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		<title>Yaila</title>
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		<title>Malinconia</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 08:19:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yaila</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un silenzio
fatto di mille parole
aggrovigliate nel cuore
mentre la nebbia
lambisce la pelle.
Posted in miei scritti, vita emotiva Tagged: cuore, emozioni, malinconia, me, nebbia, parole, pelle, sensazioni, silenzio      <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=yaila.wordpress.com&blog=1813972&post=333&subd=yaila&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Un silenzio<br />
fatto di mille parole<br />
aggrovigliate nel cuore<br />
mentre la nebbia<br />
lambisce la pelle.</p>
Posted in miei scritti, vita emotiva Tagged: cuore, emozioni, malinconia, me, nebbia, parole, pelle, sensazioni, silenzio <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/yaila.wordpress.com/333/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/yaila.wordpress.com/333/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/yaila.wordpress.com/333/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/yaila.wordpress.com/333/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/yaila.wordpress.com/333/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/yaila.wordpress.com/333/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/yaila.wordpress.com/333/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/yaila.wordpress.com/333/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/yaila.wordpress.com/333/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/yaila.wordpress.com/333/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=yaila.wordpress.com&blog=1813972&post=333&subd=yaila&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Tatuaggi? No, grazie! Però&#8230; [Intorno alle mie fobie]</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 10:50:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yaila</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Poche persone sanno che, accanto alle più normali paure, soffro di un&#8217;assoluta e incontrollabile fobia per gli aghi. Fortunatamente non capita spesso, ma quando capita mi sento assolutamente svenire alla sola idea di dovermi sottoporre, entro pochi minuti o addirittura il giorno successivo, a un prelievo o di dover fare una puntura o una flebo. Quando quel momento implacabilmente arriva mi faccio tanta forza, chiudo gli occhi oppure mi impongo di guardare altrove e cerco di pensare ad altro mentre – chi deve – fa il suo lavoro. Nella totalità dei casi cerco di pensare che non è niente, è tutta questione di un attimo, che “è per il mio bene”, ma questo poco aiuta. Domina in me, invece, la consapevolezza e l&#8217;orgoglio di essere una persona adulta che non deve temere queste piccolezze, ma&#8230; Non è semplice! No, non lo è affatto! In cuor mio so bene che questa mia fobia è data da reminescenze infantili, di qualcosa che forse all&#8217;epoca non capivo perfettamente, ma che si è talmente radicata dentro di me al punto da influire in maniera determinante su alcuni miei atteggiamenti del presente. Nonostante tutto, però, a volte mi rendo conto di accantonare totalmente questa mia paura di fronte al desiderio più futile che io abbia mai avuto, e cioè farmi un tatuaggio. A fasi alterne, o perché se ne parla in tv/nel web o magari perché mi capita di vederlo dipinto su una parte del corpo di qualcuno a cui sta particolarmente bene, mi faccio prendere dalla voglia di recarmi presso lo studio di un tatuatore e farmi imprimere sull&#8217;avambraccio quel simbolo di me stessa che farà parte di me per tutta la vita. C&#8217;è un fatto però, e non di poco conto: non l&#8217;ho ancora fatto e sono assolutamente sicura che mai lo farò, e questo principalmente a causa della mia incontrollabile e incontenibile fobia, ma anche a causa di tutta una serie di timori e di paure che mi porto dentro. E (che faccio) se poi gli strumenti non sono disinfettati a dovere? E (che fare) se mi stancassi di ciò che mi faccio tatuare e volessi toglierlo? A 50, 60, 70 anni – età alle quali mi auguro vivamente di arrivare – avrò mai l&#8217;indole di “indossare” quel piccolo disegnino con la massima naturalezza? Sono domande alle quali probabilmente una risposta c&#8217;è, ma per le quali io non la trovo, o almeno so di non trovare io per me stessa una ragione valida per stendermi su quel lettino e accantonare per qualche tempo la mia fobia per gli aghi. Non mi vedo proprio, a 70 anni e più, in qualità di nonna-sprint dotata di tatoo sull&#8217;avambraccio! Alla sola idea scoppio a ridere!</p>
<p style="text-align:justify;">Ma quale tatuaggio? Ci ho pensato spesso e sono giunta alla conclusione che l&#8217;unica cosa che potrei tatuarmi addosso non è rappresentata né dal mio nome [troppo egocentrismo...], né dal nome della persona che amo [e se poi non dura per sempre, anche se tutti in cuor nostro ci auguriamo che sia così?], né da un disegnino qualunque tanto perché mi piace. La sola cosa che mi tatuerei è rappresentata da ciò che io considero un simbolo di ciò che sono, della mia vita e di ciò che auguro a me stessa per il mio futuro: una <a href="http://www.tattootribes.com/index.php?idinfo=542" target="_blank">fenice stilizzata</a>, simbolo di eternità e di rinascita. Così come la la fenice muore nel fuoco per poi rinascere dalle sue stesse ceneri, tante volte nella vita io mi son trovata ad affrontare esperienze difficili e dure, ma ne sono sempre uscita più forte e più &#8220;forgiata&#8221; di prima, anche se inizialmente a pezzi e malandata com&#8217;è normale e probabilmente giusto che sia. Rinascere sempre più forte e più positiva di prima: ecco quello che mi auguro per la mia vita e per il mio futuro, anche se so in partenza che è più facile a dirsi che a farsi. In fondo in fondo che cos&#8217;è per me la fenice se non una segreta speranza che custodisco da sempre nel mio cuore e che talvolta cerco di esprimere nel quotidiano della mia vita?</p>
<p style="text-align:justify;">E voi cosa vi tatuereste, o cosa vi siete tatuati e perché?</p>
Posted in vita quotidiana Tagged: ago, araba fenice, avambraccio, fenice, flebo, fobia, futuro, me, paura, presente, puntura, simbolo, tatoo, tatuaggio, vita <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/yaila.wordpress.com/324/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/yaila.wordpress.com/324/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/yaila.wordpress.com/324/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/yaila.wordpress.com/324/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/yaila.wordpress.com/324/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/yaila.wordpress.com/324/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/yaila.wordpress.com/324/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/yaila.wordpress.com/324/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/yaila.wordpress.com/324/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/yaila.wordpress.com/324/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=yaila.wordpress.com&blog=1813972&post=324&subd=yaila&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Io non piango mai</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 17:42:52 +0000</pubDate>
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E&#8217; un periodo difficile, pieno di timori, di paure e di solitudine. Ed è solitudine nonostante tutto, nonostante che tanti amici e familiari attorno a me facciano costantemente il possibile per farmi sorridere, pensare positivo e tenermi alto il morale. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=yaila.wordpress.com&blog=1813972&post=319&subd=yaila&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Io non piango mai. E allora cosa sono queste gocce silenziose che mi rigano il viso?<br />
E&#8217; un periodo difficile, pieno di timori, di paure e di solitudine. Ed è solitudine nonostante tutto, nonostante che tanti amici e familiari attorno a me facciano costantemente il possibile per farmi sorridere, pensare positivo e tenermi alto il morale. E&#8217; solitudine anche quando Topo Gigio mi strappa un sorriso chiedendomi se ho la febbre e se mi sono lavata bene le mani, allietando così quei brevissimi momenti in cui possiamo  stare al telefono, tra la cena delle 18.15 e le visite dei parenti che iniziano alle 19.00.<br />
Io non piango mai, eppure mi dicono che le macchine attorno a me sembrano affermare che il mio cuore batte tanto e tanto veloce&#8230; Ma intanto io non piango mai, perché lo so già: andrà tutto bene.<br />
Io non piango mai, eppure mi sento stringere il cuore quando provo ad alzarmi da questo maledetto letto che è diventato in pochi giorni la tomba della mia indipendenza. Provo ad alzarmi, ma non ci riesco, e rischio più volte di cadere davanti a me come un peso morto.<br />
Io non piango mai, ma mi sento cuocere la fronte per questa febbre che non mi dà modo di pensare, di ragionare, di parlare con un minimo di raziocinio.<br />
Io non piango mai, ma oggi mi alzo e soffro un mare di fatica per una cosa che prima sembrava tanto semplice e invece adesso è diventata così complicata. Dicono che sarà così solo per pochi giorni e io ci credo.<br />
Io non piango mai.<br />
No, io non piango proprio mai. Sono forte e determinata per tutto quello in cui credo e a cui tengo veramente tanto.</p>
<p style="text-align:justify;">Eppure stasera mi ritrovo davanti allo specchio, mentre sono al telefono, a piangere tutte le lacrime di paura e di smarrimento che finora non ho mai pianto. Piango e mi rendo conto che per la prima volta in vita mia posso farlo guardandomi allo specchio che ho di fronte, senza frenare i singhiozzi, senza nascondere la paura e la tensione che per tanti e tanti giorni si è impossessata del mio cuore. Piango e il cuore si solleva mentre mi sento abbracciare forte dall&#8217;altro capo del telefono. Ad un tratto i singhiozzi e le lacrime si placano. Dopo la tempesta torna il sereno fuori e dentro di me.</p>
<p style="text-align:justify;">No, non è vero che io non piango mai. Piango poco e, se lo faccio, piango solo ed esclusivamente da sola oppure di fronte a una persona di cui mi fido veramente tanto e di fronte alla quale non ho timore a mostrare le tensioni che mi spaccano l&#8217;anima, le mie debolezze o le mie paure.</p>
<p style="text-align:justify;">Oggi ho pianto e non me ne vergogno affatto.</p>
Posted in vita emotiva, vita quotidiana Tagged: amicizia, amore, cuore, debolezza, famiglia, febbre, forza, indipendenza, io, lacrime, mani, paura, piangere, solitudine, sorriso, telefono, topo gigio <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/yaila.wordpress.com/319/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/yaila.wordpress.com/319/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/yaila.wordpress.com/319/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/yaila.wordpress.com/319/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/yaila.wordpress.com/319/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/yaila.wordpress.com/319/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/yaila.wordpress.com/319/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/yaila.wordpress.com/319/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/yaila.wordpress.com/319/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/yaila.wordpress.com/319/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=yaila.wordpress.com&blog=1813972&post=319&subd=yaila&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Il telefonino</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Oct 2009 21:11:37 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">E&#8217; una notte nera e piena di nuvole. Da lontano arrivano le allegre note di un&#8217;orchestrina jazz, ma subito il vento le trascina via per fare spazio ad un alone di silenzio che si posa leggero sulle mie spalle e sulla mia mente. E&#8217; un silenzio pieno di ricordi per quello che è stato, di speranze per quello che sarà, di paure per quello che è. Tengo gli occhi chiusi, quasi a cercare nel silenzio una voce, quella voce che mi dia speranza, forza e soprattutto il coraggio che in qualche momento mi viene a mancare. Fra le mani stringo un telefonino cellulare e un piccolo rosario, come a voler mettermi disperatamente in contatto con quel Destino che ascolta, sa e può tutto. In un certo senso è come se cercassi la risposta a quello che sarà domani, per non fare scelte sbagliate oggi&#8230; E per non avere paura. Mi attacco alle mie speranze e ai sogni che coltivo naturalmente fin da bambina per ripetermi che devo avere fiducia, che c&#8217;è chi mi ascolta e non deluderà né i miei desideri né le mie aspettative. E&#8217; strano come in un momento come questo io mi renda conto di non avere quella grande pazienza che tante volte mi accompagna nella vita&#8230; Ma è solo paura; una paura lenita dall&#8217;abbraccio di Colui che sa e può tutto e dai tanti abbracci di coloro che mi stanno accanto ogni giorno, da vicino e soprattutto da lontano, e che tenendomi per mano attraversano assieme a me il momento forse più duro della mia vita fino ad oggi. La paura di affrontare tutto questo e il forte desiderio di affrontarlo per poter finalmente trovare un po&#8217; di serenità spaccano la mia anima attraverso una voragine che provo a colmare con la forza di volontà e con tanti pensieri positivi per quello che sarà il domani. In fondo questa è solo una delle piccole e grandi prove che la vita mi ha messo di fronte. Squilla il telefonino. … E&#8217; la vita che mi chiama.</p>
