragilità la sua forza.
Nascondo il quaderno e la penna nell’angolo più buio della mia stanza per non farmi prendere dall’irrefrenabile desiderio di scrivere. Non c’è niente di peggio che voler fare una cosa e non riuscire a farla.
… E continuo a scrivere nella mia testa la storia per me più bella: la mia storia. Solo che le storie più belle non si avverano mai, perché fan parte solo del mondo dei sogni.