Svegliarsi una mattina di buon’ora, immersa nella quiete dell’aurora quando il mondo ancor riposa. Aprire la finestra, l’imposta e ritrovarsi avvolta da una spessa coltre bianca che ricopre le cime circostanti, i boschi, la vallata, le case intorno, il cortile. Respirare intensamente l’aria fresca, chiudendo gli occhi e cercando di cogliere ogni più piccolo suono, fuori e dentro. Restare lì, a braccia aperte, ad accogliere la vita che si insinua nella pelle, fra le labbra, fra le ciglia – vita semplice fatta delle piccole cose di ogni giorno – e allo stesso tempo far eruttare fuori di sé quel vulcano di vita vera che borbotta violentemente dentro l’anima. Scoprire tutt’a un tratto che è questa la vera vita, la vita che desideri, fatta di semplicità, d’osmosi d’anime, delle cose di ogni giorno, di difficoltà, di patimenti, ma anche di soddisfazioni e di gioie che scaturiscono dalle piccole cose; le piccole cose, quelle vere… Quelle per cui vale veramente la pena di vivere con tutto l’impegno possibile che ognuno di noi può mettere nel vivere la vita.
E finalmente ti rendi conto che le apparenze non ti interessano, che ti interessa solo la sostanza delle cose. Non ti interessa cosa appari agli occhi degli altri, ma ti interessa ciò che sei e non cedere mai a compromessi con te stessa e col tuo modo di vivere la vita. Non ti interessa cosa pensano gli altri di te; ti interessa solo poterti semplicemente guardare allo specchio e riconoscerti, riconoscere che ciò che vuoi essere è ciò che realmente sei… E che non sei, non sei più e non vuoi essere più ciò che alcuni altri vogliono che tu sia. Sei tu, in tutta la tua semplicità, in tutta la tua complessità… In tutta la tua verità. Con orgoglio. Sempre. Sei tu nella gioia, nella caparbietà, nel dolore di un’anima – la tua – che brucia, alimentata com’è dall’ottusità e dal cinismo di chi crede sempre di essere nel giusto, di sapere sempre cos’è giusto per te e non ascolta mai veramente ciò che tu hai da dire. Ode, ma in realtà non ascolta.
Il sole, già più vivo, si specchia nel manto di neve circostante. Un nuovo candore esplode in tutta la sua semplice bellezza: il candore di chi accetta, ma lotta sempre, per costruire il proprio destino come desidera che esso sia; il candore di chi rispetta il mondo circostante, ma non è disposto a cedere alla cattiveria di quel mondo per finire in pasto ai lupi, bensì cerca di vivere sempre secondo il proprio sentire, la propria coscienza e la propria morale. Provando ad essere ogni nuovo giorno della vita, dall’alba al tramonto, solo e semplicemente… Neve.