Posted in vita emotiva, vita quotidiana Tagged: abbraccio, aspettative, coraggio, desideri, destino, forza, mente, musica, notte, paura, positività, ricordi, rosario, silenzio, sogno, speranza, squillo, telefonino, vento, vita, voce, volontà <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/yaila.wordpress.com/317/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/yaila.wordpress.com/317/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/yaila.wordpress.com/317/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/yaila.wordpress.com/317/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/yaila.wordpress.com/317/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/yaila.wordpress.com/317/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/yaila.wordpress.com/317/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/yaila.wordpress.com/317/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/yaila.wordpress.com/317/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/yaila.wordpress.com/317/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=yaila.wordpress.com&blog=1813972&post=317&subd=yaila&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Egoismo</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Sep 2009 22:48:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ciao specchio, quanto tempo! Ne è passata d&#8217;acqua sotto i ponti dal giorno in cui abbiamo parlato insieme l&#8217;ultima volta! Come stai?&#8230; Come sto? Bene dai, tutto sommato bene&#8230; A parte&#8230; qui. No, non è per quello che sono così gonfia&#8230; Magari! Ma no, non è per quello che pensi&#8230; Sì, magari un giorno accadrà, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=yaila.wordpress.com&blog=1813972&post=313&subd=yaila&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Ciao specchio, quanto tempo! Ne è passata d&#8217;acqua sotto i ponti dal giorno in cui abbiamo parlato insieme l&#8217;ultima volta! Come stai?&#8230; Come sto? Bene dai, tutto sommato bene&#8230; A parte&#8230; qui. No, non è per quello che sono così gonfia&#8230; Magari! Ma no, non è per quello che pensi&#8230; Sì, magari un giorno accadrà, ma adesso devo concentrarmi su me stessa e sul mio benessere. Come mi dice sempre qualcuno, devo pensare a me stessa ed essere un po&#8217;&#8230; Egoista. E questo qualcuno ha ragione, accidenti se ha ragione! Tanto avrò sempre un pensiero per qualcosa e qualcuno al di fuori di me stessa; l&#8217;egoismo non fa proprio parte del mio carattere, ma se ne avessi un po&#8217; forse&#8230;<br />
Accidenti, ma quanto son gonfia specchio mio!<br />
Egoista. Questo dovrei essere, almeno un po&#8217;. Ma&#8230; Uhmm&#8230; Non lo sono forse già?<br />
Eh sì dai, lo sono, ammettilo e NON&#8230; Ripeto&#8230; NON&#8230; Negarlo! Non si è forse egoisti quando non si vede nient&#8217;altro che la realizzazione del proprio sogno più intimo, privato e sincero, al punto da non capire che è Qualcun altro che decide cosa sarà della nostra vita e che la nostra vita potrebbe andare diversamente da come la immaginiamo e la desidereremmo? Non si è forse egoisti quando ci si ostina a dire che non si concepisce il proseguimento della propria vita nel momento in cui quel desiderio tanto agognato non si realizza, senza pensare alle persone che ci sono vicine e ci vogliono veramente bene? Ho pensato tante volte a quale sarebbe la mia reazione se fossi io a sentirmi dire una cosa simile. Sicuramente capirei, all&#8217;inizio probabilmente capirei, ma poi?<br />
La vita di chi c&#8217;è, ora è qui, è più importante di qualsiasi desiderio, di qualsiasi speranza o di qualsiasi caparbietà che solo Dio può decidere se deve realizzarsi o meno. Ed ha enorme importanza e infinita dignità quali che siano le condizioni in cui viviamo, anche quando queste condizioni peggiorano nel tempo fino a vederci strappare una parte di noi e della nostra indipendenza.<br />
Da un lato non posso proprio concepire che una persona a me cara possa pensare di porre termine alla propria vita se un evento fortuito le togliesse l&#8217;autonomia o la rendesse diversa da com&#8217;era prima di quell&#8217;evento. La vita va vissuta fino in fondo nonostante tutto, con tutte le gioie e i dolori che ne conseguono; per quanto immensi e devastanti questi possano essere si tratta comunque di una vita, una vita degna di essere vissuta. Dall&#8217;altro&#8230; Beh&#8230; Dall&#8217;altro lato, come faccio a far comprendere a chi mi è vicino che, se un evento fortuito mi togliesse ancor più autonomia di quanta io ne abbia adesso, non vorrei mai continuare a sopravvivere sentendomi un peso per chi mi sta vicino? E come faccio a far capire a chi mi è vicino che non avrei dubbi nel rinunciare alla mia vita se da questa rinuncia dipendesse la vita di un altro essere umano che in qualche modo è parte di me?</p>
<p style="text-align:justify;">E&#8217; egoismo questo?</p>
Posted in vita emotiva Tagged: amicizia, amore, benessere, destino, Dio, dolore, egoismo, famiglia, futuro, gioia, incidente, io, me, presente, specchio, vita <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/yaila.wordpress.com/313/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/yaila.wordpress.com/313/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/yaila.wordpress.com/313/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/yaila.wordpress.com/313/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/yaila.wordpress.com/313/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/yaila.wordpress.com/313/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/yaila.wordpress.com/313/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/yaila.wordpress.com/313/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/yaila.wordpress.com/313/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/yaila.wordpress.com/313/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=yaila.wordpress.com&blog=1813972&post=313&subd=yaila&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Ritorno a &#8220;La casa sul lago del tempo&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Sep 2009 16:51:56 +0000</pubDate>
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Dopo più di tre anni dalla prima volta, ieri sera ho rivisto il film &#8220;La casa sul lago del tempo&#8221;. Tre anni, soli tre anni, ma mi sono resa conto di quanto la mia vita sia cambiata, di quanto io sia cambiata in questi anni.
Luoghi diversi, tempi diversi, vite diverse.
Eppure se è destino tutto accade; [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=yaila.wordpress.com&blog=1813972&post=304&subd=yaila&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">Dopo più di tre anni dalla prima volta, ieri sera ho rivisto il film <a href="../2006/06/25/la-casa-sul-lago-del-tempo/" target="_blank">&#8220;La casa sul lago del tempo&#8221;</a>. Tre anni, soli tre anni, ma mi sono resa conto di quanto la mia vita sia cambiata, di quanto io sia cambiata in questi anni.</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">Luoghi diversi, tempi diversi, vite diverse.</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">Eppure se è destino tutto accade; perché l&#8217;Amore, in quanto sentimento e in quanto intensità del sentimento stesso, non ha regole, o almeno ha regole tutte sue, non pienamente comprensibili dalla pochezza delle persone umane che noi siamo. E&#8217; l&#8217;ardore e la forza di questo sentimento a guidare i nostri pensieri, le nostre azioni e le nostre emozioni&#8230; E non dobbiamo, non dovremmo, temere di lasciarci guidare.</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="center">“<em>Ti amo. Mi ci è voluto tutto questo tempo per dirtelo, ma ti amo.” </em>[citazione dal film]<em><br />
</em></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">Perché non importa quanto tempo bisogna aspettare. Importa chi aspetti e quanto importante la persona che aspetti sia per te. Importa sentirsi vivi quando incontri, anche solo per un attimo, quella persona che sa riempirti il cuore, o interagisci con lei anche solo con poche righe scritte  e spedite in qualche modo da lontano. Importa l&#8217;intensità dei sentimenti. Importa credere che quando si ama le cose che ci sembrano più assurde ed impensabili, ma che più desideriamo, prima o poi accadono. Perché è scritto. E se è scritto&#8230; Prima o poi accadrà. Anche quello che fino a prima, quando non respiravamo realmente l&#8217;Amore, ci sembrava impossibile.</p>
Posted in vita emotiva, vita quotidiana Tagged: amore, cambiare, casa, cuore, futuro, lago, me, presente, tempo, tu, viaggio, vita <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/yaila.wordpress.com/304/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/yaila.wordpress.com/304/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/yaila.wordpress.com/304/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/yaila.wordpress.com/304/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/yaila.wordpress.com/304/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/yaila.wordpress.com/304/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/yaila.wordpress.com/304/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/yaila.wordpress.com/304/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/yaila.wordpress.com/304/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/yaila.wordpress.com/304/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=yaila.wordpress.com&blog=1813972&post=304&subd=yaila&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>La corsa</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Jun 2009 21:39:24 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Occhi cerchiati di scuro si riflettono nello specchietto retrovisore dell&#8217;auto che corre. E corro io. Corro incontro ai miei sogni e desideri facendo ogni giorno un passetto in più perché questi miei sogni e desideri diventino &#8211; prima o poi &#8211; reali. Corro incontro alla quotidianità della vita come una bambina che scorge da lontano il carrettino dello zucchero filato e corre, corre, corre per potersi tuffare in una dolce e candida nuvola, corre e sorride assaporando di già quel momento di gioia semplice che ai suoi occhi diventa infinita. Perché è nelle piccole semplici gioie di ogni giorno che si nasconde quella serenità che in realtà è la vera felicità&#8230; La felicità più autentica.<br />
Un peso infinitamente grande mi tiene ancorata alla vita quotidiana, ed è un peso sempre più grande. E&#8217; un dolore sordo ai miei desideri e ai miei sogni che si fa sentire in me sempre più prepotentemente, ma che cerco di contrastare con forza ogni momento, con una debole carezza sul ventre e una decisa promessa urlata allo specchietto retrovisore dal quale spunta lo sguardo perfido e sprezzante di quel dolore che vorrebbe fagocitarmi e annientarmi. Non mi avrai e non avrai mai i miei desideri solo per te! Lotterò. Anche quando sarò così stanca da non poterne più&#8230; Lotterò. Sarò capace di rialzarmi anche quando tenterai di spingermi nel precipizio con tutte le tue forze, perché la forza dei miei sogni sarà sempre e comunque più grande e più forte di te. Ti sconfiggerò perché sono convinta di poterlo fare, perché i miei sogni e i miei desideri sono più forti di questo dolore che hai voluto ancorare dentro di me. Sì, ti annienterò credimi! Lo farò con la forza che impera dentro di me e con l&#8217;aiuto di chi mi tiene per mano per infondermi la sua forza quando la mia mi manca un po&#8217;.<br />
E forse ancora per mano ci sarà data la possibilità di correre insieme per raggiungere la felicità, ma la felicità più autentica: quella delle piccole cose, quella che ti fa dire grazie di essere qui ed ora, in questo preciso istante, accanto a te; e ancora: quella che ti fa dire grazie, grazie di essere viva, pienamente viva.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:right;">&#8220;Amare significa comunicare con l’altro e scoprire in lui una particella di Dio.&#8221; (P. Coelho)</p>
Posted in scritti altrui, vita emotiva, vita quotidiana Tagged: amore, auto, dolore, felicità, forza, lotta, mani, me, peso, serenità, stanchezza, vita <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/yaila.wordpress.com/301/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/yaila.wordpress.com/301/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/yaila.wordpress.com/301/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/yaila.wordpress.com/301/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/yaila.wordpress.com/301/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/yaila.wordpress.com/301/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/yaila.wordpress.com/301/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/yaila.wordpress.com/301/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/yaila.wordpress.com/301/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/yaila.wordpress.com/301/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=yaila.wordpress.com&blog=1813972&post=301&subd=yaila&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>La lotta</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Mar 2009 23:03:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Gli ancor deboli raggi di sole di una domenica di marzo si tuffano sul mio cappuccino ancora fumante. Sulla superficie della bevanda, il cucchiaino disegna ripetutamente un cuore di panna di latte che un attimo dopo annega nel caffè. C&#8217;è profumo di biscotti, di crostata alla frutta appena sfornata. Sorso dopo sorso, il mondo intorno [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=yaila.wordpress.com&blog=1813972&post=299&subd=yaila&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Gli ancor deboli raggi di sole di una domenica di marzo si tuffano sul mio cappuccino ancora fumante. Sulla superficie della bevanda, il cucchiaino disegna ripetutamente un cuore di panna di latte che un attimo dopo annega nel caffè. C&#8217;è profumo di biscotti, di crostata alla frutta appena sfornata. Sorso dopo sorso, il mondo intorno prende vita.  In lontananza si odono i suoni continui e ritmati degli attrezzi dei contadini. Più vicino qualche automobile sfreccia troppo velocemente per la strada, rompendo la quiete di questo mattino di fine inverno. Vago silenziosa di stanza in stanza. C&#8217;è solo la mia ombra a tenermi compagnia in questa casa vuota. Mi osserva beffarda dagli specchi degli armadi, dall&#8217;acciaio della cucina e del frigorifero. Mi osserva e perlopiù mi rimprovera. Mi osserva e si dispiace, finché ad un tratto fa una smorfia che è un muto grido di dolore: mi guarda impaurita mentre un&#8217;immensa campana di vetro mi cade addosso, avvolgendomi.  Lo stupore lascia subito il passo alla lotta, un&#8217;estenuante battaglia contro quella prigione di vetro per liberarmi dalla sua costrizione, dalla mancanza d&#8217;aria&#8230; Per tornare a respirare, per tornare a vivere, o forse per incominciare a farlo.  La casa si riempie nuovamente di persone che conosco, ma che non riconosco; che mi guardano, ma che in realtà non mi vedono; che mi conoscono, ma che in realtà non hanno mai capito chi e cosa sono. Urlo, mi dimeno, lotto, scatto, sbatto qua e là con l&#8217;unico fine di rompere anche solo minimamente quest&#8217;immensa lastra di vetro. Cerco qualcosa che mi permetta di farlo, ma non basta un cucchiaino, non basta una tazzina, non bastano né un pugno né una gomitata. Cado a terra, inerme, sfiduciata, stanca. Mi assopisco per non so quanto tempo. Al risveglio tutto è come prima attorno a me, ma sono proprio io a non sentirmi più come prima. C&#8217;è una nuova forza in me, una luce sfavillante, un fuoco ardente che si fanno strada nella mia mente e nel mio cuore, alimentando la mia forza di volontà nel raggiungere i miei obiettivi e nel trovare la vera felicità nella serenità di ogni mio singolo futuro giorno. L&#8217;ansimare affannoso di qualche minuto prima lascia spazio ad un respiro forte e solo a tratti irregolare.  Prima o poi imparerò a respirare.</p>
