Passano i minuti, le ore, i giorni. Un’atmosfera di attesa, un’attesa a volte più lieve altre più pesante, scandisce il mio tempo finché in un concitato pomeriggio di lavoro “la” telefonata arriva… Quella telefonata che sapevo di dover attendere e che per lunghi giorni ho atteso avvolta tra il desiderio e la paura che arrivasse. Nella giornata di venerdì 10 Ottobre, fra 6 giorni esatti mi sottoporrò alla colecistectomia. E’ tutto così strano… La Paura si è rintanata in un angoletto del mio cuore lasciando il posto al Coraggio e alla Speranza. Non so se dipenda da me e dalle mie potenzialità fisiche oppure dal naturale atteggiamento dei medici nei confronti dei loro pazienti, ma ho l’impressione che non sarà una passeggiata. Eppure… Eppure mi sento ogni giorno in più meno ansiosa e più serena, più tranquilla. Non so definire bene questa mia percezione, ma so per certo che dalla fine dello scorso Agosto, che è il momento nel quale tutto questo ha avuto inizio, mi sono fermata ad osservare e ad ascoltare persone che da più o meno tempo sfiorano in modo diverso la mia vita e da ognuno di essi ho tratto e traggo ogni giorno Forza, Speranza, Coraggio, Vita e sopratutto Amore. Non so davvero esprimere quanto sia importante per me questo sentimento in questo momento della mia vita, ma posso dire che in questi minuti, in queste ore, in questi giorni, d’Amore mi sento piena l’anima, e si tratta di un Amore nel senso più ampio del termine: l’Amore per la mia famiglia, per gli amici, per i colleghi, per la mia vita e per la Vita stessa qualunque siano il percorso e le difficoltà che per viverla dobbiamo superare. Più di tutto però ho scoperto, e ora nutro e coltivo, l’Amore per me e per la persona che più mi è accanto in questo momento, e grazie a lei ho ritrovato l’Amore di Dio, Colui che troppo spesso ho rinnegato e detestato per tutte le difficili prove a cui mi sottopone dal giorno della mia nascita e forse ancor prima. Non avevo capito che probabilmente Dio mi ha scelto in quanto persona dotata di una grande forza, capace di sopportare prove pesanti, e per questo degna di avere un giorno la possibilità di riconoscere e di vivere una Felicità semplice, fatta di piccole cose, ma assolutamente sincera e durevole. Sono settimane che mi attacco ancor più di prima alle cose, a una foto, a una frase, a un sms, a una telefonata, a un braccialetto, a un maglione, al rosario che qualche giorno fa mi ha regalato un collega di lavoro, ma mi rendo conto che non mi attacco materialmente ad esse bensì emotivamente, perché da queste cose e dai ricordi ed emozioni che mi trasmettono traggo quella forza, fiducia, speranza, gioia e amore che sento abbracciarmi forte ogni momento. Ho ritrovato così la forza di desiderare fortemente di continuare a vivere, ma solo nel modo in cui desidero veramente: essere quella che sono, senza nascondermi, senza limitarmi più. Con orgoglio. Nel bene e nel male, nella gioia e nelle difficoltà. Mi viene in mente una frase di Gil Rossellini, che ho sentito solo ieri in occasione della sua morte: un amico italiano gli fece notare che in Italia non ci sono tanti disabili quanti ne aveva visti in giro per le strade americane, e Rossellini candidamente gli rispose “Non è vero che in Italia non ci sono tanti disabili quanti qui in America… E’ solo che sono costretti a nascondersi dentro casa.” E checché se ne dica, ciò è molto vero. Ma io… Io non voglio più nascondermi. Voglio solo vivere, vivere pienamente questa vita che è la sola che mi è concesso di vivere.
“Sia il tuo Amore come la pioggerella, che è fine e leggera, ma può straripare i fiumi. “
(Anonimo)