Posted in vita emotiva, vita quotidiana Tagged: amore, campana, cappuccino, casa, colazione, cucchiaino, dolore, famiglia, forza, inverno, lotta, mattino, me, ombra, primavera, respiro, serenità, smorfia, vetro, volontà <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/yaila.wordpress.com/299/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/yaila.wordpress.com/299/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/yaila.wordpress.com/299/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/yaila.wordpress.com/299/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/yaila.wordpress.com/299/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/yaila.wordpress.com/299/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/yaila.wordpress.com/299/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/yaila.wordpress.com/299/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/yaila.wordpress.com/299/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/yaila.wordpress.com/299/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=yaila.wordpress.com&blog=1813972&post=299&subd=yaila&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Guido piano</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Feb 2009 16:25:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Guido piano, le spalle rivolte all&#8217;immensa palla rosso fuoco che illumina la mia strada. Guido piano, le mani a stringere forte il volante di un&#8217;auto con la quale ho imparato a macinare chilometri su chilometri. Guido piano, solitudine in mezzo tante solitudini di persone che in questo venerdì sera si avviano verso casa. Guido piano [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=yaila.wordpress.com&blog=1813972&post=294&subd=yaila&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Guido piano, le spalle rivolte all&#8217;immensa palla rosso fuoco che illumina la mia strada. Guido piano, le mani a stringere forte il volante di un&#8217;auto con la quale ho imparato a macinare chilometri su chilometri. Guido piano, solitudine in mezzo tante solitudini di persone che in questo venerdì sera si avviano verso casa. Guido piano nel silenzio di quest&#8217;abitacolo. Solitudine e silenzio. Solitudine che non è solitudine. Silenzio che non è silenzio.<br />
&#8230;Perché c&#8217;è un pupazzetto seduto qui accanto a ricordarmi che che qualcuno è sempre con me, in ogni mio sguardo, in ogni mio sorriso, in ogni mio gesto, in ogni mia emozione, in ogni mia lacrima, in ogni mia risata. C&#8217;è, ed è qui accanto a me, anche se posso solo assaporare il ricordo del suo sguardo e dell&#8217;emozione di un suo abbraccio. Questa momentanea assenza diventa presenza costante in ogni attimo delle mie lunghe giornate piene di impegni da onorare, di posti in cui andare, di cose da costuire, di progetti nei quali credere e per i quali lottare. Ed è così che questo silenzio si riempie di parole dette sottovoce, di promesse silenziose, di speranze che urlano forte dentro al cuore, di paure e di timori che tolgono il fiato, di progetti per i quali continuare a lottare con costanza e determinazione.<br />
Guido piano e in questo lungo viaggio mi accompagna la presenza di noi, il suono delle nostre voci e il sapore delle nostre mille e più  promesse che si incrociano l&#8217;una all&#8217;altra. Guido piano senza chiedermi cosa sarà domani, ma sapendo cos&#8217;è oggi: io e la mia cena a metà, io e il mio cuscino da stringere forte, io e questo letto freddo; con tante speranze da coltivare, tanti sogni per i quali lottare fino allo sfinimento e l&#8217;immagine di noi sempre presente nel mio cuore, nella mia mente, nelle mie parole e nei miei gesti di ogni giorno.</p>
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		<title>My Valentine&#8217;s Day</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Feb 2009 11:58:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yaila</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;&#8230;But don&#8217;t change your hair for me
not if you care for me
stay little Valentine stay
each day is Valentine&#8217;s Day.&#8221;
post con dedica
Posted in scritti altrui, vita emotiva, vita quotidiana Tagged: amore, me, san valentino, tu      <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=yaila.wordpress.com&blog=1813972&post=285&subd=yaila&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>&#8220;&#8230;But don&#8217;t change your hair for me<br />
not if you care for me<br />
stay little Valentine stay<br />
each day is Valentine&#8217;s Day.&#8221;</p>
<p style="text-align:right;"><em>post con dedica</em></p>
Posted in scritti altrui, vita emotiva, vita quotidiana Tagged: amore, me, san valentino, tu <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/yaila.wordpress.com/285/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/yaila.wordpress.com/285/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/yaila.wordpress.com/285/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/yaila.wordpress.com/285/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/yaila.wordpress.com/285/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/yaila.wordpress.com/285/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/yaila.wordpress.com/285/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/yaila.wordpress.com/285/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/yaila.wordpress.com/285/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/yaila.wordpress.com/285/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=yaila.wordpress.com&blog=1813972&post=285&subd=yaila&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Matita fragile</title>
		<link>http://yaila.wordpress.com/2009/02/12/matita-fragile/</link>
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		<pubDate>Thu, 12 Feb 2009 21:40:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yaila</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Sono una piccola matita nelle mani di Dio.
Io sono come una piccola matita nelle Sue mani, nient&#8217;altro.
E&#8217; Lui che pensa. E&#8217; Lui che scrive.
La matita non ha nulla a che fare con tutto questo.
La matita deve solo poter essere usata.”
(Madre Teresa di Calcutta)
&#8230; Solo che a volte vorremmo essere noi a guidare quella matita.
Solo che [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=yaila.wordpress.com&blog=1813972&post=280&subd=yaila&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;"><em>“Sono una piccola matita nelle mani di Dio.<br />
Io sono come una piccola matita nelle Sue mani, nient&#8217;altro.<br />
E&#8217; Lui che pensa. E&#8217; Lui che scrive.<br />
La matita non ha nulla a che fare con tutto questo.<br />
La matita deve solo poter essere usata.”</em><br />
<em>(Madre Teresa di Calcutta)</em></p>
<p style="text-align:justify;">&#8230; Solo che a volte vorremmo essere noi a guidare quella matita.<br />
Solo che a volte la vita può sembrare così povera di cose belle e invece così irta di difficoltà, e forse per questo così poco degna e dignitosa, da volerla cancellare con una gomma terribilmente abrasiva. Per cancellare il dolore e la sofferenza. Da noi, dall&#8217;infinita sofferenza che proviamo, dalle persone che amiamo e che vediamo soffrire.<br />
Ho imparato che la vita va vissuta fino in fondo, affrontata, combattuta, sofferta e amata. Ho imparato che la vita va sempre e comunque rispettata. Dove sta la fragilità umana se non nel voler intervenire su ciò che è nelle mani di Dio? Il fatto è, secondo me, che fa paura soffrire senza poter far nulla per se stessi, così come fa paura veder soffrire le persone che ci sono vicine e che amiamo senza poterle aiutare e sostenere, ma soltando affidandosi alle mani di Dio.<br />
Dove sta la mia fragilità? Nella paura di soffrire ancora&#8230; Ancora di più&#8230; E nell&#8217;interrogarmi sul fatto se riuscirei o meno a sopportarlo o a farlo pesare alle persone che amo. Non ho assolutamente le idee chiare e per forza di cose mi interrogo spesso rispetto a tutto ciò in questi giorni. Cosa so? L&#8217;unica cosa che so è che sono una matita; una matita nelle mani di Dio, ma&#8230; Una matita fragile, terribilmente fragile.</p>
<p><em>In ricordo di Eluana, Terry, Welby</em></p>
Posted in fatti di cronaca, vita emotiva Tagged: Dio, fragilità, matita, paura, sofferenza, vita <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/yaila.wordpress.com/280/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/yaila.wordpress.com/280/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/yaila.wordpress.com/280/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/yaila.wordpress.com/280/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/yaila.wordpress.com/280/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/yaila.wordpress.com/280/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/yaila.wordpress.com/280/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/yaila.wordpress.com/280/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/yaila.wordpress.com/280/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/yaila.wordpress.com/280/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=yaila.wordpress.com&blog=1813972&post=280&subd=yaila&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Una piccola grande fiaba quotidiana</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jan 2009 07:43:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yaila</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Nella storia raccontata da Perrault la bella addormentata si risvegliava con il bacio del suo principe. In Gran Bretagna la fiaba è diventata realtà. Andrew Ray, 37 anni, di Telford, sposato e padre di due figli, Ella e Alexander, era disperato dopo che sua moglie Emma era entrata in coma in seguito ad un attacco [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=yaila.wordpress.com&blog=1813972&post=274&subd=yaila&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">&#8220;Nella storia raccontata da Perrault la bella addormentata si risvegliava con il bacio del suo principe. In Gran Bretagna la fiaba è diventata realtà. Andrew Ray, 37 anni, di Telford, sposato e padre di due figli, Ella e Alexander, era disperato dopo che sua moglie Emma era entrata in coma in seguito ad un attacco cardiaco, solo dieci giorni dopo il parto del piccolo Alexander: alla base dell’attacco probabilmente un grumo di sangue. Le aveva provate tutte per risvegliarla: prima le aveva fatto ascoltare le audiocassette con i pianti del piccolo Alexander e la voce di Ella che urlava «Svegliati, mamma!». Poi le canzoni che avevano ballato durante il loro matrimonio.A un certo punto, stremato dal dolore, si è avvicinato all’orecchio di Emma e le ha sussurrato: «Ti prego Emma, se riesci a sentirmi, dammi un bacio». «A quel punto è accaduta una cosa sconvolgente – ricorda Andrew – lei si è avvicinata, ha mosso le labbra verso di me e mi ha dato un piccolo bacio. Non riuscivo a crederci. Il mio cuore stava per esplodermi nel petto». Adesso, che la grande paura e il «miracolo» sono soltanto un ricordo, Emma sta meglio, anche se l’infarto ha provocato danni cerebrali che hanno compromesso seriamente la sua memoria a breve termine, e ha raccontato la propria storia: «Ho ancora piccoli problemi a camminare e non ricordo molte cose, ma sono felice». <em>&#8221; (Autore: Domenico Zurlo &#8211; pubblicato il 27/01/09)</em></p>
<p style="text-align:justify;">Oggi come ieri ho imparato che l&#8217;Amore, quello con la A maiuscola, quello fortemente radicato nel cuore di due persone che si amano, crea un filo sottile, ma saldo e forte, fra i due innamorati: un linguaggio esclusivo e del tutto istintivo per chi ama ed è amato, un  linguaggio che il mondo al di fuori di quell&#8217;Amore non è capace di decifrare e comprendere  appieno; si può solo stare a guardare ammirati sguardi e gesti d&#8217;Amore che vanno al di là di qualsiasi spiegazione razionale. Probabilmente passerò per una povera romantica illusa, ma oggi mi sono convinta ancor di più che il legame d&#8217;Amore permette a due persone che si amano di superare tantissime difficoltà, tantissime prove che il Destino fa incontrare loro nel cammino della vita. Ecco, magari non tutto&#8230; Sicuramente non la morte in tanti e tanti casi&#8230; Ma dà la forza di affrontare tante difficili tappe nel cammino insieme di due innamorati.  In questo senso, per me, l&#8217;Amore è semplicemente un piccolo &#8211; grande miracolo della nostra quotidianità.</p>
Posted in fatti di cronaca, scritti altrui Tagged: amore, attacco cardiaco, bacio, bella addormentata, coma, cuore, Domenico Zurlo, fiaba, Gran Bretagna, memoria, miracolo, parto, paura, Perrault <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/yaila.wordpress.com/274/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/yaila.wordpress.com/274/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/yaila.wordpress.com/274/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/yaila.wordpress.com/274/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/yaila.wordpress.com/274/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/yaila.wordpress.com/274/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/yaila.wordpress.com/274/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/yaila.wordpress.com/274/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/yaila.wordpress.com/274/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/yaila.wordpress.com/274/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=yaila.wordpress.com&blog=1813972&post=274&subd=yaila&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Oggi</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jan 2009 22:28:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yaila</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ero smarrita.
Ho trovato la stella polare.
Ero al buio.
Ho trovato la luce.
Ero assetata.
Ho trovato acqua di sorgente.
Ero affamata.
Ho trovato pane caldo e fragrante.
Ero infreddolita.
Ho trovato un fuoco a scaldarmi l&#8217;anima.
Ero triste.
Ho trovato la serenità.
Ero impaurita.
Ho trovato il coraggio.
Ero indebolita.
Ho trovato la forza.
Ero invasa dalle lacrime.
Ho trovato il sorriso.
Ero immersa nell&#8217;angoscia.
Ho trovato la pace.
Ero incatenata.
Ho trovato la [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=yaila.wordpress.com&blog=1813972&post=260&subd=yaila&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Ero smarrita.<br />
Ho trovato la stella polare.<br />
Ero al buio.<br />
Ho trovato la luce.<br />
Ero assetata.<br />
Ho trovato acqua di sorgente.<br />
Ero affamata.<br />
Ho trovato pane caldo e fragrante.<br />
Ero infreddolita.<br />
Ho trovato un fuoco a scaldarmi l&#8217;anima.<br />
Ero triste.<br />
Ho trovato la serenità.<br />
Ero impaurita.<br />
Ho trovato il coraggio.<br />
Ero indebolita.<br />
Ho trovato la forza.<br />
Ero invasa dalle lacrime.<br />
Ho trovato il sorriso.<br />
Ero immersa nell&#8217;angoscia.<br />
Ho trovato la pace.<br />
Ero incatenata.<br />
Ho trovato la libertà.<br />
Ero immersa nel silenzio.<br />
Ho trovato una dolce musica.<br />
Ero sola.<br />
Non più.</p>
<p>Oggi, e non solo oggi.<br />
Per oggi, e non solo per oggi.</p>
Posted in miei scritti Tagged: acqua, amore, angoscia, catene, coraggio, ero, forza, fuoco, io, lacrime, libertà, luce, me, musica, oggi, pace, pane, paura, serenità, silenzio, solitudine, sono, sorriso, stella, tristezza, tu <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/yaila.wordpress.com/260/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/yaila.wordpress.com/260/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/yaila.wordpress.com/260/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/yaila.wordpress.com/260/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/yaila.wordpress.com/260/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/yaila.wordpress.com/260/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/yaila.wordpress.com/260/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/yaila.wordpress.com/260/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/yaila.wordpress.com/260/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/yaila.wordpress.com/260/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=yaila.wordpress.com&blog=1813972&post=260&subd=yaila&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Ritrovarmi: creatività e cambiamento</title>
		<link>http://yaila.wordpress.com/2009/01/11/ritrovarmi-creativita-e-cambiamento/</link>
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		<pubDate>Sun, 11 Jan 2009 17:31:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yaila</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tutto è avvolto da un silenzio irreale, come quando guardi il mare, liscio, languido, fermo, ti fai abbracciare dal suo orizzonte e non ti accorgi che sotto la sabbia la terra trema fino a trasformarsi in una grande, immensa onda che con la sua potenza si avventa contro tutto ciò che trova e lo avvolge [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=yaila.wordpress.com&blog=1813972&post=250&subd=yaila&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Tutto è avvolto da un silenzio irreale, come quando guardi il mare, liscio, languido, fermo, ti fai abbracciare dal suo orizzonte e non ti accorgi che sotto la sabbia la terra trema fino a trasformarsi in una grande, immensa onda che con la sua potenza si avventa contro tutto ciò che trova e lo avvolge completamente.<br />
Quel che sento in me in questi ultimi giorni è molto simile a questo, e a questa sensazione sono riuscita a dare un nome: voglia, desiderio profondo di cambiamento. Ma non di un cambiamento radicale e istantaneo della mia esistenza quotidiana, bensì un processo di evoluzione interiore che può avere ripercussioni in piccoli e grandi aspetti della mia vita, ma che porta in sé alcuni punti fermi della mia attuale esistenza. Non so pensarmi senza quella piccola, fragile farfalla che tengo delicatamente fra le mani con l&#8217;immensa paura di farle del male, ma con l&#8217;immenso desiderio di averla sempre accanto a me. Non so più pensarmi camminare senza la compagnia della vera me stessa, della persona che sono e che voglio poter essere, non più preda delle opinioni distorte delle persone che mi stanno intorno che vedono in me una persona statica, incapace di cambiare, di crescere, di evolvere e di spezzare le catene che la tengono saldamente imbrigliata.<br />
No&#8230; Non sono più così. Voglio disperatamente evolvere, cambiare, e allo stesso tempo ritrovare la persona che sono proprio qui dentro di me, senza la paura di essere me stessa, di esprimere le mie opinioni, di lottare per i miei desideri, di credere nei miei sogni e di fare tutto ciò che mi è possibile fare perché questi sogni si avverino. E desidero fortemente stare accanto a persone che credono in me e nelle mie possibilità, allontanandomi da coloro che di me dimostrano di non avere alcuna stima.<br />
Un progetto ambizioso il mio, non è vero? Eppure anche nei più ambiziosi progetti le persone hanno sempre iniziato dalle piccole cose, e mattone dopo mattone hanno costruito il loro piccolo – grande castello di “sogni realizzabili”. Ecco, io vorrei fare questo, ma partendo da piccole, piccolissime cose. Ad esempio so bene che probabilmente non è limpidamente presente in me un certo lato artistico, ma da qualche tempo lo sento tuonare forte dentro di me. Allora, al di là di dover lavorare, finire gli studi universitari e dedicare tempo ai miei affetti, cose più che basilari nella mia quotidianità e alle quali non voglio togliere del tempo per me prezioso, vorrei anche dedicare un&#8217;infinitesima porzione del mio tempo ad un hobby creativo, un passatempo che mi permetta proprio di “creare” qualcosa, di dar vita a qualcosa di mio che prima non esisteva e ora esiste grazie alle mie mani, come un prestigiatore che con una magia fa apparire fra le sue mani una dolcissima colomba bianca. Ciò non toglie che allo stesso tempo voglio e mi impegno già ora nel mettere mattone su mattone a quella grande casa che sarà la mia vita futura, e già questo richiede un grosso impegno, ma quel che ho in mente è proprio trovare qualcosa di poco impegnativo che mi permetta di dare sfogo alla mia creatività dando vita materiale alle idee che mi frullano per la testa.<br />
Qualche giorno fa sono andata a far visita ad un&#8217;amica di lunga data che in questo è molto brava, e forse è proprio questo che ha fatto scaturire in me quest&#8217;idea “malsana”. A lei debbo la mia capacità di fare piccoli ricami a punto croce, e a lei debbo l&#8217;estasi nel vedere le piccole e grandi cose che sa creare con le sue mani: gioielli creati con le perline, oggettini in pasta di sale, lavori di patchwork senza l&#8217;utilizzo dell&#8217;ago, découpage e decorazione di oggetti in polistirolo con le paiettes. Che incanto vedere le sue mani che dal nulla creano qualcosa di semplicemente piccolo e meraviglioso! E che bello per me portarmi a casa il suo regalo di Natale, creato da lei apposta per me: una collanina con un pendente di HelloKitty.<br />
E allora cos&#8217;ho fatto una volta tornata a casa? Ho scartabellato in internet per trovare siti o volumi per imparare un hobby, quello che sarà il mio hobby in futuro. E ho cominciato ad escludere i lavori in pasta di sale e simili perché vanno cotti e il forno di casa è assolutamente off – limit! Ma ho voglia di pasticciare con le mani, di riempirmi di colori, di creare, di imparare, di sperimentare, di perdermi in queste piccole cose quasi come quando ero bambina per tirare fuori da me quel lato artistico che si nasconde in un angoletto buio di me stessa e per poter poi essere orgogliosa di una piccola cosa da me creata dal nulla. Non mi faccio demoralizzare nemmeno dal fatto che da qualche notte verso le 5 di mattina mi sveglio in preda ai dolori per un&#8217;infiammazione alla mano destra che è patologia comune fra coloro che esercitano il mio lavoro. Anzi: forse questi dolori sono proprio frutto della vena creativa che mi brucia dentro e che mi spinge a fare, fare, fare.<br />
Mi resta un unico interrogativo: quale hobby scegliere?</p>
Posted in vita emotiva, vita quotidiana Tagged: amore, cambiamento, creatività, découpage, fiducia, futuro, hobby, lavoro, mani, me, paiettes, pasta di sale, patchwork, polistirolo, ricamo a punto croce, ritrovarsi, stima, università, vita <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/yaila.wordpress.com/250/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/yaila.wordpress.com/250/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/yaila.wordpress.com/250/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/yaila.wordpress.com/250/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/yaila.wordpress.com/250/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/yaila.wordpress.com/250/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/yaila.wordpress.com/250/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/yaila.wordpress.com/250/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/yaila.wordpress.com/250/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/yaila.wordpress.com/250/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=yaila.wordpress.com&blog=1813972&post=250&subd=yaila&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Supercalifragilistichespiralidoso</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Dec 2008 12:14:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yaila</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Supercalifragilistichespiralidoso
anche se ti sembra che l&#8217;anno vecchio sia stato spaventoso
se ci credi fermamente avrai un 2009 strepitoso
supercalifragilistichespiralidoso
Ricordo che in estate per convincermi a sperar
il destino a fine luglio un bel regalo mi mandò
finchè un bel giorno dissi a me stessa che era il caso di lottar
anche se ad agosto un fulmine a ciel sereno mi [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=yaila.wordpress.com&blog=1813972&post=244&subd=yaila&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="margin-bottom:0;">Supercalifragilistichespiralidoso<br />
anche se ti sembra che l&#8217;anno vecchio sia stato spaventoso<br />
se ci credi fermamente avrai un 2009 strepitoso<br />
supercalifragilistichespiralidoso</p>
<p>Ricordo che in estate per convincermi a sperar<br />
il destino a fine luglio un bel regalo mi mandò<br />
finchè un bel giorno dissi a me stessa che era il caso di lottar<br />
anche se ad agosto un fulmine a ciel sereno mi addocchiò</p>
<p style="margin-bottom:0;">Supercalifragilistichespiralidoso<br />
anche se ti sembra che l&#8217;anno vecchio sia stato spaventoso<br />
se ci credi fermamente avrai un 2009 strepitoso<br />
supercalifragilistichespiralidoso</p>
<p style="margin-bottom:0;">La luna col suo sorriso sempre ti proteggerà<br />
e con un po&#8217; di fortuna la vita allegra diverrà<br />
con qualche notte impegnata a studiar<br />
un lavoro e un conto in banca di costruire la tua vita potrai sperar</p>
<p style="margin-bottom:0;">Supercalifragilistichespiralidoso<br />
anche se ti sembra che l&#8217;anno vecchio sia stato spaventoso<br />
se ci credi fermamente avrai un 2009 strepitoso<br />
supercalifragilistichespiralidoso</p>
<p style="margin-bottom:0;">Se tu non sai che fare non ti devi scoraggiar<br />
ti serve ottimismo e a un nuovo dì potrai sperar<br />
ma attento a usarlo bene e la tua vita in meglio può cambiar<br />
&#8220;Per esempio, l&#8217;ho usato un giorno con una ragazza che per caso mi incontrò<br />
e quella &#8221; BANG!&#8221;in breve tempo a vivere una favola si trovò!&#8221;<br />
Supercalifragilistichespiralidoso&#8230;</p>
<p style="margin-bottom:0;">Buon Anno Nuovo a tutti! E (detto tra noi) speriamo che il Destino ce la mandi buona!! :))</p>
Posted in blog/presentazione Tagged: 2008, 2009, amicizia, amore, anno nuovo, anno vecchio, estate, fortuna, futuro, lavoro, salute, soldi, supercalifragilistichespiralidoso, università, vita <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/yaila.wordpress.com/244/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/yaila.wordpress.com/244/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/yaila.wordpress.com/244/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/yaila.wordpress.com/244/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/yaila.wordpress.com/244/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/yaila.wordpress.com/244/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/yaila.wordpress.com/244/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/yaila.wordpress.com/244/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/yaila.wordpress.com/244/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/yaila.wordpress.com/244/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=yaila.wordpress.com&blog=1813972&post=244&subd=yaila&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Il mio Natale</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Dec 2008 21:42:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yaila</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Luci, regali, panettone, torrone&#8230; Eppure quest&#8217;anno è come se il Natale mi passasse accanto silenzioso voltandomi le spalle.
Buio e silenzio intorno.
Mi siedo sul pavimento in un angolo della mia stanza. Raccolgo le ginocchia sul petto, le abbraccio e nascondo il viso fra le cosce. Soffoco lacrime salate che mi bagnano gli occhi e fagocito singhiozzi [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=yaila.wordpress.com&blog=1813972&post=233&subd=yaila&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Luci, regali, panettone, torrone&#8230; Eppure quest&#8217;anno è come se il Natale mi passasse accanto silenzioso voltandomi le spalle.<br />
Buio e silenzio intorno.<br />
Mi siedo sul pavimento in un angolo della mia stanza. Raccolgo le ginocchia sul petto, le abbraccio e nascondo il viso fra le cosce. Soffoco lacrime salate che mi bagnano gli occhi e fagocito singhiozzi che vorrebbero sgorgare al di fuori delle mie labbra. Un dolore sordo e improvviso squarcia il mio ventre, ma forse è solo la mia autosuggestione a guidare le mie sensazioni, perché è un dolore muto, un male invisibile ma che c&#8217;è.<br />
E&#8217; bello qui&#8230; Abbracciata a me stessa mi rintano nel mio guscio di timori e di paure che a distanza di tempo sono tornati a farmi visita con maggiore irruenza e cattiveria. E mentre mi stringo a me stessa mi sento accarezzare piano fra i capelli da una mano invisibile. Mi sento sussurrare parole di rassicurazione da labbra che non riesco a vedere. Mi sento abbracciare teneramente forte da braccia fatte di nuvole di ricordi, di desiderio e di speranza per domani.<br />
Sono sola adesso in questa stanza, ma in realtà non lo sono. C&#8217;è chi mi prende ogni giorno per mano e mi accompagna in questo nuovo sentiero irto di difficoltà donandomi ogni giorno un motivo per sentirmi al sicuro, un motivo per sorridere, un motivo per credere, per lottare e per sperare. E rido. Rido come e quanto non ho mai riso in vita mia: con gli occhi, con la bocca, col cuore, con l&#8217;anima. Rido e ritrovo la forza di lottare, di lottare per me. Perché in realtà sono una lottatrice da sempre, ma da sempre basta un niente per buttarmi a terra e farmi perdere la speranza e l&#8217;entusiasmo. C&#8217;è chi mi prende ogni giorno per mano e anche se è lontano è come se fosse costantemente qui accanto a me a stringermi le spalle, ad aiutarmi a sputare fuori la rabbia, ad asciugare le lacrime che mi annebbiano la vista del presente e del futuro. Ed è a questa persona che oggi dico grazie&#8230; Grazie dal profondo del mio cuore. Grazie di esserci. Ed è nella nebbia di questo dolore fisico, di questo dolore emotivo e delle lacrime che soffocano il mio viso che vedo il significato di questo mio Natale: un Natale di lotta per ciò in cui credo fermamente, un Natale di lotta per me stessa, un Natale di rinascita di una nuova me stessa&#8230; Ancor più provata ma ancora più forte di prima.</p>
<p style="text-align:justify;">Buon Natale a tutti voi.</p>
<p style="text-align:justify;">In sottofondo: &#8220;<a href="http://it.youtube.com/yaila73" target="_blank">Vivimi</a>&#8221; di Laura Pausini. Clicca sul titolo scritto fra virgolette per entrare sul mio spazio YouTube e vedere il video di questa canzone.</p>
<p style="text-align:justify;">
Posted in vita emotiva, vita quotidiana Tagged: amore, anima, corpo, forza, futuro, lacrime, lottare, me, natale, paura, presente, ridere, sensazioni, sorriso, tu <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/yaila.wordpress.com/233/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/yaila.wordpress.com/233/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/yaila.wordpress.com/233/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/yaila.wordpress.com/233/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/yaila.wordpress.com/233/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/yaila.wordpress.com/233/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/yaila.wordpress.com/233/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/yaila.wordpress.com/233/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/yaila.wordpress.com/233/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/yaila.wordpress.com/233/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=yaila.wordpress.com&blog=1813972&post=233&subd=yaila&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>Vorrei</title>
		<link>http://yaila.wordpress.com/2008/11/16/vorrei/</link>
		<comments>http://yaila.wordpress.com/2008/11/16/vorrei/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 16 Nov 2008 17:14:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yaila</dc:creator>
				<category><![CDATA[scritti altrui]]></category>
		<category><![CDATA[vita emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[emozione]]></category>
		<category><![CDATA[Guccini]]></category>
		<category><![CDATA[io]]></category>
		<category><![CDATA[tu]]></category>
		<category><![CDATA[vorrei]]></category>

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		<description><![CDATA[Vorrei conoscer l&#8217;odore del tuo paese,
camminare di casa nel tuo giardino,
respirare nell&#8217;aria sale e maggese,
gli aromi della tua salvia e del rosmarino.
Vorrei che tutti gli anziani mi salutassero
parlando con me del tempo e dei giorni andati,
vorrei che gli amici tuoi tutti mi parlassero,
come se amici fossimo sempre stati.
Vorrei incontrare le pietre, le strade, gli usci
e [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=yaila.wordpress.com&blog=1813972&post=225&subd=yaila&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p align="center"><a href="http://it.youtube.com/watch?v=KWUCqe8WAHE" target="_blank">Vorrei</a> conoscer l&#8217;odore del tuo paese,<br />
camminare di casa nel tuo giardino,<br />
respirare nell&#8217;aria sale e maggese,<br />
gli aromi della tua salvia e del rosmarino.</p>
<p align="center"><a href="http://it.youtube.com/watch?v=KWUCqe8WAHE" target="_blank">Vorrei</a> che tutti gli anziani mi salutassero<br />
parlando con me del tempo e dei giorni andati,<br />
vorrei che gli amici tuoi tutti mi parlassero,<br />
come se amici fossimo sempre stati.</p>
<p align="center"><a href="http://it.youtube.com/watch?v=KWUCqe8WAHE" target="_blank">Vorrei</a> incontrare le pietre, le strade, gli usci<br />
e i ciuffi di parietaria attaccati ai muri,<br />
le strisce delle lumache nei loro gusci,<br />
capire tutti gli sguardi dietro agli scuri</p>
<p align="center"><a href="http://it.youtube.com/watch?v=KWUCqe8WAHE" target="_blank">e lo vorrei<br />
perché non sono quando non ci sei<br />
e resto solo coi pensieri miei ed io&#8230;</a></p>
<p align="center"><a href="http://" target="_blank">Vorrei</a> con te da solo sempre viaggiare,<br />
scoprire quello che intorno c&#8217;è da scoprire<br />
per raccontarti e poi farmi raccontare<br />
il senso d&#8217;un rabbuiarsi e del tuo gioire;<br />
<a href="http://it.youtube.com/watch?v=KWUCqe8WAHE" target="_blank">vorrei</a> tornare nei posti dove son stato,<br />
spiegarti di quanto tutto sia poi diverso<br />
e per farmi da te spiegare cos&#8217;è cambiato<br />
e quale sapore nuovo abbia l&#8217;universo.<br />
Vedere di nuovo Istanbul o Barcellona<br />
o il mare di una remota spiaggia cubana<br />
o un greppe dell&#8217;Appennino dove risuona<br />
fra gli alberi un&#8217;usata e semplice tramontana</p>
<p align="center"><a href="http://it.youtube.com/watch?v=KWUCqe8WAHE" target="_blank">e lo vorrei<br />
perché non sono quando non ci sei<br />
e resto solo coi pensieri miei ed io&#8230;</a></p>
<p align="center"><a href="http://it.youtube.com/watch?v=KWUCqe8WAHE" target="_blank">Vorrei</a> restare per sempre in un posto solo<br />
per ascoltare il suono del tuo parlare<br />
e guardare stupito il lancio, la grazia, il volo<br />
impliciti dentro al semplice tuo camminare<br />
e restare in silenzio al suono della tua voce<br />
o parlare, parlare, parlare, parlarmi addosso<br />
dimenticando il tempo troppo veloce<br />
o nascondere in due sciocchezze che son commosso.<br />
<a href="http://it.youtube.com/watch?v=KWUCqe8WAHE" target="_blank">Vorrei</a> cantare il canto delle tue mani,<br />
giocare con te un eterno gioco proibito<br />
che l&#8217;oggi restasse oggi senza domani<br />
o domani potesse tendere all&#8217;infinito</p>
<p align="center"><a href="http://it.youtube.com/watch?v=KWUCqe8WAHE" target="_blank">e lo vorrei<br />
perché non sono quando non ci sei<br />
e resto solo coi pensieri miei ed io&#8230;</a></p>
<h1 style="text-align:center;"><a href="http://it.youtube.com/watch?v=KWUCqe8WAHE" target="_blank">Vorrei&#8230; </a></h1>
<p style="text-align:right;">(F. Guccini)</p>
<p style="text-align:justify;">&#8230; Perché a volte mancano anche a me le parole per esprimere un pensiero o un&#8217;emozione e allora si riesce ad utilizzare solo un video visto per caso su YouTube. Clicca sulle parole &#8220;Vorrei&#8221; se vuoi vederlo.</p>
Posted in scritti altrui, vita emotiva Tagged: emozione, Guccini, io, tu, vorrei <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/yaila.wordpress.com/225/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/yaila.wordpress.com/225/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/yaila.wordpress.com/225/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/yaila.wordpress.com/225/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/yaila.wordpress.com/225/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/yaila.wordpress.com/225/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/yaila.wordpress.com/225/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/yaila.wordpress.com/225/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/yaila.wordpress.com/225/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/yaila.wordpress.com/225/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=yaila.wordpress.com&blog=1813972&post=225&subd=yaila&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>A te</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Oct 2008 17:29:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yaila</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;A te che mi hai trovata all&#8217;angolo coi pugni chiusi, con le mie spalle contro il muro pronta a difendermi. Con gli occhi bassi stavo in fila con i disillusi e tu mi hai raccolto come un gatto e mi hai portato con te.&#8221;
A te dedico queste righe perché non ho niente di meglio da [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=yaila.wordpress.com&blog=1813972&post=217&subd=yaila&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="margin-bottom:0;" align="justify">&#8220;A te che mi hai trovata all&#8217;angolo coi pugni chiusi, con le mie spalle contro il muro pronta a difendermi. Con gli occhi bassi stavo in fila con i disillusi e tu mi hai raccolto come un gatto e mi hai portato con te.&#8221;</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">A te dedico queste righe perché non ho niente di meglio da offrirti di tutto quello che ho. A te che mi insegni a credere nei sogni soffiando via dolcemente gli incubi e le paure che marciscono nella mia anima. A te che mi insegni ogni giorno quanto sia importante non scendere mai a compromessi con se stessi. A te che mi insegni ogni giorno il valore della ricerca della felicità in ogni piccola cosa che mi sta intorno: un fiore, un tramonto, un piccolo scoiattolo bruno che attraversa la strada. A te che mi fai capire quanto il dolore, per quanto grande sia, prima o poi si esaurisce per fare spazio alla desiderata serenità. A te che nei momenti più complicati sai sempre come farmi ragionare e rasserenare. A te che hai trasformato le mie mille e più lacrime di tristezza in una sonora risata. A te che mi hai preso per mano nel momento più difficile di questa ultima estate e mi hai tenuta fra le braccia nel momento in cui mettevo la mia vita nelle mani di coloro che l&#8217;avrebbero presa nelle rispettive mani per renderla migliore. A te che mi dici che quando parliamo sfiori lo schermo e non sai che, mentre mi confessi questo, una donna qui sta facendo la stessa cosa. Quale donna? Quella che hai tirato fuori da una spessa coltre di tristezza e di rassegnazione, quella con la quale forse sogni, con la quale forse speri, con la quale forse progetti. Quella donna che dopo tanto tempo ho scoperto essere dentro di me.</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">Dimenticando un passato che ormai dev&#8217;essere solo passato e perlopiù lo è già. Vivendo un presente del quale assaporare intensamente ogni momento. Sognando un futuro&#8230; Il futuro che entrambi desideriamo, che entrambi vorremmo per noi. Sognando, sperando, progettando e lottando. Sempre. Insieme, io e te.</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">(In sottofondo “A te” di Jovanotti)</p>
<pre style="margin-bottom:0;text-align:right;">Dal mio cuore al tuo, topolino. T. A. T.</pre>
Posted in vita emotiva, vita quotidiana Tagged: amore, futuro, me, passato, presente, tu <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/yaila.wordpress.com/217/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/yaila.wordpress.com/217/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/yaila.wordpress.com/217/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/yaila.wordpress.com/217/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/yaila.wordpress.com/217/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/yaila.wordpress.com/217/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/yaila.wordpress.com/217/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/yaila.wordpress.com/217/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/yaila.wordpress.com/217/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/yaila.wordpress.com/217/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=yaila.wordpress.com&blog=1813972&post=217&subd=yaila&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Un sospiro lungo una Vita</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Oct 2008 17:32:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yaila</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Passano i minuti, le ore, i giorni. Un&#8217;atmosfera di attesa, un&#8217;attesa a volte più lieve altre più pesante, scandisce il mio tempo finché in un concitato pomeriggio di lavoro “la” telefonata arriva&#8230; Quella telefonata che sapevo di dover attendere e che per lunghi giorni ho atteso avvolta tra il desiderio e la paura che arrivasse. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=yaila.wordpress.com&blog=1813972&post=212&subd=yaila&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="margin-bottom:0;text-align:justify;">Passano i minuti, le ore, i giorni. Un&#8217;atmosfera di attesa, un&#8217;attesa a volte più lieve altre più pesante, scandisce il mio tempo finché in un concitato pomeriggio di lavoro “la” telefonata arriva&#8230; Quella telefonata che sapevo di dover attendere e che per lunghi giorni ho atteso avvolta tra il desiderio e la paura che arrivasse. Nella giornata di venerdì 10 Ottobre, fra 6 giorni esatti mi sottoporrò alla colecistectomia. E&#8217; tutto così strano&#8230; La Paura si è rintanata in un angoletto del mio cuore lasciando il posto al Coraggio e alla Speranza. Non so se dipenda da me e dalle mie potenzialità fisiche oppure dal naturale atteggiamento dei medici nei confronti dei loro pazienti, ma ho l&#8217;impressione che non sarà una passeggiata. Eppure&#8230; Eppure mi sento ogni giorno in più meno ansiosa e più serena, più tranquilla. Non so definire bene questa mia percezione, ma so per certo che dalla fine dello scorso Agosto, che è il momento nel quale tutto questo ha avuto inizio, mi sono fermata ad osservare e ad ascoltare persone che da più o meno tempo sfiorano in modo diverso la mia vita e da ognuno di essi ho tratto e traggo ogni giorno Forza, Speranza, Coraggio, Vita e sopratutto Amore. Non so davvero esprimere quanto sia importante per me questo sentimento in questo momento della mia vita, ma posso dire che in questi minuti, in queste ore, in questi giorni, d&#8217;Amore mi sento piena l&#8217;anima, e si tratta di un Amore nel senso più ampio del termine: l&#8217;Amore per la mia famiglia, per gli amici, per i colleghi, per la mia vita e per la Vita stessa qualunque siano il percorso e le difficoltà che per viverla dobbiamo superare. Più di tutto però ho scoperto, e ora nutro e coltivo, l&#8217;Amore per me e per la persona che più mi è accanto in questo momento, e grazie a lei ho ritrovato l&#8217;Amore di Dio, Colui che troppo spesso ho rinnegato e detestato per tutte le difficili prove a cui mi sottopone dal giorno della mia nascita e forse ancor prima. Non avevo capito che probabilmente Dio mi ha scelto in quanto persona dotata di una grande forza, capace di sopportare prove pesanti, e per questo degna di avere un giorno la possibilità di riconoscere e di vivere una Felicità semplice, fatta di piccole cose, ma assolutamente sincera e durevole. Sono settimane che mi attacco ancor più di prima alle cose, a una foto, a una frase, a un sms, a una telefonata, a un braccialetto, a un maglione, al rosario che qualche giorno fa mi ha regalato un collega di lavoro, ma mi rendo conto che non mi attacco materialmente ad esse bensì emotivamente, perché da queste cose e dai ricordi ed emozioni che mi trasmettono traggo quella forza, fiducia, speranza, gioia e amore che sento abbracciarmi forte ogni momento. Ho ritrovato così la forza di desiderare fortemente di continuare a vivere, ma solo nel modo in cui desidero veramente: essere quella che sono, senza nascondermi, senza limitarmi più. Con orgoglio. Nel bene e nel male, nella gioia e nelle difficoltà. Mi viene in mente una frase di Gil Rossellini, che ho sentito solo ieri in occasione della sua morte: un amico italiano gli fece notare che in Italia non ci sono tanti disabili quanti ne aveva visti in giro per le strade americane, e Rossellini candidamente gli rispose “Non è vero che in Italia non ci sono tanti disabili quanti qui in America&#8230; E&#8217; solo che sono costretti a nascondersi dentro casa.” E checché se ne dica, ciò è molto vero. Ma io&#8230; Io non voglio più nascondermi. Voglio solo vivere, vivere pienamente questa vita che è la sola che mi è concesso di vivere.</p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:right;">“Sia il tuo Amore come la pioggerella, che è fine e leggera, ma può straripare i fiumi. “</p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:right;">(Anonimo)</p>
Posted in scritti altrui, vita emotiva, vita quotidiana Tagged: amicizia, amore, colecistectomia, coraggio, Dio, diversa abilità, intervento chirurgico, lavoro, me, orgoglio, paura, speranza, vita <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/yaila.wordpress.com/212/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/yaila.wordpress.com/212/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/yaila.wordpress.com/212/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/yaila.wordpress.com/212/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/yaila.wordpress.com/212/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/yaila.wordpress.com/212/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/yaila.wordpress.com/212/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/yaila.wordpress.com/212/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/yaila.wordpress.com/212/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/yaila.wordpress.com/212/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=yaila.wordpress.com&blog=1813972&post=212&subd=yaila&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Un mare di emozioni</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Sep 2008 17:05:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yaila</dc:creator>
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		<description><![CDATA[N.B. Mi scuso per la lunghezza del mio scritto, ma ho voluto e perlomeno cercato di non tralasciare nulla di quello che volevo dire.
Sono le cinque del pomeriggio del 26 agosto. Stesa sul divano per il forte mal di gambe che sento da un mese a questa parte, faccio zapping fra un canale e l&#8217;altro [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=yaila.wordpress.com&blog=1813972&post=208&subd=yaila&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">N.B. Mi scuso per la lunghezza del mio scritto, ma ho voluto e perlomeno cercato di non tralasciare nulla di quello che volevo dire.</p>
<p style="text-align:justify;">Sono le cinque del pomeriggio del 26 agosto. Stesa sul divano per il forte mal di gambe che sento da un mese a questa parte, faccio zapping fra un canale e l&#8217;altro della tv, ma nulla mi piace, nulla mi diverte, nulla rapisce le mie emozioni. Mi alzo, vado in cucina, mi verso un bicchiere di latte caldo e lo sorseggio piano piano. Appena un&#8217;ora dopo sento dei dolori lancinanti allo stomaco, talmente forti da farmi piegare in due senza però trovare sollievo. Passerà, mi dico, e infatti tutto passa. Solo che dopo una tranquilla e frugale cena con mio fratello i dolori tornano, più intensi di prima.<br />
Passano i giorni e ogni fine pasto si traduce in quel dolore che avevo creduto essere solo passeggero, anche se cerco di mantenere una dieta leggera e povera di grassi, e cioè quella che io chiamo “dieta in bianco”.<br />
E&#8217; venerdì sera. Soltanto un weekend mi separa dal ritorno alla mia usuale attività lavorativa dopo tre settimane di tranquillissime, a tratti noiosissime, ferie. Solita cena frugale e leggera, ma dopo due ore relativamente tranquille il dolore allo stomaco si fa fortissimo e intensissimo tanto da non permettermi di trovare sollievo né seduta né in piedi. Sento lo stomaco duro e rigido come un masso. Provo a stendermi da tutti i lati possibili, ma questa posizione mi provoca ancora più dolore del solito, un dolore persistente e lancinante, tanto da farmi sudare e contemporaneamente sentire tanto freddo. Mio fratello inizialmente chiama la guardia medica la quale prontamente ci dà alcune indicazioni che però si rivelano perfettamente inutili per il dolore che sento. All&#8217;una di notte sto sudando da far paura e batto i denti per il freddo. Non ho paura del dolore, ma quello che sto provando è un dolore che non riesco proprio a sopportare. Tempo mezz&#8217;ora e mi ritrovo stesa sulla barella di un ospedale mentre medici e infermieri mi portano da un ambulatorio all&#8217;altro per farmi un esame dopo l&#8217;altro. Risultato: alle cinque di sabato mattina 30 agosto mi ritrovo ricoverata a causa di coliche biliari con probabile pancreatite.<br />
Ai più è noto che odio &lt;cordialmente&gt; gli ospedali nonostante molti medici in passato mi abbiano salvato la vita, ma passare i primi dieci anni della propria vita dentro e fuori dagli ospedali è una cosa che non si dimentica. E soprattutto so di avere un atteggiamento assolutamente fobico nei confronti degli aghi, tanto da mettermi a fare i capricci alla sola vista dell&#8217;infermiere che scarta l&#8217;ago e girarmi dall&#8217;altro lato nel momento in cui so che quel piccolo oggettino deve aprirsi un varco sulle mie braccia. Ma ho 35 anni e devo fare l&#8217;adulta, quindi mi assoggetto di buon grado a ciò che medici e infermieri decidono per me, perché io ritrovi la salute.<br />
Sono a casa da circa otto giorni, ma ripenso spesso a quei momenti. A mio fratello che è rimasto accanto a me fino alle sei di mattina, che è tornato a casa per tornare un&#8217;ora dopo con la biancheria necessaria; alla sua telefonata ai miei genitori alle otto di mattina, i quali hanno lasciato istantaneamente la casa delle vacanze per poter essere da me verso le dieci; alla professionalità e all&#8217;umanità dei medici, degli infermieri e degli ausiliari che mi hanno aiutato nei momenti più difficili pur mantenendo una certa distanza dal mio dolore, la distanza sicuramente necessaria per mantenere la situazione sotto controllo. Ripenso ai miei momenti di paura e di sconforto, ai momenti nei quali avrei voluto scendere dal letto, staccare la flebo e scappare dalla mia stanza. Ripenso a quanto la mia famiglia mi è stata vicina, a quanto mi sono stati accanto i miei colleghi di lavoro e a quanto mi hanno sorretto i miei amici; e non voglio nemmeno qui differenziare i miei pochi amici reali con i tanti amici virtuali perché è proprio in un momento come questo che ho capito quanto l&#8217;affetto che tutti i miei amici provano per me sia reale e sincero al di là del conoscersi o meno di persona; e fra di essi c&#8217;è una piccola stella molto speciale che mi fa capire ogni giorno quanto io sia speciale e la mia vita importante al di là di una cicatrice in più che probabilmente fra poco tempo segnerà il mio corpo perché mi aspetta un nuovo intervento chirurgico dopo il primo già affrontato il 4 settembre. E per questo nuovo intervento (colecistectomia) mi è stata, appunto, paventata la possibilità di ritrovarmi con una nuova cicatrice sul corpo dal momento che probabilmente la laparoscopia, e cioè i tre buchini all&#8217;altezza dell&#8217;ombelico, potrebbe non essere sufficiente. Ho preso molto male questa notizia, ma la piccola stella afferma che i segni sul corpo contano poco e quello di cui devo più preoccuparmi sono le cicatrici che ha il mio cuore, anche se queste ultime possono essere curate e per le altre invece non c&#8217;è alcuna possibilità. La notte però, nel silenzio del mondo, le paure e i ricordi si fanno sentire e vedere attraverso tracce neroviolastre che segnano le mie mani e le mie braccia. Ogni giorno la flebo mi viene tolta dal punto in cui è stata inserita e viene inserita in un altro punto della pelle in quanto le mie vene risultano fragili e incapaci di sopportare per molto tempo quei piccoli, minuscolissimi aghi che oggigiorno vengono utilizzati. Questo finché il giorno prima dell&#8217;intervento mi viene detto che non ho molte altre vie venose disponibili per cui mi viene espressa la necessità di andare nel reparto di rianimazione per permettere a due anestesisti di cercare una via venosa ancora a disposizione, con la non-tanto-remota possibilità che, nel caso in cui non ve ne sia nemmeno una di una certa solidità, verrò anestetizzata, mi verrà inserita la flebo sulla vena giugulare e dovrò passare dodici ore in camera sterile. Ora, perdonatemi, ma a questa notizia la forza e il coraggio che tutti vedevano e ancora vedono in me è andata completamente scemando e il risultato è che ho passato almeno un&#8217;ora e mezza a piangere consumando una intera confezione di fazzoletti Tempo, ho fatto coraggio a mia mamma e a mio fratello che mi hanno raggiunto di volata e sono tornata al mio letto mezz&#8217;ora dopo con soltanto il polso sinistro fasciato visto che proprio lì le due anestesiste hanno trovato qualcosa di buono e valido. Due? Perché due anestesiste? Semplice: a mia gentile richiesta, una di loro mi teneva il polso con entrambe le mani mentre l&#8217;altra pungeva, e il risultato è che ho sentito soltanto un leggerissimo pizzicore. Ora sono a casa, ho ricominciato ad andare a lavorare, ma sono in attesa del prossimo duro scoglio e dal mio punto di vista non dovrò attendere moltissimo per questa successiva “chiamata al coraggio”. Ma chi ce l&#8217;ha il coraggio? Ripeto, non so se posseggo veramente tutto il coraggio che gli altri vedono in me, ma so in cuor mio, anche se a volte mi è veramente difficile farlo, che la vita va vissuta fino in fondo nonostante le dure prove che essa ci presenta davanti al nostro cammino perché, seppur nella difficoltà, è sempre ricca di tante cose belle per ognuno di noi. Nel mio caso è ricca del rispetto e della stima che in fondo nutro per me stessa, dell&#8217;amore dei miei amici e colleghi e di quello della mia famiglia.<br />
&#8230;Però quanto coraggio mi è necessario per affrontare tutto questo! A volte ho veramente paura di non farcela. Ma DEVO farcela. Per chi mi vuole bene&#8230; E per me.</p>
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		<title>Uno stop imprevisto</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Aug 2008 13:07:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yaila</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Anche volendo, purtroppo in questo momento mi è impossibile postare a causa di un inaspettato ricovero in ospedale. Nell&#8217;attesa di poterlo fare, vi abbraccio tutti di cuore.
&#8230; E adesso che da oggi 9 settembre sono a casa per circa una settimana la voglia di mettermi a ragionare per postare qualcosa proprio non c&#8217;è. Forse perché [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=yaila.wordpress.com&blog=1813972&post=201&subd=yaila&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Anche volendo, purtroppo in questo momento mi è impossibile postare a causa di un inaspettato ricovero in ospedale. Nell&#8217;attesa di poterlo fare, vi abbraccio tutti di cuore.</p>
<p style="text-align:justify;">&#8230; E adesso che da oggi 9 settembre sono a casa per circa una settimana la voglia di mettermi a ragionare per postare qualcosa proprio non c&#8217;è. Forse perché so che dopo questo ricovero non è ancora finita, e forse la mia vita cambierà un pochino da qui in avanti&#8230; Per sempre. Ad ogni modo ringrazio davvero tutti coloro che mi sono stati che mi sono ancora vicini con messaggi, commenti, emails, telefonate e quant&#8217;altro. Grazie di cuore.</p>
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		<title>In ferie&#8230; Con me</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Aug 2008 21:21:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yaila</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8230; E così è già trascorsa la prima giornata delle tanto attese ferie: ben tre settimane che nella quotidianità gireranno come vorrà il destino. Attendo senza troppa impazienza ciò che il destino ha deciso per me in questi caldi giorni estivi e intanto passo il tempo a riposare, leggere, pensare e scrivere. Nelle settimane successive [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=yaila.wordpress.com&blog=1813972&post=195&subd=yaila&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="margin-bottom:0;text-align:justify;">&#8230; E così è già trascorsa la prima giornata delle tanto attese ferie: ben tre settimane che nella quotidianità gireranno come vorrà il destino. Attendo senza troppa impazienza ciò che il destino ha deciso per me in questi caldi giorni estivi e intanto passo il tempo a riposare, leggere, pensare e scrivere. Nelle settimane successive al mio trentacinquesimo compleanno mi sono guardata spesso allo specchio e nel cuore, e ho fatto una promessa a me stessa: quella di iniziare da oggi a dedicare più tempo a me stessa, alla mia persona, al benessere della mia anima e del mio intero corpo; insomma, di essere un po&#8217; più egoista e di mettere me stessa, l&#8217;amore per me e il mio equilibrio psichico avanti a qualsiasi persona o evento.<br />
Ma non tutto è andato e va come vorrei. Parole non cercate che feriscono. Eventi inaspettati che sconvolgono. E un giorno in più che passa è un taglietto in più su questo mio giovane ma vecchio cuore. La voglia di lottare che c&#8217;è nella parte più profonda e nascosta del mio cuore, ma la forza di farlo che non c&#8217;è o è troppo debole, tanto da avere bisogno di sostegno.<br />
Spesso sento un tale senso di soffocamento che è come se uscissi da me stessa e mi ritrovassi spettatrice inerme del mio annegamento in un mare in tempesta. Eppure so bene che la mia forza è lì, nascosta, latente, ma non viene fuori&#8230; Non viene fuori,  accidenti! Impegno, forza e determinazione. Questo ci vorrebbe. Ma non basterebbe, credo. Ci vorrebbe la capacità e la possibilità di prendere in mano la mia vita e di agire, al di là di quello che potrebbero pensare, dire o fare questa o quell&#8217;altra persona a me vicina. E il fatto è che so, sono certa di esserne capace, ma non posso. Non adesso o forse sì, ma non da sola.<br />
E allora grazie. Grazie a tutti gli amici vicini e lontani, reali e virtuali (e comunque per me profondamente reali), che mi stanno vicini in questo momento. A volte, quasi senza rendermene conto, ricevo tali e tanti abbracci di una grande intensità da togliermi il fiato. C&#8217;è chi mi vede arrivare al lavoro la mattina presto e mi chiede di bere un caffè insieme, e con la scusa di fare due chiacchiere davanti alla macchinetta ci si confessa le piccole e grandi paure di ogni giorno. C&#8217;è chi dopo una dura ed intensa giornata di lavoro ha un pensiero per me e fa squillare il mio cellulare in un momento inaspettato che diventa così un momento da ricordare. C&#8217;è chi raccoglie le mie lacrime dispensando sorrisi e tanta speranza che sento sempre più flebilmente dentro di me. C&#8217;è chi mi coinvolge nelle sue piccole e grandi gioie di ogni giorno condividendole con me, e c&#8217;è chi condivide con me le sue tensioni&#8230; Ma sempre con un sorriso.<br />
Eppure ci sono cose che mi mancano, cose che non so chiedere, e non sono serena. Ogni tanto felice lo sono di sicuro, ma per brevi momenti. Serena no; non così. E forse non tutto dipende da me. O almeno non del tutto.<br />
<em>Cambierà?</em></p>
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		<title>Storia (mia) di un ponte agostano</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Aug 2008 11:23:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yaila</dc:creator>
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Continua il conto alla rovescia verso le tanto agognate ferie. Tutto sembra dipingersi di un leggero azzurro solo all&#8217;idea che fra più o meno una settimana sarò padrona di gestire in piena autonomia i miei momenti di riposo, svago, studio; non mi demoralizza nemmeno l&#8217;idea di affrontare la lunga coda di vacanzieri [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=yaila.wordpress.com&blog=1813972&post=188&subd=yaila&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="margin-bottom:0;text-align:justify;">9&#8230; 8&#8230; 7&#8230; 6&#8230;<br />
Continua il conto alla rovescia verso le tanto agognate ferie. Tutto sembra dipingersi di un leggero azzurro solo all&#8217;idea che fra più o meno una settimana sarò padrona di gestire in piena autonomia i miei momenti di riposo, svago, studio; non mi demoralizza nemmeno l&#8217;idea di affrontare la lunga coda di vacanzieri ed autotrasportatori che mi aspetta fra il casello dell&#8217;autostrada e i 12 chilometri di tangenziale che ogni giorno percorro per rientrare a casa.<br />
Disconnetti computer&#8230; Badge&#8230; Auto&#8230; Cancello aziendale. Via, si parte! E dopo 16 &#8211; 17 km del solito viaggio fra le solite auto e le persone che riconosco essere più o meno le stesse, appare la luminosa scritta che ormai scorgo con terrore, ma anche rassegnazione: &#8220;ATTENZIONE! CODA &#8211; ATTENTION! QUEUE&#8221;. Prima corsia, per stare più tranquilla e più a disposizione delle uscite laterali della tangenziale. Accelera&#8230; Frena&#8230; Accelera&#8230; Frena&#8230; Accelera&#8230; Frena&#8230; Stop! Ci si ferma tutti insieme, compagni di sventura di questa normalissima avventura del ponte agostano 2008. Fermi ogni volta per almeno dieci minuti con l&#8217;auto in moto perché ogni secondo potrebbe essere quello giusto per ripartire. Solo che&#8230; Solo che alla ripartenza sul cruscotto della mia auto si accende prima la spia del cambio, poi quella della batteria, e poi tutte le altre: se non sapessi di essere alla fine di una giornata di lavoro, stanca morta, in una nota tangenziale italiana, penserei di essere stata catapultata col teletrasporto in una famosa notte di bagordi a Las Vegas! Gira la chiave&#8230; Nulla&#8230; Gira la chiave&#8230; Ancora nulla&#8230; Rigira&#8230; Niente &#8211; niente &#8211; niente!!! I tir dietro di me iniziano a suonare innervositi, pur vedendo chiaramente le mie 4 frecce di emergenza, ed io comincio ad agitarmi.<br />
Driiiinnnn!!!<br />
Chiamo a casa. Non c&#8217;è nessuno se non mia madre che di certo non può venire ad aiutarmi.<br />
Pochi secondi&#8230; Sta sopraggiungendo una piccola bolla di panico che mi sale dallo stomaco, arriva al cuore e giunge al mio cervello. Devo fare in fretta&#8230;. Devo fare qualcosa. Subito.<br />
Decido.<br />
Compongo sulla tastiera il solo numero che mi viene in mente: 113.<br />
Il resto avviene lentamente, come i tanti flash di una macchina fotografica che una volta sviluppati si possono mettere uno accanto all&#8217;altro: un camionista e il conducente di un camioncino che si fermano dietro di me facendomi da scudo, mi fanno mettere in folle e mi spingono l&#8217;auto fino alla piazzola accanto a me (non posso dire cosa ho pensato quando mi sono resa conto che quella piazzola fosse proprio lì, accanto a me e alla mia auto!), il tempo di ringraziarli e salutarli che non c&#8217;è, l&#8217;arrivo dell&#8217;addetto alla viabilità autostradale che mi porta una bottiglietta d&#8217;acqua che ormai è calda, ma che a me sembra solo una gran manna dal cielo, l&#8217;arrivo del carro-attrezzi.<br />
Il resto è quotidianità. Quotidianità conosciuta, ma che mi è difficile accettare in questo momento, nonostante si tratti solo di un auto. Dopo una prima volta a luglio 2007 prima delle ferie, una seconda a dicembre 2007 prima di Natale, per la terza volta in un anno la mia auto ha subito la rottura dello stesso identico pezzo di motore. Non c&#8217;è due senza tre, come si suol dire, ma credo che adesso sia realmente urgente correre ai ripari.<br />
Così ho iniziato a scartabellare giornali e siti internet in cerca dell&#8217;auto, la mia auto! Quella che sceglierò di testa mia e pagherò di tasca mia. Quella che riterrò essere la più giusta per me. E qual è la più giusta? Cambio automatico (assolutamente necessario), 1300 &#8211; 1400, monovolume, piccolina ma non troppo &#8220;scatoletta di sardine&#8221;, adatta ai lunghi percorsi autostradali, ma anche ai terreni sconnessi della mia adorata campagna veneta, la tanto desiderata aria condizionata che ora non ho, la tanto desiderata radio che ora non ho, i tanto desiderati sensori di parcheggio che ora non ho e il tanto desiderato blutooth che ora non ho, e se possibile il vetro opaco sul cruscotto! Qualche piccola idea già ce l&#8217;ho, ma se vi va, miei cari amici e lettori, accetto consigli ed opinioni. Tenete presente che qui su wordpress non si possono inserire foto nei commenti, quindi se davvero vi va di aiutarmi, e ve ne sarei davvero grata, accolgo volentieri commenti lunghi-lunghi, ricchi però di suggerimenti, spiegazioni, descrizioni. E per il momento, per l&#8217;ultima settimana di lavoro prima delle ferie mi accontento a malincuore di essere una lavoratrice appiedata, scarrozzata avanti e indietro da un fratello al quale prima o poi farò un monumento.<br />
Buone vacanze a tutti, miei cari amici, che siano vacanze di vero relax e svago, alla facciaccia mia che combatto ogni minuto col mal di schiena che mi è venuto in quelle tre orette sotto il sole, in auto, bloccata nel traffico, e che mi ha costretta a rimanere a letto per un intero giorno, ferma immobile come una mummia per non rischiare di alzarmi e cadere istantaneamente a terra come una pera cotta.</p>
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		<title>Chissà&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Jul 2008 21:29:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yaila</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La sveglia suona all&#8217;alba. L&#8217;aria ancora frizzante prude sulla pelle. Un caffè forte trangugiato in fretta, poi si parte. Mi aspetta una nuova e intensa giornata di lavoro: decine di files excel da lavorare, di richieste da espletare, di fotocopie da fare, fax da inviare e scartoffie da eliminare. Così, per otto ore. Ore che [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=yaila.wordpress.com&blog=1813972&post=183&subd=yaila&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="margin-bottom:0;text-align:justify;">La sveglia suona all&#8217;alba. L&#8217;aria ancora frizzante prude sulla pelle. Un caffè forte trangugiato in fretta, poi si parte. Mi aspetta una nuova e intensa giornata di lavoro: decine di files excel da lavorare, di richieste da espletare, di fotocopie da fare, fax da inviare e scartoffie da eliminare. Così, per otto ore. Ore che passano lente. Sembrano non finire mai e proprio quando poche e veloci azioni mi convincono che la fatica per quel giorno è giunta al termine, mi rendo conto che non è così: la pesantezza di quella giornata si amplifica in chilometri e chilometri di autostrada bollente, in mezzo a un traffico che sembra quotidianamente “da bollino rosso”.<br />
Quasi non mi rendo conto di parcheggiare l&#8217;auto sotto casa, di chiudere la portiera e di avviarmi verso il portone, ma poi tutto cambia. Mi basta girare la chiave nella toppa e affacciarmi per entrare che subito la tensione si scioglie. Sorretto per le manine dalla nonna, pian piano mi raggiunge il mio nipotino che mi abbraccia cingendomi le gambe e mi guarda sorridendo felice. Tende le braccia verso l&#8217;alto e fa mille versetti per attirare la mia attenzione. Non resisto&#8230; Non posso proprio resistere. Lo alzo da terra e lo abbraccio forte stringendolo a me, mentre lui mi mette le braccine al collo mi dà un impacciatissimo bacetto sulla guancia.<br />
<em>“Buongiorno amorino della zia, come stai?”</em><br />
Sorride. Ma non c&#8217;è tempo da perdere. Si gira leggermente verso destra, tende il suo braccino e punta l&#8217;indice verso la mia stanza. Poco dopo mi ritrovo seduta assieme a lui sul mio letto. Bolle di sapone piccole e grandi volano nella stanza, mentre insieme mettiamo in bell&#8217;ordine tutti i miei peluches sulla testiera del letto. Basta un movimento di pochi centimetri: il suo ditino fa click sulla radio, la stanza si riempie della musica dei miei adorati Spandau Ballet e lui si mette a ballare ridendo come un matto. Io lo guardo e sorrido, felice.<br />
E&#8217; tempo per un altro gioco, allora lui scende dal letto e si mette a gattonare veloce per casa, mentre io lo seguo a poche decine di centimetri, gattonando a mia volta. Ogni tanto si gira verso di me, si siede per terra, ride, si rigira e riprende a gattonare veloce, finché la stanchezza lo assale e finisce per chiedere l&#8217;abbraccio e le coccole della nonna.<br />
Arriva sera e la casa si riempie di silenzio e di solitudine.<br />
Mi guardo allo specchio. Effettivamente sono stanca, accidenti&#8230; Mancano ancora due settimane di lavoro prima delle agognate ferie. Guardo lo specchio, ma non riesco a guardare al domani più vicino. Mi specchio e ripenso all&#8217;ultima parte del pomeriggio, passata fra risate e sollazzi vari assieme all&#8217;”amorino della zia”. E mentre ci ripenso lo specchio restituisce l&#8217;immagine di me che mi sfioro la pancia piano piano, ma non si tratta della mia reale pancia&#8230; E&#8217; la pancia gonfia, immensa, affascinante e protettiva di una donna che porta dentro sé la vita, l&#8217;Amore e il frutto di questo Amore.<br />
<em>“Chissà come sarebbe se anch&#8217;io un giorno&#8230; Chissà come sarebbe stato se&#8230;”</em></p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/yaila.wordpress.com/183/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/yaila.wordpress.com/183/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/yaila.wordpress.com/183/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/yaila.wordpress.com/183/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/yaila.wordpress.com/183/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/yaila.wordpress.com/183/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/yaila.wordpress.com/183/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/yaila.wordpress.com/183/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/yaila.wordpress.com/183/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/yaila.wordpress.com/183/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/yaila.wordpress.com/183/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/yaila.wordpress.com/183/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=yaila.wordpress.com&blog=1813972&post=183&subd=yaila&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>In sordina</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Jul 2008 18:22:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yaila</dc:creator>
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		<description><![CDATA[C&#8217;è silenzio intorno. Intorno e dentro me. Il battito del mio cuore disegna una linea piatta, la mia testa si sente intontita e si rifiuta di articolare anche il più piccolo e spontaneo pensiero.
Avrei voglia di tutto – ridere, scherzare, sorridere, sperare – eppure non ho voglia più di niente. Solo di stare chiusa qui, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=yaila.wordpress.com&blog=1813972&post=181&subd=yaila&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="margin-bottom:0;text-align:justify;">C&#8217;è silenzio intorno. Intorno e dentro me. Il battito del mio cuore disegna una linea piatta, la mia testa si sente intontita e si rifiuta di articolare anche il più piccolo e spontaneo pensiero.<br />
Avrei voglia di tutto – ridere, scherzare, sorridere, sperare – eppure non ho voglia più di niente. Solo di stare chiusa qui, immersa in un cielo nero circondato da pareti nere, in assoluto silenzio, ma un silenzio di quelli che non mi fa percepire nemmeno quel che ancora percepisco del battito del mio cuore.<br />
E&#8217; che volevo dimenticarmi di ieri. Volevo far passare questo giorno come se niente fosse. Volevo che tutti se ne dimenticassero, per dimenticare che il tempo passsa e più passa più sono ferma e non cammino verso un fantomatico domani. Volevo&#8230; Volevo&#8230; Ma in fondo non volevo. Perché io a queste cose un po&#8217; ci tengo, anche se affermo sempre il contrario. Affermo il contrario e faccio la dura con la speranza di soffrire meno, ma non è così. Soffro. Soffro e pago. Pago il prezzo di scelte sbagliate, fatte sull&#8217;onda dell&#8217;impulsività con la sola idea di essere più forte rispetto a cose più grandi di me che non riesco, non posso combattere e vincere, e rispetto alle quali sento di non poter coinvolgere nessuno al di fuori di me. Cose di cui parlo più o meno distrattamente, e comunque delle quali continuo a conservare la più pesante essenza dentro me, nelle radici della mia anima&#8230; Perché nessuno ha il mio corpo, nessuno ha il mio passato, nessuno ha il mio presente e nessuno ha il futuro che aspetta me&#8230; Nessuno, per fortuna.<br />
Mi pare di sentire nelle orecchie la fatidica frase che si dice in questi casi: “C&#8217;è chi sta peggio!”. Sì, sicuramente c&#8217;è, ma questa non è vita. Non lo è questo automatico ripetersi delle azioni quotidiane, non lo è questa mancanza di un barlume di futuro sereno, non lo è dover lottare ancora ogni singolo giorno per far capire a chi è al di fuori di me che in me non c&#8217;è solo un corpo sfatto, ma anche una persona che desidera vivere, amare, sorridere, parlare, ascoltare ed essere ascoltata.<br />
Arriva sera. Mi guardo allo specchio. La vista annebbiata mi restituisce l&#8217;immagine di una larva della persona che sono: un vaso rotto, un meccanismo inceppato, un novello gobbo di Notre Dame del terzo millennio. Chiudo gli occhi cercando di trovare un po&#8217; di pace per il mio cuore, ma dopo qualche secondo squilla il telefono. E&#8217; sera inoltrata ormai&#8230; Chi sarà? Una voce&#8230; Quella voce. Quella di chi ammette non riuscire a guardarmi negli occhi, di non riuscire a parlarmi. Quella che non dice mai se si vergogna di me per ciò che sono o di se stessa per aver dato forma a un corpo come il mio. Ed è dura. Lo è, me ne rendo conto. E&#8217; dura dire certe cose, ma è molto più dura sentirle. Più scorrono le parole, più davanti a me si dipinge una voragine di cui non riesco a vedere il fondo, e più frana la terra più resto sola sopra questa zolla di terra che rischia di cadere da un momento all&#8217;altro. Le mie orecchie non sentono più nulla se non una continua litania che si annoda qui, dentro e intorno alla mia debole anima.<br />
Non volevo niente ieri. Volevo solo un abbraccio frettoloso e un altrettanto frettoloso augurio di buon compleanno. Mi bastava solo questo. Me lo sarei fatto bastare.</p>
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		<title>Blues del cuore</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Jul 2008 18:46:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yaila</dc:creator>
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&#8220;Reiko mi guardò per qualche istante, mentre le rughe agli angoli degli occhi si facevano più profonde. &#8211; Certo che tu hai proprio un modo curioso di parlare, &#8211; disse. &#8211; Non è che cerchi di imitare il ragazzo di quel libro, Il giovane Holden?
- No! Che idea! &#8211; dissi ridendo.
Anche Reiko, con la sigaretta [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=yaila.wordpress.com&blog=1813972&post=180&subd=yaila&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><div class="snap_preview">
<p align="justify">&#8220;Reiko mi guardò per qualche istante, mentre le rughe agli angoli degli occhi si facevano più profonde. &#8211; Certo che tu hai proprio un modo curioso di parlare, &#8211; disse. &#8211; Non è che cerchi di imitare il ragazzo di quel libro, Il giovane Holden?<br />
- No! Che idea! &#8211; dissi ridendo.<br />
Anche Reiko, con la sigaretta tra le labbra, si mise a ridere.<br />
- Però tu sei un ragazzo pulito. Mi basta guardare una persona per capirlo. Qui in sette anni di gente ne ho vista andare e venire tanta, perciò ormai sono un&#8217;esperta. La differenza fra le persone che sanno aprire il loro cuore, e quelle che non sanno. Tu sai aprirlo. Ma solo quando dici tu, beninteso.<br />
- <em>E se uno lo apre cosa accade?<br />
</em>Sempre senza posare la sigaretta Reiko appoggiò le mani sul tavolo e con aria divertita disse: &#8211; <em>Si guarisce</em> -. La cenere cadde sul tavolo ma lei non ci fece caso.&#8221;<br />
(<a title="Collegamento al sito italiano su Haruki Murakami" href="http://www.zaghi.it/murakami/iframe.htm" target="_blank">Haruki Murakami, Norwegian Wood &#8211; Tokio Blues</a>)</p>
</div>
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		<title>Il piacere della lettura</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Jun 2008 17:22:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Tralasciando il ricordo del forte temporale dell&#8217;alba di stamane, si può proprio dire che l&#8217;estate è arrivata. Con l&#8217;estate sembra essere tornata violentemente, oltre a un caldo torrido, anche la voglia di passare i pomeriggi del fine settimana a leggere in giardino, stesa su un immenso telo mare coi colori del tramonto e al riparo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=yaila.wordpress.com&blog=1813972&post=178&subd=yaila&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="margin-bottom:0;text-align:justify;">Tralasciando il ricordo del forte temporale dell&#8217;alba di stamane, si può proprio dire che l&#8217;estate è arrivata. Con l&#8217;estate sembra essere tornata violentemente, oltre a un caldo torrido, anche la voglia di passare i pomeriggi del fine settimana a leggere in giardino, stesa su un immenso telo mare coi colori del tramonto e al riparo dagli sguardi dei passanti grazie a nuvole di oleandri e di magnolie in fiore.<br />
Sorrido di piacere quando la sera, dopo una lunga e impegnativa giornata di lavoro, trovo vicino al telefono la <em>mia</em> posta: la seconda delle tre spedizioni dei 12 volumi di <a href="http://marketing.repubblica.it/saperscrivere/" target="_blank">Saper Scrivere – Corso di scrittura</a>; un pacchettino ben confezionato con all&#8217;interno il libretto di racconti <a href="http://www.edilet.it/pubblicazioni.asp?action=readone&amp;idpubblicazione=9" target="_blank">L&#8217;Estate Romana (AA. VV.)</a>, speditomi direttamente dall&#8217;amico blogger <a href="http://www.giuseppegatto.com/" target="_blank">Giuseppe</a> che è anche autore di uno di questi racconti; infine due volumi da me ordinati tramite internet, <a href="http://www.raccontioltre.it/76/raymond-carver-il-mestiere-di-scrivere/" target="_blank">Il mestiere di scrivere di Raymond Carver</a> e <a href="http://www.lankelot.eu/index.php/2006/11/19/haruki-murakami-tokyo-blues-norwegian-wood/" target="_blank">Norwegian Wood di Haruki Murakami</a>.<br />
Saggio con le mani la consistenza di quel pacchetto che pochi attimi dopo diventa la scoperta e lo sfoglio di un tesoro nascosto, inimmaginabile e unico al mio sguardo. Catturo sulle alette del volume la biografia dell&#8217;autore e la trama dell&#8217;opera, e poi sfoglio pagina dopo pagina quel piccolo miracolo della fantasia. Il mio sguardo cade su frammenti di frasi lasciate qua e là che solo in futuro, dopo una lettura sistematica e attenta, otterranno il loro senso proprio. Sfoglio distrattamente pagina dopo pagina per lasciarmi avvolgere dal profumo d&#8217;antico e di passione di lettere d&#8217;inchiostro sapientemente intrecciate dalla penna dello scrittore. Mi lascio invadere dalle storie del protagonista e dalle esperienze dell&#8217;antagonista, cesellando dentro al mio pensiero un mondo finemente tratteggiato di particolari che danno vita a un perfetto microcosmo. E ripenso&#8230; Ripenso alle esperienze che ho vissuto e che ritrovo nelle pagine che sfoglio. E sogno&#8230; Sogno di essere altrove e altro-da-me, immaginando una vita diversa, la vita che vorrei.<br />
Lungi da me il desiderio di prendere in mano la penna e di dar vita al mio personale microcosmo fantastico. Nulla di ciò che provo ad abbozzare mi sembra degno di assumere vita propria, allora strappo fogli su fogli di quaderno che cadono inevitabilmente ai miei piedi.<br />
Passano le ore e il giardino si pennella dei colori del tramonto. Tutt&#8217;intorno, i rumori del quotidiano si fanno più deboli. Si accendono le luci delle case, le luci dei lampioni e raramente i fari delle automobili illuminano la strada a giorno.<br />
Col libro sottobraccio, io e il mio fardello di sogni ci ritiriamo fra le nostre quattro mura: un bianco ghiaccio tutt&#8217;intorno che a volte, mio malgrado, riesce inevitabilmente a cancellare la voglia di lottare, di sperare e di sognare.<br />
L&#8217;estate è arrivata ed io sfoglio riviste e siti internet in cerca di quel piccolo miracolo della fantasia che sappia restituirmi un sogno: il mio sogno&#8230; E un sorriso: il mio sorriso. Di miracoli ne ho trovati tanti, ma in realtà sto ancora cercando.</p>
<p style="margin-bottom:0;text-align:justify;">P. S. Ho fatto anche una pazzia oggi&#8230; Visto quanto mi piace leggere sotto il solleone ho creato un gruppo su aNobii chiamato &#8220;Libri sotto il solleone&#8221; nel quale segnalare romanzi per sognare, libri per pensare, libricini per ridere stando stesi sulla sdraio sotto le estive carezze di un sole cocente. Volete partecipare? Siete i benvenuti! Cliccate <a href="http://www.anobii.com/groups/010c967b13275c5d03/" target="_blank">qui</a> e segnalate, segnalate, segnalate!!</p>
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		<title>Incubi notturni</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jun 2008 21:30:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yaila</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
&#60;&#60; Studio medico. Bianco. Candido. Asettico.
Un&#8217;immensa scrivania. Un medico in camice bianco candido seduto su una poltrona da un lato della scrivania, io seduta compostamente su una seggiola dall&#8217;altro lato.
&#8220;Signorina&#8230; Mi sono giunti proprio oggi i risultati degli esami a cui l&#8217;ho sottoposta due settimane fa&#8230;&#8221;
&#8220; &#8230; &#8220;
(espressione triste e pensierosa di lui, espressione smarrita di lei)
&#8220;Dottore&#8230; Mi [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=yaila.wordpress.com&blog=1813972&post=177&subd=yaila&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><div class="snap_preview">
<p style="text-align:justify;">&lt;&lt; Studio medico. Bianco. Candido. Asettico.<br />
Un&#8217;immensa scrivania. Un medico in camice bianco candido seduto su una poltrona da un lato della scrivania, io seduta compostamente su una seggiola dall&#8217;altro lato.<br />
&#8220;Signorina&#8230; Mi sono giunti proprio oggi i risultati degli esami a cui l&#8217;ho sottoposta due settimane fa&#8230;&#8221;<br />
&#8220; &#8230; &#8220;<br />
(espressione triste e pensierosa di lui, espressione smarrita di lei)<br />
&#8220;Dottore&#8230; Mi dica qualcosa di più&#8230;&#8221;<br />
&#8220;Signorina&#8230; Sono spiacente di comunicarle che le restano soltanto tre mesi di vita&#8230;&#8221; &gt;&gt;</p>
<p style="text-align:justify;">&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">Il brutto è quando l&#8217;incubo si ripete più di una volta per notte.</p>
</div>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/yaila.wordpress.com/177/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/yaila.wordpress.com/177/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/yaila.wordpress.com/177/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/yaila.wordpress.com/177/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/yaila.wordpress.com/177/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/yaila.wordpress.com/177/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/yaila.wordpress.com/177/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/yaila.wordpress.com/177/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/yaila.wordpress.com/177/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/yaila.wordpress.com/177/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/yaila.wordpress.com/177/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/yaila.wordpress.com/177/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=yaila.wordpress.com&blog=1813972&post=177&subd=yaila&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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